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	<title>Commenti a: Giornalisti e freelance: 11 punti per cambiare un sistema in declino</title>
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		<title>Di: Francesco B</title>
		<link>http://dituttounblog.com/articoli/giornalisti-freelance/comment-page-1#comment-35459</link>
		<dc:creator>Francesco B</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 18:05:41 +0000</pubDate>
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		<description>In altri lidi mi son imbattuto su uno che dice: tutto inutile c&#039;è Berlusconi, ecco un altro danno da Travaglismo...
Far credere che se non si toglie lui non si può fare niente che tutto è Berlusconi e intanto nessuno fa niente in generale e nessuno fa niente neanche per togliere lui e chi propone qualcosa viene liquidato con un: tanto c&#039;è Silvio....

E quando si è &quot;tolto&quot; lui che si fa? Ci si guarda nelle palle degli occhi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In altri lidi mi son imbattuto su uno che dice: tutto inutile c&#8217;è Berlusconi, ecco un altro danno da Travaglismo&#8230;<br />
Far credere che se non si toglie lui non si può fare niente che tutto è Berlusconi e intanto nessuno fa niente in generale e nessuno fa niente neanche per togliere lui e chi propone qualcosa viene liquidato con un: tanto c&#8217;è Silvio&#8230;.</p>
<p>E quando si è &#8220;tolto&#8221; lui che si fa? Ci si guarda nelle palle degli occhi?</p>
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		<title>Di: Sunny</title>
		<link>http://dituttounblog.com/articoli/giornalisti-freelance/comment-page-1#comment-35465</link>
		<dc:creator>Sunny</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 20:56:05 +0000</pubDate>
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		<description>DeanKeaton, abolire la clausola di manleva non vuol dire affatto lasciare le incombenze tutte in mano degli editori. Semplicemnte vuol dire salvaguardare il giornalista che in caso di soccombenza, pagherebbe la sua parte e basta, senza ritrovarsi sul groppone anche quella di editore e caporedattore. Perchè editore e caporedattore sono corresponsabili (sia in ambito civile che penale) in quanto devono verificare.
La maleva rente un contratto capestro (sbilanciato), a monte c&#039;è sicuramente altro, ma questa clausola va assolutamente abolita. Perchè un giornalista deve pagare per colpe non sue?

Scusa Dean, nella fretta ho riportato una parte sbagliata, i tre valori notizia sono veridicità, continenza e interesse pubblico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>DeanKeaton, abolire la clausola di manleva non vuol dire affatto lasciare le incombenze tutte in mano degli editori. Semplicemnte vuol dire salvaguardare il giornalista che in caso di soccombenza, pagherebbe la sua parte e basta, senza ritrovarsi sul groppone anche quella di editore e caporedattore. Perchè editore e caporedattore sono corresponsabili (sia in ambito civile che penale) in quanto devono verificare.<br />
La maleva rente un contratto capestro (sbilanciato), a monte c&#8217;è sicuramente altro, ma questa clausola va assolutamente abolita. Perchè un giornalista deve pagare per colpe non sue?</p>
<p>Scusa Dean, nella fretta ho riportato una parte sbagliata, i tre valori notizia sono veridicità, continenza e interesse pubblico.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: DeanKeaton</title>
		<link>http://dituttounblog.com/articoli/giornalisti-freelance/comment-page-1#comment-35463</link>
		<dc:creator>DeanKeaton</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 20:21:17 +0000</pubDate>
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		<description>Ancora.
Che un giornalista rischi di essere rovinato dalle querele pure se pubblica notizie vere è un dato di fatto. Lei però suggerisce di abolire la clausola di manleva e che quindi le condanne vengano sponsorizzate dagli editori.
Sbagliato, dico io. Bisogna agire alla radice del problema, cioè si deve impedire che si possa ricorrere alla causa civile per ogni alito di vento e che per certe categorie di professionisti anche l&#039;uso infelice di un aggettivo sia sufficiente per ricevere risarcimenti faraonici, tra l&#039;altro in tempi molto più brevi che per un comune mortale.
In altre parole non credo che il problema si possa risolvere semplicemente delegando ad altri il pagamento.

Queste incresciose situazioni hanno raggiunto livelli preoccupanti negli anni 90, complice Tangentopoli. Sulle teste dei giornalisti più garantisti, e di conseguenza sulle testate su cui scrivevano, piovvero richieste di risarcimenti francamente esorbitanti.
La FNSI? Silenzio. L&#039;ODG? Assente. E questo nonostante testate come &quot;L&#039;Espresso&quot; e &quot;Repubblica&quot;, certamente meno critiche nei confronti della Magistratura, tra il 1997 e il 2000 dovettero risarcire complessivi 2675 milioni di lire su decisione del Tribunale di Roma.

Ecco però che nel a cavallo tra il 1999 e il 2000 successe qualcosa che smosse le coscienze della FNSI. Un certo Marco Travaglio, professione giornalista, venne condannato a risarcire un certo Cesare Previti, professione avvocato e politico, con 79 milioni di lire per un articolo comparso sull&#039;&quot;Indipendente&quot; nel 1995.
L&#039;allora Segretario della FNSI, Paolo Serventi Longhi, parlò del caso affermando che &quot;la vicenda ripropone la drammatica situazione di decine di giornalisti denunciati in sede civile e spesso non tutelati dagli editori&quot;. Chiese perfino un incontro urgente con l&#039;allora guardasigilli Oliviero Diliberto.
Peccato che quando ad essere condannati erano, chessò, un Feltri o uno Jannuzzi, tutto tacesse.

Nell&#039;ottobre 2002 gli Editori Riuniti, la Baldini&amp;Castoldi e il settimanale &quot;Diario&quot; arrivarono a convocare una conferenza stampa presso la sede romana della FNSI per presentare un appello in difesa della libertà e della democrazia. Appello firmato, manco a dirlo dai soliti Dario Fo, Franca Rame, Michele Santoro, Francesco &quot;Pancho&quot; Pardi, Giulietto Chiesa, Nanni Moretti, Gianni Vattimo, il già citato Paolo Serventi Longhi e tutta la compagnia cantante.
Cosa sarà mai successo? C&#039;entrava ovviamente Berlusconi che giudicò diffamatori i contenuti di alcuni libri, tra cui il celeberrimo &quot;L&#039;Odore Dei Soldi&quot;, e chiese, assieme ad altri, un risarcimento complessivo di 50 milioni di euro.
La geniale tesi dei firmatari di questo appello era che se proprio il Cavaliere doveva far causa, almeno la facesse in sede penale e non civile, così un PM avrebbe potuto indagare di nuovo sui procedimenti che già l&#039;avevano visto assolto o neppure processato e un Giudice avrebbe rifatto i processi daccapo. Chiaro, no?

Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora.<br />
Che un giornalista rischi di essere rovinato dalle querele pure se pubblica notizie vere è un dato di fatto. Lei però suggerisce di abolire la clausola di manleva e che quindi le condanne vengano sponsorizzate dagli editori.<br />
Sbagliato, dico io. Bisogna agire alla radice del problema, cioè si deve impedire che si possa ricorrere alla causa civile per ogni alito di vento e che per certe categorie di professionisti anche l&#8217;uso infelice di un aggettivo sia sufficiente per ricevere risarcimenti faraonici, tra l&#8217;altro in tempi molto più brevi che per un comune mortale.<br />
In altre parole non credo che il problema si possa risolvere semplicemente delegando ad altri il pagamento.</p>
<p>Queste incresciose situazioni hanno raggiunto livelli preoccupanti negli anni 90, complice Tangentopoli. Sulle teste dei giornalisti più garantisti, e di conseguenza sulle testate su cui scrivevano, piovvero richieste di risarcimenti francamente esorbitanti.<br />
La FNSI? Silenzio. L&#8217;ODG? Assente. E questo nonostante testate come &#8220;L&#8217;Espresso&#8221; e &#8220;Repubblica&#8221;, certamente meno critiche nei confronti della Magistratura, tra il 1997 e il 2000 dovettero risarcire complessivi 2675 milioni di lire su decisione del Tribunale di Roma.</p>
<p>Ecco però che nel a cavallo tra il 1999 e il 2000 successe qualcosa che smosse le coscienze della FNSI. Un certo Marco Travaglio, professione giornalista, venne condannato a risarcire un certo Cesare Previti, professione avvocato e politico, con 79 milioni di lire per un articolo comparso sull&#8217;&#8221;Indipendente&#8221; nel 1995.<br />
L&#8217;allora Segretario della FNSI, Paolo Serventi Longhi, parlò del caso affermando che &#8220;la vicenda ripropone la drammatica situazione di decine di giornalisti denunciati in sede civile e spesso non tutelati dagli editori&#8221;. Chiese perfino un incontro urgente con l&#8217;allora guardasigilli Oliviero Diliberto.<br />
Peccato che quando ad essere condannati erano, chessò, un Feltri o uno Jannuzzi, tutto tacesse.</p>
<p>Nell&#8217;ottobre 2002 gli Editori Riuniti, la Baldini&amp;Castoldi e il settimanale &#8220;Diario&#8221; arrivarono a convocare una conferenza stampa presso la sede romana della FNSI per presentare un appello in difesa della libertà e della democrazia. Appello firmato, manco a dirlo dai soliti Dario Fo, Franca Rame, Michele Santoro, Francesco &#8220;Pancho&#8221; Pardi, Giulietto Chiesa, Nanni Moretti, Gianni Vattimo, il già citato Paolo Serventi Longhi e tutta la compagnia cantante.<br />
Cosa sarà mai successo? C&#8217;entrava ovviamente Berlusconi che giudicò diffamatori i contenuti di alcuni libri, tra cui il celeberrimo &#8220;L&#8217;Odore Dei Soldi&#8221;, e chiese, assieme ad altri, un risarcimento complessivo di 50 milioni di euro.<br />
La geniale tesi dei firmatari di questo appello era che se proprio il Cavaliere doveva far causa, almeno la facesse in sede penale e non civile, così un PM avrebbe potuto indagare di nuovo sui procedimenti che già l&#8217;avevano visto assolto o neppure processato e un Giudice avrebbe rifatto i processi daccapo. Chiaro, no?</p>
<p>Saluti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: DeanKeaton</title>
		<link>http://dituttounblog.com/articoli/giornalisti-freelance/comment-page-1#comment-35464</link>
		<dc:creator>DeanKeaton</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 12:42:43 +0000</pubDate>
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		<description>Sunny.
Le notizie non sono mai verosimili o plausibili. Sono vere o false.
Il resto fa parte del campo delle deduzioni e delle opinioni.
Ciò non toglie che da una notizia vera si possa essere indotti a trarre conclusioni sbagliate. Dipende da come il giornalista ce la racconta. Prenda una biografia che esalta un determinato personaggio ed un&#039;altra che vuole metterne in mostra i lati negativi e confronti la narrazione di uno stesso episodio per rendersi conto di quello che dico.
Poi ci sono le notizie raccontate a metà. Che per me sono peggio di quelle false. Ma questa è un&#039;altra storia.

Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sunny.<br />
Le notizie non sono mai verosimili o plausibili. Sono vere o false.<br />
Il resto fa parte del campo delle deduzioni e delle opinioni.<br />
Ciò non toglie che da una notizia vera si possa essere indotti a trarre conclusioni sbagliate. Dipende da come il giornalista ce la racconta. Prenda una biografia che esalta un determinato personaggio ed un&#8217;altra che vuole metterne in mostra i lati negativi e confronti la narrazione di uno stesso episodio per rendersi conto di quello che dico.<br />
Poi ci sono le notizie raccontate a metà. Che per me sono peggio di quelle false. Ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
<p>Saluti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sunny</title>
		<link>http://dituttounblog.com/articoli/giornalisti-freelance/comment-page-1#comment-35458</link>
		<dc:creator>Sunny</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 00:47:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://dituttounblog.com/?p=1105#comment-35458</guid>
		<description>Scusate se scrivo a rate, ma ci sono delle considerazione che ritengo importanti fare.

Molto spesso il problema dell&#039;informazione sono i giornalisti stessi che si dimenticano quali siano le basi del proprio mestiere. La professione del giornalista consiste nel vagliare le fonti del potere (esecutivo, giudiziario, legislativo e quello che detiene la stessa informazione: il cosiddetto quarto potere) passando il maggior numero di notizie (verosimili, plausibili e d&#039;interesse pubblico). Quello che avviene nei giornali in realtà è una selezione in base alle convenienze, una cernita delle notizie. Ma quali sono i criteri che regolano questo vaglio preventivo? Capita frequentemente che notizie vere vengano scartate per non incorrere in denunce oppure perché fare un lavoro autoreferenziale di controllo è diventato sempre più difficile per la sussistenza di interessi, amicizie e sudditanze (Mastellarini ne sa qualcosa). Quindi anche il mondo dell&#039;informazione e i giornalisti stessi dovrebbero fare autocritica, dovrebbero rivedere e riconsiderare il loro modus operandi.

Inoltre si sta venendo a formare una sorta di bipartizione dell&#039;informazione. Da una parte c&#039;è chi può permettersi di dire e pubblicare ciò che gli pare perché &quot;premiato&quot; dagli inserzionisti. Il che comporta l&#039;acquisizione di un potere economico tale, da poter far fronte a qualsiasi tipo di problemi legali che possono sopraggiungere. Dall&#039;altra c&#039;è chi non può perché non ne dispone. (Ricordo che da un po&#039; è possibile intentare direttamente cause civili senza passare dal vaglio penale.)

Deankeaton dice: &quot;Se ad appassionarsi è il solo giornalista c’è qualcosa che non va.&quot; C&#039;è da chiedersi, cosa vuole leggere la gente?  Se non usciamo da questo stato catatonico che annulla le coscienze, se non usciamo da questa logica di adesione acritica che ci impone e obbliga a passare per lo strumento della visibilità di qualcuno per avanzare una qualsiasi istanza sociale, se non riprendiamo la delega nelle nostre mani, sicuramente non c&#039;è alcun punto che tenga.

Detto questo, il giornalista rimane la parte più debole. Debole perché ricattabile: un editore può cancellarti non pubblicandoti, una clausola di manleva può costringerti all&#039;autocensura ecc.

Tutto questo, ovvietà da maestrina saccentella comprese, per dire che la consapevolezza che dei punti da soli non possano bastare c&#039;è. Fermo restando che condivido quel che dice Francesco: ogni critica costruttiva è ben accetta (nonostante io mi faccia prendere la mano dall&#039;impulsività. Mea Culpa).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate se scrivo a rate, ma ci sono delle considerazione che ritengo importanti fare.</p>
<p>Molto spesso il problema dell&#8217;informazione sono i giornalisti stessi che si dimenticano quali siano le basi del proprio mestiere. La professione del giornalista consiste nel vagliare le fonti del potere (esecutivo, giudiziario, legislativo e quello che detiene la stessa informazione: il cosiddetto quarto potere) passando il maggior numero di notizie (verosimili, plausibili e d&#8217;interesse pubblico). Quello che avviene nei giornali in realtà è una selezione in base alle convenienze, una cernita delle notizie. Ma quali sono i criteri che regolano questo vaglio preventivo? Capita frequentemente che notizie vere vengano scartate per non incorrere in denunce oppure perché fare un lavoro autoreferenziale di controllo è diventato sempre più difficile per la sussistenza di interessi, amicizie e sudditanze (Mastellarini ne sa qualcosa). Quindi anche il mondo dell&#8217;informazione e i giornalisti stessi dovrebbero fare autocritica, dovrebbero rivedere e riconsiderare il loro modus operandi.</p>
<p>Inoltre si sta venendo a formare una sorta di bipartizione dell&#8217;informazione. Da una parte c&#8217;è chi può permettersi di dire e pubblicare ciò che gli pare perché &#8220;premiato&#8221; dagli inserzionisti. Il che comporta l&#8217;acquisizione di un potere economico tale, da poter far fronte a qualsiasi tipo di problemi legali che possono sopraggiungere. Dall&#8217;altra c&#8217;è chi non può perché non ne dispone. (Ricordo che da un po&#8217; è possibile intentare direttamente cause civili senza passare dal vaglio penale.)</p>
<p>Deankeaton dice: &#8220;Se ad appassionarsi è il solo giornalista c’è qualcosa che non va.&#8221; C&#8217;è da chiedersi, cosa vuole leggere la gente?  Se non usciamo da questo stato catatonico che annulla le coscienze, se non usciamo da questa logica di adesione acritica che ci impone e obbliga a passare per lo strumento della visibilità di qualcuno per avanzare una qualsiasi istanza sociale, se non riprendiamo la delega nelle nostre mani, sicuramente non c&#8217;è alcun punto che tenga.</p>
<p>Detto questo, il giornalista rimane la parte più debole. Debole perché ricattabile: un editore può cancellarti non pubblicandoti, una clausola di manleva può costringerti all&#8217;autocensura ecc.</p>
<p>Tutto questo, ovvietà da maestrina saccentella comprese, per dire che la consapevolezza che dei punti da soli non possano bastare c&#8217;è. Fermo restando che condivido quel che dice Francesco: ogni critica costruttiva è ben accetta (nonostante io mi faccia prendere la mano dall&#8217;impulsività. Mea Culpa).</p>
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		<title>Di: Sunny</title>
		<link>http://dituttounblog.com/articoli/giornalisti-freelance/comment-page-1#comment-35457</link>
		<dc:creator>Sunny</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Sep 2008 17:03:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://dituttounblog.com/?p=1105#comment-35457</guid>
		<description>Dean,
non c&#039;è bisogno di scuse, quella di dare nome e cognome è una scelta (comunque, come vedi, continuo lo stesso ad usare uno pseudonimo nonostante tutto).
Concordo in gran parte con quel che dice (accipicchia grazie per la correzione roba da nascondermi a vita!!! :P).
Ci tengo però a precisare un paio di cose. Prima di tutto credo che non sia un qualcosa che riguardi solo un determinato settore. Sono coinvolti tutti in prima persona in quanto fruitori. Senza informazione è difficile che possa svilupparsi una coscienza civica, senza coscienza civica addio diritti e doveri, addio democrazia. Proprio perchè non considero il mestiere di chi fa informazione &quot;normale&quot;, credo che non si possa paragonare un giornale ad una azienda in cui la cosa fondamentale sono i profitti.  Per questo sono convinta che non vadano aboliti i finanziamenti pubblici.
E&#039; verissimo, &quot;che non tutti quelli che intraprendono la professione sono poi in grado di svolgerla nonostante tutta la passione che possono metterci&quot; (io sono tra questi), ma questo non vuol dire che non debba battermi per i miei diritti (non dimentichiamo i diritti dei fruitori).
Permetta un piccolo inciso, la passione serve sempre ma quando per lavorare si è costretti a firmare un contratto con annessa clausola di manleva. Di fronte ad una denuncia o a qualsiasi procedimento (come ad esempio è successo a Barnard) gli editori ti scaricano, resti solo. E in molti casi vuol dire non potersi permettere di pagare un avvocato che ti difenda. La conseguenza è l&#039;autocensura (indotta in questo caso). Perchè può esserci tutta la passione che vuoi, ma si arriva ad un punto in cui la bocca te la tappano i tribunali. Ti dirò di più, a mio parere sono tantissimi a conoscere le reali condizioni in cui riversa questo mondo. Si parla di disinformazione, di giornalisti venduti (ecc..), ma molto poco della condizione in cui versano i freelance e i precari dell&#039;informazione. A volte c&#039;è bisogno di indicare la luna per farla vedere...
 Ringrazio per la pacatezza della risposta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dean,<br />
non c&#8217;è bisogno di scuse, quella di dare nome e cognome è una scelta (comunque, come vedi, continuo lo stesso ad usare uno pseudonimo nonostante tutto).<br />
Concordo in gran parte con quel che dice (accipicchia grazie per la correzione roba da nascondermi a vita!!! <img src='http://dituttounblog.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> ).<br />
Ci tengo però a precisare un paio di cose. Prima di tutto credo che non sia un qualcosa che riguardi solo un determinato settore. Sono coinvolti tutti in prima persona in quanto fruitori. Senza informazione è difficile che possa svilupparsi una coscienza civica, senza coscienza civica addio diritti e doveri, addio democrazia. Proprio perchè non considero il mestiere di chi fa informazione &#8220;normale&#8221;, credo che non si possa paragonare un giornale ad una azienda in cui la cosa fondamentale sono i profitti.  Per questo sono convinta che non vadano aboliti i finanziamenti pubblici.<br />
E&#8217; verissimo, &#8220;che non tutti quelli che intraprendono la professione sono poi in grado di svolgerla nonostante tutta la passione che possono metterci&#8221; (io sono tra questi), ma questo non vuol dire che non debba battermi per i miei diritti (non dimentichiamo i diritti dei fruitori).<br />
Permetta un piccolo inciso, la passione serve sempre ma quando per lavorare si è costretti a firmare un contratto con annessa clausola di manleva. Di fronte ad una denuncia o a qualsiasi procedimento (come ad esempio è successo a Barnard) gli editori ti scaricano, resti solo. E in molti casi vuol dire non potersi permettere di pagare un avvocato che ti difenda. La conseguenza è l&#8217;autocensura (indotta in questo caso). Perchè può esserci tutta la passione che vuoi, ma si arriva ad un punto in cui la bocca te la tappano i tribunali. Ti dirò di più, a mio parere sono tantissimi a conoscere le reali condizioni in cui riversa questo mondo. Si parla di disinformazione, di giornalisti venduti (ecc..), ma molto poco della condizione in cui versano i freelance e i precari dell&#8217;informazione. A volte c&#8217;è bisogno di indicare la luna per farla vedere&#8230;<br />
 Ringrazio per la pacatezza della risposta.</p>
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		<title>Di: DeanKeaton</title>
		<link>http://dituttounblog.com/articoli/giornalisti-freelance/comment-page-1#comment-35460</link>
		<dc:creator>DeanKeaton</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Sep 2008 09:15:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://dituttounblog.com/?p=1105#comment-35460</guid>
		<description>Carissimi.
Innanzitutto vorrei scusarmi con Silvia e Francesco poichè in questa discussione dove mettete nome e cognome io mi presento con uno pseudonimo.

Detto questo vorrei concentrarmi sullo sfogo di Sunny, della quale non oso mettere in discussione la passione per il mestiere. L&#039;unica cosa che mi ero permesso di far notare è che forse proprio per troppo coinvolgimento le proposte della lettera mi erano parse un po&#039; troppo infarcite di ideologie che non condivido.
D&#039;altronde se lei intende mettere la professione del del giornalista sullo stesso piano delle altre deve essere pronta anche a pagarne il pegno.
Userò anch&#039;io un po&#039; di pragmatismo (non pragmaticità, perdoni la correzione) e le dirò che tutti questi mestieri in cui emergono un numero limitato di talenti e/o raccomandati sono particolarmente duri all&#039;inizio e quei pochi euro che fruttano sicuramente non bastano per arrivare alla fine del mese. Così ci si ingegna cercando di arrotondare, ma pensare che siano i privati e lo Stato a dover pagare i lavoratori di un settore in crisi è uno dei motivi che ha condotto il nostro Belpaese allo sfascio economico.
Aggiungiamoci poi il fatto che non tutti quelli che intraprendono la professione sono poi in grado di svolgerla nonostante tutta la passione che possono metterci ed il gioco è fatto.
Insomma, cara Silvia, non tutti possiamo essere medici, avvocati, ingegneri e nemmeno giornalisti. Pochi emergono, molti restano in un anonimo limbo e la maggior parte cambia mestiere.

Il settore dell&#039;informazione, poi, è in rapida trasformazione. Ma questo non devo certo spiegarlo io a voi. Il ruolo tradizionale del giornalista non è più quello di qualche anno fa e anche le firme o le facce più prestigiose, quando cadono in fallo, vengono sbugiardate da blogger curiosi o tenaci colleghi alle prime armi.
Questa controinformazione però in Italia non coinvolge ancora il grande pubblico ed è spesso diretta in un&#039;unica direzione. Succede così che il popolo del web, per esempio, crede nelle grandi rimonte di Veltroni salvo poi risvegliarsi con una sonora bastonata tra i denti e scoprire che il mondo reale è tutt&#039;altra cosa. E, per collegarmi ad un altro post di questo blog, la stessa cosa è successa a Roma.

L&#039;informazione è in crisi anche per questi motivi. Il giornalista non sa più parlare alla gente e gli italiani, alle prese con tutti i problemi quotidiani, non hanno tempo e voglia di starli ad ascoltare mentre starnazzano di argomenti che interessano solo a loro e a pochi scalmanati o mentre deformano la realtà.

Nell&#039;editoriale odierno Scalfari addossa ovviamente a Berlusconi tutta la colpa del prossimo fallimento di Alitalia minimizzando tutto il resto della questione, colpe dei piloti comprese, di cui lui ha già detto, però poverini bla bla bla.
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/alitalia-29/alitalia-29/alitalia-29.html
Ed ecco la sua soluzione, per sostenere la quale arriva addirittura a lodare Bush jr.e i suoi recenti interventi: che paghi lo Stato, cioè i contribuenti, cioè tutti noi.
Secondo lei questo decano è uno che sa parlare alla gente? Che la informa? Lo sa cosa pensa mediamente un cittadino che ha visto quelle ignobili scene dell&#039;altro giorno al grido di &quot;meglio falliti che in mano ai banditi&quot;?

Ecco perchè dico meno retorica e più passione. E la passione significa parlare al cuore delle persone, coinvolgerle, interessarle, dar loro notizie ed opinioni possibilmente che trovino riscontro nella realtà.
Se ad appassionarsi è il solo giornalista c&#039;è qualcosa che non va. E l&#039;informazione diventa propaganda.

ps: ritornerò sulle proposte. Non preoccupatevi.

Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi.<br />
Innanzitutto vorrei scusarmi con Silvia e Francesco poichè in questa discussione dove mettete nome e cognome io mi presento con uno pseudonimo.</p>
<p>Detto questo vorrei concentrarmi sullo sfogo di Sunny, della quale non oso mettere in discussione la passione per il mestiere. L&#8217;unica cosa che mi ero permesso di far notare è che forse proprio per troppo coinvolgimento le proposte della lettera mi erano parse un po&#8217; troppo infarcite di ideologie che non condivido.<br />
D&#8217;altronde se lei intende mettere la professione del del giornalista sullo stesso piano delle altre deve essere pronta anche a pagarne il pegno.<br />
Userò anch&#8217;io un po&#8217; di pragmatismo (non pragmaticità, perdoni la correzione) e le dirò che tutti questi mestieri in cui emergono un numero limitato di talenti e/o raccomandati sono particolarmente duri all&#8217;inizio e quei pochi euro che fruttano sicuramente non bastano per arrivare alla fine del mese. Così ci si ingegna cercando di arrotondare, ma pensare che siano i privati e lo Stato a dover pagare i lavoratori di un settore in crisi è uno dei motivi che ha condotto il nostro Belpaese allo sfascio economico.<br />
Aggiungiamoci poi il fatto che non tutti quelli che intraprendono la professione sono poi in grado di svolgerla nonostante tutta la passione che possono metterci ed il gioco è fatto.<br />
Insomma, cara Silvia, non tutti possiamo essere medici, avvocati, ingegneri e nemmeno giornalisti. Pochi emergono, molti restano in un anonimo limbo e la maggior parte cambia mestiere.</p>
<p>Il settore dell&#8217;informazione, poi, è in rapida trasformazione. Ma questo non devo certo spiegarlo io a voi. Il ruolo tradizionale del giornalista non è più quello di qualche anno fa e anche le firme o le facce più prestigiose, quando cadono in fallo, vengono sbugiardate da blogger curiosi o tenaci colleghi alle prime armi.<br />
Questa controinformazione però in Italia non coinvolge ancora il grande pubblico ed è spesso diretta in un&#8217;unica direzione. Succede così che il popolo del web, per esempio, crede nelle grandi rimonte di Veltroni salvo poi risvegliarsi con una sonora bastonata tra i denti e scoprire che il mondo reale è tutt&#8217;altra cosa. E, per collegarmi ad un altro post di questo blog, la stessa cosa è successa a Roma.</p>
<p>L&#8217;informazione è in crisi anche per questi motivi. Il giornalista non sa più parlare alla gente e gli italiani, alle prese con tutti i problemi quotidiani, non hanno tempo e voglia di starli ad ascoltare mentre starnazzano di argomenti che interessano solo a loro e a pochi scalmanati o mentre deformano la realtà.</p>
<p>Nell&#8217;editoriale odierno Scalfari addossa ovviamente a Berlusconi tutta la colpa del prossimo fallimento di Alitalia minimizzando tutto il resto della questione, colpe dei piloti comprese, di cui lui ha già detto, però poverini bla bla bla.<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/alitalia-29/alitalia-29/alitalia-29.html" rel="nofollow">http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/alitalia-29/alitalia-29/alitalia-29.html</a><br />
Ed ecco la sua soluzione, per sostenere la quale arriva addirittura a lodare Bush jr.e i suoi recenti interventi: che paghi lo Stato, cioè i contribuenti, cioè tutti noi.<br />
Secondo lei questo decano è uno che sa parlare alla gente? Che la informa? Lo sa cosa pensa mediamente un cittadino che ha visto quelle ignobili scene dell&#8217;altro giorno al grido di &#8220;meglio falliti che in mano ai banditi&#8221;?</p>
<p>Ecco perchè dico meno retorica e più passione. E la passione significa parlare al cuore delle persone, coinvolgerle, interessarle, dar loro notizie ed opinioni possibilmente che trovino riscontro nella realtà.<br />
Se ad appassionarsi è il solo giornalista c&#8217;è qualcosa che non va. E l&#8217;informazione diventa propaganda.</p>
<p>ps: ritornerò sulle proposte. Non preoccupatevi.</p>
<p>Saluti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sunny</title>
		<link>http://dituttounblog.com/articoli/giornalisti-freelance/comment-page-1#comment-35461</link>
		<dc:creator>Sunny</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 22:38:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://dituttounblog.com/?p=1105#comment-35461</guid>
		<description>Scusate, chiedete a Paolo Barnard cosa è la passione per questo mestiere, chiedete a lui cosa si prova nelle condizioni attuali...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, chiedete a Paolo Barnard cosa è la passione per questo mestiere, chiedete a lui cosa si prova nelle condizioni attuali&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Sunny</title>
		<link>http://dituttounblog.com/articoli/giornalisti-freelance/comment-page-1#comment-35462</link>
		<dc:creator>Sunny</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 22:19:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://dituttounblog.com/?p=1105#comment-35462</guid>
		<description>@DeanKeaton
Chi non ha passione per il mestiere del giornalista, mi creda, non si pone nemmeno il problema di come cercare di cambiare questo mondo. Non lo sfiora l&#039;idea. La passione deve essere alla base di tutto. I problemi son reali e mi creda, per quanta passione uno possa mettere in questo mestiere, i calci in bocca che si ricevono, leggere pezzi copia-incollati di giornalisti che molto spesso non conoscono la materia di cui trattano, il peso di non riuscire ad arrivare alla fine del mese perchè ti pagano un pezzo 1 misero euro (ecc...), si sente tutto sulle spalle. Dica che i punti fanno schifo, che è roba da cretini e quel che vuole, ma per favore la passione non la tocchi.
Per inciso l&#039;enfasi non aiuta, a volte serve anche un pò di pragmaticità...

@Frà
L&#039;idea è tutta tua, quindi anche il merito. Grazie per aver ricordato Salvatore Marcello, colpa mia se la sua firma non è presente (scusa Salvo!!!)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@DeanKeaton<br />
Chi non ha passione per il mestiere del giornalista, mi creda, non si pone nemmeno il problema di come cercare di cambiare questo mondo. Non lo sfiora l&#8217;idea. La passione deve essere alla base di tutto. I problemi son reali e mi creda, per quanta passione uno possa mettere in questo mestiere, i calci in bocca che si ricevono, leggere pezzi copia-incollati di giornalisti che molto spesso non conoscono la materia di cui trattano, il peso di non riuscire ad arrivare alla fine del mese perchè ti pagano un pezzo 1 misero euro (ecc&#8230;), si sente tutto sulle spalle. Dica che i punti fanno schifo, che è roba da cretini e quel che vuole, ma per favore la passione non la tocchi.<br />
Per inciso l&#8217;enfasi non aiuta, a volte serve anche un pò di pragmaticità&#8230;</p>
<p>@Frà<br />
L&#8217;idea è tutta tua, quindi anche il merito. Grazie per aver ricordato Salvatore Marcello, colpa mia se la sua firma non è presente (scusa Salvo!!!)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco B</title>
		<link>http://dituttounblog.com/articoli/giornalisti-freelance/comment-page-1#comment-35445</link>
		<dc:creator>Francesco B</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 18:30:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://dituttounblog.com/?p=1105#comment-35445</guid>
		<description>fr. beato e silvia innocenzi(sennò se mi prende mi fa un culo tanto :D ) e pure Salvatore Marcello che sulla mail in un momento d&#039;impeto non abbiamo aggiunto...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>fr. beato e silvia innocenzi(sennò se mi prende mi fa un culo tanto <img src='http://dituttounblog.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  ) e pure Salvatore Marcello che sulla mail in un momento d&#8217;impeto non abbiamo aggiunto&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco B</title>
		<link>http://dituttounblog.com/articoli/giornalisti-freelance/comment-page-1#comment-35448</link>
		<dc:creator>Francesco B</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 16:44:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://dituttounblog.com/?p=1105#comment-35448</guid>
		<description>Meno retorica e più praticità e passione per il mestiere. Tutto il contrario rispetto ai toni della lettera che aveva avviato questa discussione.
-----------

Nessuno sta qui a dire che la lettera è il padre nostro, aspetterò anche io il suo post per poter leggere più dettagliatamente le sue osservazioni, ci tengo a sottolineare che ogni critica è ben accetta specialmente se aspra, ma costruttiva.
Un saluto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Meno retorica e più praticità e passione per il mestiere. Tutto il contrario rispetto ai toni della lettera che aveva avviato questa discussione.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Nessuno sta qui a dire che la lettera è il padre nostro, aspetterò anche io il suo post per poter leggere più dettagliatamente le sue osservazioni, ci tengo a sottolineare che ogni critica è ben accetta specialmente se aspra, ma costruttiva.<br />
Un saluto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gabriele Mastellarini</title>
		<link>http://dituttounblog.com/articoli/giornalisti-freelance/comment-page-1#comment-35447</link>
		<dc:creator>Gabriele Mastellarini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 14:56:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://dituttounblog.com/?p=1105#comment-35447</guid>
		<description>sempre d&#039;accordo sul senso delle richieste fatte da fr. beato

gm</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sempre d&#8217;accordo sul senso delle richieste fatte da fr. beato</p>
<p>gm</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: DeanKeaton</title>
		<link>http://dituttounblog.com/articoli/giornalisti-freelance/comment-page-1#comment-35446</link>
		<dc:creator>DeanKeaton</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 13:42:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://dituttounblog.com/?p=1105#comment-35446</guid>
		<description>Caro Mastellarini,
mi ripropongo di risponderle in maniera più esaustiva in serata. Ora il tempo è tiranno.
Le basti sapere comunque che ho apprezzato anch&#039;io i toni della sua ultima risposta al sottoscritto. Meno retorica e più praticità e passione per il mestiere. Tutto il contrario rispetto ai toni della lettera che aveva avviato questa discussione.
A proposito. Ora, a mente fredda, è ancora convinto di condividerne i punti in questione? Perchè a leggerla, Gabriele, non parrebbe proprio. Ed io la preferisco così.

Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Mastellarini,<br />
mi ripropongo di risponderle in maniera più esaustiva in serata. Ora il tempo è tiranno.<br />
Le basti sapere comunque che ho apprezzato anch&#8217;io i toni della sua ultima risposta al sottoscritto. Meno retorica e più praticità e passione per il mestiere. Tutto il contrario rispetto ai toni della lettera che aveva avviato questa discussione.<br />
A proposito. Ora, a mente fredda, è ancora convinto di condividerne i punti in questione? Perchè a leggerla, Gabriele, non parrebbe proprio. Ed io la preferisco così.</p>
<p>Saluti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo Martocchia</title>
		<link>http://dituttounblog.com/articoli/giornalisti-freelance/comment-page-1#comment-35450</link>
		<dc:creator>Paolo Martocchia</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 13:08:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://dituttounblog.com/?p=1105#comment-35450</guid>
		<description>1. Freelance si scrive con una sola parola
2. Il lavoro autonomo è tosto
3. Le proposte (ergo, le professionalità)sono quelle che ti permettono di entrare in circuiti riservati.
4. Prima di tutto, però, bisogna imparare a &quot;studiare&quot; il giornale
5. Buon lavoro a tutti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1. Freelance si scrive con una sola parola<br />
2. Il lavoro autonomo è tosto<br />
3. Le proposte (ergo, le professionalità)sono quelle che ti permettono di entrare in circuiti riservati.<br />
4. Prima di tutto, però, bisogna imparare a &#8220;studiare&#8221; il giornale<br />
5. Buon lavoro a tutti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gabriele Mastellarini</title>
		<link>http://dituttounblog.com/articoli/giornalisti-freelance/comment-page-1#comment-35456</link>
		<dc:creator>Gabriele Mastellarini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 13:02:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://dituttounblog.com/?p=1105#comment-35456</guid>
		<description>Grazie Tommaso, di cuore.
Colgo anch&#039;io l&#039;occasione per fare alcune considerazioni su di te e sul perche&#039; ti abbiamo fortemente voluto in questo bloGiornale.

Dico subito che con Tommaso Farina non ci conosciamo di persona, ci siamo sentiti al telefono una volta e scambiati delle mail. Il padre di Tommaso non l&#039;ho mai sentito ne&#039; visto di persona e non sto a giudicare sulla professionalita&#039; e i comportamenti altrui, non e&#039; il mio lavoro.

Ho apprezzato Tommaso come giornalista enogastronomico leggendo le pagine del suo blog www.tommasofarina.com e anche i vari colleghi  (Martocchia, Fornasini, etc) hanno condiviso con me che non dovevamo farci scappare la possibile collaborazione di un &quot;vero&quot; giornalista enogastronomico (io non riesco nemmeno a capire se un vino sa di tappo o se e&#039; buono sul serio).

Tommaso conosce benissimo come la penso politicamente, sa insomma che sono lontano anni luce da una concezione veteroclericale della politica, dal populismo mediatico e quant&#039;altro e sapra&#039; certamente che non voto Fi o Pdl, ne&#039; tantomeno voterei mai per la Lega.

Eppure Tommaso Farina puo&#039; scrivere quello che vuole su questo blog, puo&#039; parlare del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, puo&#039; fare critica culinaria o parlare di giornalismo.

Ecco cos&#039;e&#039; per me il rispetto delle persone. Ecco cosa intendo per liberta&#039; di stampa. Ecco come valuto le persone (per quello che sanno fare, non per le etichette appiccicate addosso dal marcotravagliato di turno).

Pensavo di essere il solo, invece, in pochi mesi ho trovato un drappello di persone che la pensano come me. Alcuni li leggete ogni giorno su questo bloGiornale, come autori o commentatori.

Senza preconcetti, of course.
gmast</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Tommaso, di cuore.<br />
Colgo anch&#8217;io l&#8217;occasione per fare alcune considerazioni su di te e sul perche&#8217; ti abbiamo fortemente voluto in questo bloGiornale.</p>
<p>Dico subito che con Tommaso Farina non ci conosciamo di persona, ci siamo sentiti al telefono una volta e scambiati delle mail. Il padre di Tommaso non l&#8217;ho mai sentito ne&#8217; visto di persona e non sto a giudicare sulla professionalita&#8217; e i comportamenti altrui, non e&#8217; il mio lavoro.</p>
<p>Ho apprezzato Tommaso come giornalista enogastronomico leggendo le pagine del suo blog <a href="http://www.tommasofarina.com" rel="nofollow">http://www.tommasofarina.com</a> e anche i vari colleghi  (Martocchia, Fornasini, etc) hanno condiviso con me che non dovevamo farci scappare la possibile collaborazione di un &#8220;vero&#8221; giornalista enogastronomico (io non riesco nemmeno a capire se un vino sa di tappo o se e&#8217; buono sul serio).</p>
<p>Tommaso conosce benissimo come la penso politicamente, sa insomma che sono lontano anni luce da una concezione veteroclericale della politica, dal populismo mediatico e quant&#8217;altro e sapra&#8217; certamente che non voto Fi o Pdl, ne&#8217; tantomeno voterei mai per la Lega.</p>
<p>Eppure Tommaso Farina puo&#8217; scrivere quello che vuole su questo blog, puo&#8217; parlare del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, puo&#8217; fare critica culinaria o parlare di giornalismo.</p>
<p>Ecco cos&#8217;e&#8217; per me il rispetto delle persone. Ecco cosa intendo per liberta&#8217; di stampa. Ecco come valuto le persone (per quello che sanno fare, non per le etichette appiccicate addosso dal marcotravagliato di turno).</p>
<p>Pensavo di essere il solo, invece, in pochi mesi ho trovato un drappello di persone che la pensano come me. Alcuni li leggete ogni giorno su questo bloGiornale, come autori o commentatori.</p>
<p>Senza preconcetti, of course.<br />
gmast</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
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