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	<title>Commenti a: Jacopo Barigazzi, l&#8217;uomo che non c&#8217;era (ma c&#8217;e&#039;)</title>
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	<description>un blog senza padroni</description>
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		<title>Di: asdrubale</title>
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		<dc:creator>asdrubale</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 16:25:03 +0000</pubDate>
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		<description>Povero Furia, smentito pure dalla gruber, non ne azzecca più una.
Quando suona, suona per tutti (la campana).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Povero Furia, smentito pure dalla gruber, non ne azzecca più una.<br />
Quando suona, suona per tutti (la campana).</p>
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		<title>Di: Margherita</title>
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		<dc:creator>Margherita</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 12:47:08 +0000</pubDate>
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		<description>caro Emanuele, usi il verbo cacciare con evidente piacere, ricordati che quasi tutti i lettori pochi purtroppo comprano l&#039;Unità solo per Travaglio. più parlate male di Travaglo più noi floresdarcaisti e dipietristi lo amiamo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro Emanuele, usi il verbo cacciare con evidente piacere, ricordati che quasi tutti i lettori pochi purtroppo comprano l&#8217;Unità solo per Travaglio. più parlate male di Travaglo più noi floresdarcaisti e dipietristi lo amiamo</p>
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		<title>Di: Aulin</title>
		<link>http://dituttounblog.com/articoli/barigazzi-soncini/comment-page-1#comment-34624</link>
		<dc:creator>Aulin</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 11:40:37 +0000</pubDate>
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		<description>Bilanci falsi per 30 mld

L’Ue smaschera Prodi

di Claudio Borghi

Scoperto l’ultimo bluff dell’Unione: hanno spostato da una Finanziaria all’altra un patrimonio per incolpare Berlusconi dei loro conti in rosso. Ecco svelato il sistema di Padoa Schioppa: creare delle voci &quot;una tantum&quot; per gonfiare il deficit

L’esperienza della sinistra al governo nella scorsa legislatura potrebbe presto arricchirsi di un altro primato: quello del «falso in bilancio» più grande della storia, una cifra vicina ai 30 miliardi di euro (sessantamila miliardi delle vecchie lire) con i quali si sarebbero inutilmente «sporcati» i conti pubblici italiani allo scopo di far sembrare peggiore la situazione ereditata dal governo Berlusconi e accreditarsi come risanatori. Di questa cifra Eurostat ha già accertato l’inesistenza di quasi 15 miliardi e, secondo quanto risulta al Giornale, i conti italiani sarebbero «sotto revisione» per quanto riguarda la somma rimanente.

Facciamo un passo indietro: l’indicatore più popolare per misurare la «performance» della politica economica di un governo è l’evoluzione del rapporto fra il deficit e il Prodotto interno lordo. Questa misura è importante sia in senso assoluto (perché se eccede stabilmente il 3% l’Europa apre una procedura di infrazione) sia in senso relativo perché si possono confrontare i comportamenti dei diversi Stati fra di loro e rispetto alla media europea. Ogni governo è «responsabile» degli anni per i quali firma la legge finanziaria che, come è noto, stabilisce spese e entrate per l’intero anno. Pertanto economicamente vengono per convenzione attribuiti al centrosinistra i risultati degli anni dal 1997 al 2001, al centrodestra quelli degli anni dal 2002 al 2006, di nuovo a Prodi gli anni 2007 e 2008. Ebbene, Prodi, Padoa-Schioppa e Visco si inventarono delle voci «una tantum» che pesarono sul deficit italiano del bilancio 2006 per circa due punti in modo da consegnare alle stampe e a un’imbarazzata Istat un dato pesantissimo: meno 4,4%, il risultato peggiore dal 1996 e che sarebbe rimasto alle cronache come responsabilità del governo di centrodestra. Peccato però che queste voci fossero inesistenti.

La prima di queste voci fantasma, relativa a possibili rimborsi sull’Iva delle auto aziendali e pesante per ben 15 miliardi di euro, è già stata cassata da mesi (nel silenzio generale) da Eurostat che ha provveduto a classificare come «metodologicamente scorretto» il carico di spese solo eventuali e non ancora verificatesi sul bilancio 2006. La cosa è immediatamente verificabile dal sito di Eurostat dove il rapporto deficit/Pil per l’Italia nell’anno in questione appare ora ridotto al 3,4 per cento.

Nella stessa nota in cui Eurostat accerta il primo falso nel bilancio statale però c’è anche una nota che indica come le voci relative a «investimenti infrastrutturali» siano sotto esame. Di cosa si tratta? È una storia incredibile, che indica con quanta spregiudicatezza si sia mosso il governo Prodi pur di poter addossare al governo precedente responsabilità non sue. L’ultimo dei 1.364 commi della legge finanziaria per il 2007 (quella famosa del «più tasse per tutti») è molto strano: dice, come da prassi, che la legge entra in vigore il 1° gennaio «tranne» quattro commi che, in modo del tutto irrituale, entrano in vigore il 27 dicembre. Tali commi prevedono l’accollo dello Stato dei debiti delle Ferrovie dell Stato per 13 miliardi che quindi, per tre soli giorni, venivano caricati totalmente sull’esercizio 2006. Un vero e proprio colpo di mano che era inoltre finanziariamente indeterminato, perché il decreto attuativo sarebbe stato emesso solo in seguito.

C’è di peggio: esiste la prova che Eurostat aveva imposto sin dal 2005 un diverso criterio di imputazione del deficit. L’istituto europeo aveva classificato tale somma come debiti dello Stato nel 2005 e, secondo quanto si può leggere sul rapporto che accompagnava la riclassificazione, aveva stabilito tassativamente che fossero imputate come deficit solo e solamente le cifre relative a debiti giunti a scadenza e non onorati dalle Ferrovie e, in ogni caso, solo per gli anni in cui queste scadenze fossero avvenute. Non c’era quindi nessuna ragione per disporre l’accollo di una simile cifra e soprattutto nessuna motivazione per una così clamorosa forzatura contabile, congegnata in modo da gonfiare il deficit 2006, anzi, Eurostat aveva espressamente deciso tutt’altro.

Alla luce di tutto ciò si capisce l’imbarazzo dei contabili europei nell’avere «sotto revisione» dei numeri che risultano falsati per quasi 30 miliardi con conseguente difficoltà di raccordo di cifre che impattano l’intero bilancio dell’eurozona. Se, come pare, anche l’accollo dei debiti delle Ferrovie - dato il palese artificio contabile e l’esplicita indicazione contraria del 2005 - verrà cassato da Eurostat, bisognerà riscrivere la storia economica delle ultime legislature, ammettendo che il risanamento era stato in effetti iniziato dal governo Berlusconi, dato che il centrodestra, senza il «superfalso» in bilancio della sinistra, risulta aver ricevuto un deficit/pil al 3,1% ed averlo riconsegnato migliorato al 2,5% (in controtendenza con la media dell’Europa a 15 nazioni che, nel periodo, ha al contrario leggermente peggiorato tale rapporto). Risulterebbe invece così pressoché nullo il risultato dell’ultimo governo di Prodi, Diliberto e Di Pietro, ai quali potrebbe rimanere invece il poco ambito riconoscimento come «autori del massimo falso in bilancio» in Europa: curioso destino per chi ne aveva fatto un simbolo delle malefatte del centrodestra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bilanci falsi per 30 mld</p>
<p>L’Ue smaschera Prodi</p>
<p>di Claudio Borghi</p>
<p>Scoperto l’ultimo bluff dell’Unione: hanno spostato da una Finanziaria all’altra un patrimonio per incolpare Berlusconi dei loro conti in rosso. Ecco svelato il sistema di Padoa Schioppa: creare delle voci &#8220;una tantum&#8221; per gonfiare il deficit</p>
<p>L’esperienza della sinistra al governo nella scorsa legislatura potrebbe presto arricchirsi di un altro primato: quello del «falso in bilancio» più grande della storia, una cifra vicina ai 30 miliardi di euro (sessantamila miliardi delle vecchie lire) con i quali si sarebbero inutilmente «sporcati» i conti pubblici italiani allo scopo di far sembrare peggiore la situazione ereditata dal governo Berlusconi e accreditarsi come risanatori. Di questa cifra Eurostat ha già accertato l’inesistenza di quasi 15 miliardi e, secondo quanto risulta al Giornale, i conti italiani sarebbero «sotto revisione» per quanto riguarda la somma rimanente.</p>
<p>Facciamo un passo indietro: l’indicatore più popolare per misurare la «performance» della politica economica di un governo è l’evoluzione del rapporto fra il deficit e il Prodotto interno lordo. Questa misura è importante sia in senso assoluto (perché se eccede stabilmente il 3% l’Europa apre una procedura di infrazione) sia in senso relativo perché si possono confrontare i comportamenti dei diversi Stati fra di loro e rispetto alla media europea. Ogni governo è «responsabile» degli anni per i quali firma la legge finanziaria che, come è noto, stabilisce spese e entrate per l’intero anno. Pertanto economicamente vengono per convenzione attribuiti al centrosinistra i risultati degli anni dal 1997 al 2001, al centrodestra quelli degli anni dal 2002 al 2006, di nuovo a Prodi gli anni 2007 e 2008. Ebbene, Prodi, Padoa-Schioppa e Visco si inventarono delle voci «una tantum» che pesarono sul deficit italiano del bilancio 2006 per circa due punti in modo da consegnare alle stampe e a un’imbarazzata Istat un dato pesantissimo: meno 4,4%, il risultato peggiore dal 1996 e che sarebbe rimasto alle cronache come responsabilità del governo di centrodestra. Peccato però che queste voci fossero inesistenti.</p>
<p>La prima di queste voci fantasma, relativa a possibili rimborsi sull’Iva delle auto aziendali e pesante per ben 15 miliardi di euro, è già stata cassata da mesi (nel silenzio generale) da Eurostat che ha provveduto a classificare come «metodologicamente scorretto» il carico di spese solo eventuali e non ancora verificatesi sul bilancio 2006. La cosa è immediatamente verificabile dal sito di Eurostat dove il rapporto deficit/Pil per l’Italia nell’anno in questione appare ora ridotto al 3,4 per cento.</p>
<p>Nella stessa nota in cui Eurostat accerta il primo falso nel bilancio statale però c’è anche una nota che indica come le voci relative a «investimenti infrastrutturali» siano sotto esame. Di cosa si tratta? È una storia incredibile, che indica con quanta spregiudicatezza si sia mosso il governo Prodi pur di poter addossare al governo precedente responsabilità non sue. L’ultimo dei 1.364 commi della legge finanziaria per il 2007 (quella famosa del «più tasse per tutti») è molto strano: dice, come da prassi, che la legge entra in vigore il 1° gennaio «tranne» quattro commi che, in modo del tutto irrituale, entrano in vigore il 27 dicembre. Tali commi prevedono l’accollo dello Stato dei debiti delle Ferrovie dell Stato per 13 miliardi che quindi, per tre soli giorni, venivano caricati totalmente sull’esercizio 2006. Un vero e proprio colpo di mano che era inoltre finanziariamente indeterminato, perché il decreto attuativo sarebbe stato emesso solo in seguito.</p>
<p>C’è di peggio: esiste la prova che Eurostat aveva imposto sin dal 2005 un diverso criterio di imputazione del deficit. L’istituto europeo aveva classificato tale somma come debiti dello Stato nel 2005 e, secondo quanto si può leggere sul rapporto che accompagnava la riclassificazione, aveva stabilito tassativamente che fossero imputate come deficit solo e solamente le cifre relative a debiti giunti a scadenza e non onorati dalle Ferrovie e, in ogni caso, solo per gli anni in cui queste scadenze fossero avvenute. Non c’era quindi nessuna ragione per disporre l’accollo di una simile cifra e soprattutto nessuna motivazione per una così clamorosa forzatura contabile, congegnata in modo da gonfiare il deficit 2006, anzi, Eurostat aveva espressamente deciso tutt’altro.</p>
<p>Alla luce di tutto ciò si capisce l’imbarazzo dei contabili europei nell’avere «sotto revisione» dei numeri che risultano falsati per quasi 30 miliardi con conseguente difficoltà di raccordo di cifre che impattano l’intero bilancio dell’eurozona. Se, come pare, anche l’accollo dei debiti delle Ferrovie &#8211; dato il palese artificio contabile e l’esplicita indicazione contraria del 2005 &#8211; verrà cassato da Eurostat, bisognerà riscrivere la storia economica delle ultime legislature, ammettendo che il risanamento era stato in effetti iniziato dal governo Berlusconi, dato che il centrodestra, senza il «superfalso» in bilancio della sinistra, risulta aver ricevuto un deficit/pil al 3,1% ed averlo riconsegnato migliorato al 2,5% (in controtendenza con la media dell’Europa a 15 nazioni che, nel periodo, ha al contrario leggermente peggiorato tale rapporto). Risulterebbe invece così pressoché nullo il risultato dell’ultimo governo di Prodi, Diliberto e Di Pietro, ai quali potrebbe rimanere invece il poco ambito riconoscimento come «autori del massimo falso in bilancio» in Europa: curioso destino per chi ne aveva fatto un simbolo delle malefatte del centrodestra.</p>
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		<title>Di: Colombo, Barigazzi, ma soprattutto Guia Soncini &#171; Champ&#8217;s Version</title>
		<link>http://dituttounblog.com/articoli/barigazzi-soncini/comment-page-1#comment-34623</link>
		<dc:creator>Colombo, Barigazzi, ma soprattutto Guia Soncini &#171; Champ&#8217;s Version</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 20:32:18 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Quanto scritto nei commenti qui è una cosetta su cui riflettere; se è vera, infatti, attiene ad una cosa chiamata onestà [...]</description>
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		<title>Di: Wittgenstein &#187; Blog Archive &#187; Voltare pagina</title>
		<link>http://dituttounblog.com/articoli/barigazzi-soncini/comment-page-1#comment-34622</link>
		<dc:creator>Wittgenstein &#187; Blog Archive &#187; Voltare pagina</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 14:39:10 +0000</pubDate>
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		<description>[...] arriva il bello. Viene fuori che l&#8217;Unità stessa citò un articolo del Barigazzi che ora sostiene inesistente o irrilevante due anni fa: perché criticava [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] arriva il bello. Viene fuori che l&#8217;Unità stessa citò un articolo del Barigazzi che ora sostiene inesistente o irrilevante due anni fa: perché criticava [...]</p>
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		<title>Di: skagerrak</title>
		<link>http://dituttounblog.com/articoli/barigazzi-soncini/comment-page-1#comment-34625</link>
		<dc:creator>skagerrak</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 12:50:32 +0000</pubDate>
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		<description>Lo volete lo scoop?

il 26 marzo 2006 &quot;L&#039;unità&quot; di Colombo pubblica un articolo che ne riprende uno del settimanale Newsweek.
Indovinate chi è il &quot;giornalista&quot; che parlando male di Berlusconi ha avuto l&#039;onore di essere menzionato nell&#039;organo ufficiale della Sinistra...

L’Unità 26/03/2006
Dall’amico americano, certo, il Berlusconi non si sarebbe aspettato un tiro mancino come questo, proprio a ridosso delle elezioni. L’edizione europea del settimanale Newsweek lo sbatte in copertina con una faccione accigliato e un titolo cattivo: Why Silvio Isn’t Smiling, perché Silvio non ride. All’interno, in un lungo articolo su «ascesa e caduta di Berlusconi», la rivista statunitense fa un’analisi della sua esperienza politica sottolineando come questi cinque anni alla guida del governo italiano abbiano soprattutto fatto male all’Europa. «Il pericolo reale che l’Italia di Berlusconi pone per l’Europa è economico. Durante il suo governo la quarta economia d’Europa è diventata l’anello debole dell’unione. Da un già anemico tasso di sviluppo del 1.8% l’italia ha rallentato sino allo 0.0.%. Niente!…». E Newsweek conclude: che Berlusconi «vinca o perda, l’Europa dovrà fare i conti con lui e col suo lavoro per molti anni a venire».Ma i giornalisti americani (provate a vedere chi sono qui sotto…N.D.R.) non sono poco convinti che Berlusconi possa farcela: «la macchina politica di Berlusconi è allo sfascio. Il suo primo dibattito televisivo è stato un disastro. La sua coalizione e il suo governo sono fuori controllo. Berlusconi sta attaccando ormai anche la grande impresa - nocciolo dei suoi sostenitori ieri - sempre più preoccupata per quel che sembra l’inarrestabile declino italiano. Ma mentre molti dei mali che affliggono l’Italia possono essere attribuiti al suo fiammeggiamente primo ministro, quelli più seri e che maggiormente minacciano il resto d’Europa sono destinati a durare indipendentemente da chi vincerà le elezioni».
La conclusione dell’articolo è sconfortante, non tanto per il premier, quanto per gli italiani e per il suo successore: «Le sue fughe e le sue figuracce sono state per troppo tempo un diversivo per i sempre più gravi problemi dell’Italia. Le difficoltà del Paese sono così formidabili che il suo successore dovrà essere quasi un superuomo per poter superare».

The Rise and Fall of Berlusconi
Is Italy&#039;s flamboyant leader going down in flames?
By Jacopo Barigazzi In Milan, Eric Pape In Paris, Barbie Nadeau In Rome And Friso Endt In The Hague &#124; NEWSWEEK
From the magazine issue dated Apr 3, 2006</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lo volete lo scoop?</p>
<p>il 26 marzo 2006 &#8220;L&#8217;unità&#8221; di Colombo pubblica un articolo che ne riprende uno del settimanale Newsweek.<br />
Indovinate chi è il &#8220;giornalista&#8221; che parlando male di Berlusconi ha avuto l&#8217;onore di essere menzionato nell&#8217;organo ufficiale della Sinistra&#8230;</p>
<p>L’Unità 26/03/2006<br />
Dall’amico americano, certo, il Berlusconi non si sarebbe aspettato un tiro mancino come questo, proprio a ridosso delle elezioni. L’edizione europea del settimanale Newsweek lo sbatte in copertina con una faccione accigliato e un titolo cattivo: Why Silvio Isn’t Smiling, perché Silvio non ride. All’interno, in un lungo articolo su «ascesa e caduta di Berlusconi», la rivista statunitense fa un’analisi della sua esperienza politica sottolineando come questi cinque anni alla guida del governo italiano abbiano soprattutto fatto male all’Europa. «Il pericolo reale che l’Italia di Berlusconi pone per l’Europa è economico. Durante il suo governo la quarta economia d’Europa è diventata l’anello debole dell’unione. Da un già anemico tasso di sviluppo del 1.8% l’italia ha rallentato sino allo 0.0.%. Niente!…». E Newsweek conclude: che Berlusconi «vinca o perda, l’Europa dovrà fare i conti con lui e col suo lavoro per molti anni a venire».Ma i giornalisti americani (provate a vedere chi sono qui sotto…N.D.R.) non sono poco convinti che Berlusconi possa farcela: «la macchina politica di Berlusconi è allo sfascio. Il suo primo dibattito televisivo è stato un disastro. La sua coalizione e il suo governo sono fuori controllo. Berlusconi sta attaccando ormai anche la grande impresa &#8211; nocciolo dei suoi sostenitori ieri &#8211; sempre più preoccupata per quel che sembra l’inarrestabile declino italiano. Ma mentre molti dei mali che affliggono l’Italia possono essere attribuiti al suo fiammeggiamente primo ministro, quelli più seri e che maggiormente minacciano il resto d’Europa sono destinati a durare indipendentemente da chi vincerà le elezioni».<br />
La conclusione dell’articolo è sconfortante, non tanto per il premier, quanto per gli italiani e per il suo successore: «Le sue fughe e le sue figuracce sono state per troppo tempo un diversivo per i sempre più gravi problemi dell’Italia. Le difficoltà del Paese sono così formidabili che il suo successore dovrà essere quasi un superuomo per poter superare».</p>
<p>The Rise and Fall of Berlusconi<br />
Is Italy&#8217;s flamboyant leader going down in flames?<br />
By Jacopo Barigazzi In Milan, Eric Pape In Paris, Barbie Nadeau In Rome And Friso Endt In The Hague | NEWSWEEK<br />
From the magazine issue dated Apr 3, 2006</p>
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