CLAMOROSO! Trasparenza bloccata. Dopo il comma salva manager ecco l’articolo “amici degli amici” che sospende le pubblicazioni on line degli incarichi. E le amministrazioni si adeguano (where’s Brunetta?)
10 ottobre 2008di Gabriele Mastellarini per Il Mondo
La trasparenza frena, nonostante gli appelli quotidiani del ministro per l’Innovazione Renato Brunetta. Le leggi finanziarie 2007 e 2008 obbligavano soggetti pubblici e società a controllo statale a pubblicare su Internet i nomi di consulenti, professionisti e collaboratori esterni con i relativi compensi.
Ma il 2 agosto è stato approvato un codicillo (all’interno della legge 129) che sospende tutte le disposizioni sulla trasparenza, rinviandole al momento dell’entrata in vigore di un regolamento da emanare con decreto del presidente della Repubblica su proposta dei ministri dell’Innovazione e dell’Economia.
Il testo doveva arrivare entro il prossimo 31 ottobre, ma in Parlamento è in fase di approvazione un’ulteriore legge per prorogare il termine di altri due mesi, al 31 dicembre. Intanto, il codicillo inserito dalle Camere in piena calura estiva ha mandato nel cestino tutte le precedenti disposizioni che imponevano la pubblicazione on-line degli incarichi e sono diventate carta straccia anche due precedenti circolari del ministero per l’Innovazione e una direttiva del presidente del consiglio, datata 16 marzo 2007.
Dal canto loro, società ed enti pubblici stanno già facendo marcia indietro. Il Poligrafico dello Stato ha cancellato dal proprio sito web tutti gli incarichi pagati nel 2008, lo stesso ha fatto Fincantieri. Molti altri hanno sospeso le pubblicazioni e non accennano a riprenderle: Poste Italiane è ferma ad agosto, Patrimonio dello Stato a marzo, Fintecna a febbraio, Alitalia Servizi a gennaio scorso. Sviluppo Italia e le sue controllate riportano dati fino a settembre 2007, mentre Gse (Gestore dei servizi elettrici) presenta un laconico «n.d.», ovvero cifre non disponibili, perché è in attesa di istruzioni. Rai e Coni non hanno mai pubblicato nulla. In pochi continuano sulla strada della trasparenza: è il caso di Sogin che comunica tre incarichi alla Bain&Company per un totale di 1,250 milioni, oltre a sette parcelle corrisposte ad altrettanti studi legali per un totale superiore ai 100 mila, compresi i 20 mila a Bonelli Erede Pappalardo.
C’è anche la Tirrenia di Navigazione che da gennaio ad agosto ha pagato 80 avvocati per oltre 600 mila euro, di cui 190 mila al napoletano Emilio Balletti per 19 contenziosi di lavoro, altri 23 mila a Tremonti Vitali Romagnoli (ma l’attuale ministro è uscito dallo studio), 15 mila a Gianni Origoni Grippo e 11.500 al docente Ugo Ruffolo per una parcella. Poste Italiane ha avuto il tempo di pubblicare 40 incarichi affidati ad avvocati, indicandone i nomi e mettendo come compenso la cifra di 1 euro, perché «gli incarichi sono antecedenti al 2007». E per il futuro società e amministrazioni pubbliche potranno pagarele prestazioni professionali di soggetti iscritti ad Albi, i contratti d’opera di artisti e scienziati e i compensi agli amministratori con cifre superiori al tetto massimo dei 289 mila euro. Un altro effetto del codicillo di agosto.
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4 commenti presenti
Bravo Mastellarini, quando fai queste cose (e non perdi tempo appresso a Travaglio) mi piaci
Scritto da Paolo Rossi il 10 ott 2008
“Purtroppo” ottimo lavoro, segnalo subito.
Wil
Scritto da Wil Nonleggerlo il 10 ott 2008
Devo fare i complimenti a Gabriele Mastellarini. Quando non parli di Travaglio sei un giornalista eccezionale. Tu e Marco fareste una bella coppia, peccato che non abbiate un buon rapporto. Continua così Gabriele e lascia stare Marco
Scritto da Razan il 11 ott 2008
Grazie!

Ma anche far le pulci a mt e’ un lavoraccio….
gmast
Scritto da Gabriele Mastellarini il 11 ott 2008