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MAMMA CHE BOTTE! TRAVAGLIO: “FACCI E’ UN PREGIUDICATO”. LA REPLICA: “TUTTE FALSITA’”. POI MARCIA INDIETRO DI MARCO SU FACCI-MANGANO

22 ottobre 2008 – 08:01

Ai sensi della legge sulla stampa, mi felicito per l’intuito di Facci che, mai nominato nel mio articolo, s’è riconosciuto nel “biondo mechato” e nella “Yoko Ono di Craxi”. Si vede che è fisionomista. Purtroppo è altrettanto smemorato sulle sue cause perse e i suoi processi penali.

Finora non ho mai voluto usare, per polemizzare con questo o quel collega (o sedicente tale), i processi per diffamazione. So bene, anche sulla mia pelle, che sono incerti del mestiere poco rilevanti (salvo che riguardino parlamentari: nel qual caso, se le sentenze non sanzionano legittime opinioni, ma falsità conclamate, è giusto che gli elettori sappiano).

Anche perché, per smontare le balle di chi mente sapendo di mentire, non c’è bisogno delle sentenze: basta conoscere i fatti. Come quando Facci venne ad Annozero a sostenere che Mangano non era mai stato condannato per mafia: fui costretto a rammentargli che era stato condannato in due processi istruiti da Falcone e Borsellino a 13 anni di reclusione per associazione a delinquere con la mafia e traffico di droga.

Ma ora, visto che il mèchato naturale ci tiene tanto, mi corre l’obbligo di rinfrescargli la memoria. Il suo casellario giudiziale non riporta “un modesto risarcimento”. Riporta una condanna penale definitiva per il reato di diffamazione per il libro “Di Pietro, biografia non autorizzata” (Mondadori), a 500 mila lire di multa e 10 milioni di provvisionale, più le spese, decisa dalla Cassazione il 20 novembre 2002. Dunque il Facci che l’altro giorno mi dava del “pregiudicato” (falsamente: la mia condanna è solo in primo grado) è, lui sì, un pregiudicato. Quanto al “modesto risarcimento”, Facci non pagò i 25 milioni di provvisionale inflittigli in primo grado, anzi scrisse sul Foglio che li avrebbe spesi “in droga, orge, donne, financo uomini, piuttosto che darli a Lucibello”. Così si vide pignorare pure il Bancomat. E, nella successiva causa civile persa in primo grado, dovette pagare (lui o, più probabilmente la Mondadori, cioè Berlusconi) altri 50 mila euro all’avvocato diffamato, più 10 mila di spese legali e riparazione pecuniaria. Alla faccia del “modesto risarcimento”.

Quando, nel processo penale, il pm gli domandò dove avesse tratto le notizie diffamatorie sul lavoro di Lucibello a Vallo della Lucania, lui tentò di sostenere che il suo era “giornalismo di costume”, “descrizione pittoresca” di “fatti comici”; ma poi, messo alle strette, il presunto comico dovette ammettere: “Non ho svolto un approfondimento particolarmente intenso…mi sono rifatto a un paio di racconti e alla pubblicistica peraltro scarsa… qualcosa ho letto, qualcosa mi è stato detto, dovrei fare una disamina parola per parola…non sono mai andato a Vallo della Lucania”.

Poi concluse che quel “passaggio non lo giudicherei diffamatorio neanche se fosse falso”. Il pm, allibito, domandò: “Ma lei ha fatto verifiche sul passato dell’ avv. Lucibello?”. Risposta: “Non so cosa significhi ‘verifica del passato’…”. Un figurone.

Altri 10 mila euro di danni il nostro ometto ha sborsato (lui o il suo santo protettore) in sede civile a Enzo Biagi, per averlo insultato sul Giornale dopo che era stato cacciato dalla Rai, già molto anziano e malato, chiamandolo “il non-giornalista per tutte le stagioni” e accusandolo di confezionare “insulsi brodini” e “insipide sbobbe” (sentenza del Tribunale di Milano, 12 luglio 2006, non appellata e dunque definitiva).

Poi c’è una sfilza quasi interminabile di processi persi, in sede civile e penale, contro il pool Mani Pulite, che era solito diffamare a maggior gloria della sua carriera nel gruppo Fininvest. Se non sono giunti in Cassazione, e talora nemmeno a sentenza, è per un motivo molto semplice: Facci (anzi, il suo spirito guida) è solito pagare subito il risarcimento dei danni, ottenendo la rimessione delle querele. Lui dice che le transazioni avvengono regolarmente “senza il mio consenso”: segno che qualcuno decide e paga per lui (indovinate un po’ chi), anzi forse lo paga per diffamare. Ma poi, in calce alle lettere con le richieste di transazione ai denuncianti e le promesse di pagare i danni, compare regolarmente la firma autografa di Facci. Che firmi in stato di letargo? Non si tratta, beninteso, di opinioni negative sul Pool, magari orrende, ma legittime. Si tratta di balle a getto continuo, sempre all’insegna del motto professionale: “Verifica? Non so cosa significhi”. Per esempio le cause intentategli dagli ex pm Di Pietro (rimborsato tre volte in via transattiva), Davigo (idem, tre volte), e poi ancora Colombo e Ielo. Per una diffamazione contro Borrelli, Facci fu condannato in primo grado e in appello, poi in Cassazione lo salvò la prescrizione, ma il risarcimento danni fu confermato e pagato.

Facci subì poi due processi, uno penale e uno civile, su denuncia dell’ex gip Andrea Padalino, diffamato a proposito del processo Caneschi. Nel primo, Facci fu condannato a 3 mesi e 30 milioni dal Tribunale di Brescia per un articolo sul Giornale in cui aveva – scrivono i giudici – “dolosamente sottaciuto o colposamente ignorato” fatti decisivi per la ricostruzione del caso e scritto “evidenti elementi di falsità”, anche perché le sue fonti erano “unicamente… la parte in causa: la famiglia Caneschi” e il suo avvocato. Nel processo civile Facci fu condannato definitivamente dalla Cassazione a rifondere 70 milioni di lire di danni per il libro “Presunti colpevoli” (Mondadori): “difetta – scrivono i giudici – sicuramente la verità delle notizie pubblicate”, visto che Facci è autore di “pura invenzione fantastica” e “finge di ignorare” i fatti veri “al fine evidente di seppellire il Padalino sotto un cumulo di ardimentosi equivoci, volti a minarne la credibilità… L’intento dell’Autore… si rivela precisamente quello di delegittimare il singolo magistrato… Il narratore si colloca all’interno dei Palazzi di Giustizia, ma non come un cronista obiettivo, e tanto meno come un ‘comune cittadino’, bensì come un abile sfruttatore di quelle innegabili anomalie del sistema, da cui trarre e alimentare l’onda della sfiducia verso la serietà del singolo operatore della giustizia, attraverso una trama sottile di espressioni calunniose … La diffamazione così perpetrata costituisce reato poiché la coscienza e la volontà del Facci di diffondere quella congerie di notizie inveritiere è fuori discussione”. Un bel ritrattino. Anche i giudici, evidentemente, sono fisionomisti.

Marco Travaglio

Gentile direttore,
ai sensi della legge sulla Stampa sono costretto a importunarla nuovamente per smentire quanto riportato ieri da Marco Travaglio a pagina 29. Nel rispondere a un’altra mia richiesta di rettifica, Egli scrive che «Facci venne ad Annozero a sostenere che Mangano non era mai stato condannato per Mafia». E’ una falsità assoluta, probabilmente Travaglio mi confonde con qualcun altro. Io dissi «Mangano è un mafioso» (lo dissi due volte) e il video è disponibile anche su Youtube. Inoltre: confermo che il mio casellario giudiziale non riporta nessuna (nessuna) condanna penale per querele dei pm di Mani pulite, e infatti tutte le sentenze riportate da Travaglio sono civili o più spesso archiviate, ritirate o prescritte. L’unica condanna penale per diffamazione, per querela dell’avvocato Giuseppe Lucibello, non prevede neppure un giorno di carcere. Confermo infine la mia passata opposizione a qualsivoglia transazione coi querelanti (diversamente da quanto fatto da Travaglio in passato) ma nondimeno la mia impossibilità di decidere le scelte degli studi legali che rappresentano gli editori. Rilevo infine, solo a fini statistici, che nella storia del giornalismo italiano non s’era mai visto che un giornalista riportasse condanne di un altro giornalista neppure presenti sul casellario giudiziale, recuperate recandosi da ogni singolo querelante al fine di pubblicarle.

Cordiali saluti

Filippo Facci

Precisazione:
Nella puntata di Annozero del 19 aprile scorso, Facci non disse che Mangano non era mai stato condannato, anzi lo definì “mafioso”, anche se difese Berlusconi che in quei giorni aveva raccontato la superballa. Poi però dimostrò di sapere ben poco della vicenda del presunto “stalliere”: infatti scrisse sul Giornale che la famosa telefonata Mangano-Dell’Utri, a proposito di un certo “cavallo”, “non vi fu mai”. Invece vi fu eccome: fu intercettata dalla Criminalpol il 14 febbraio 1980 alle ore 15.44. Lo sa bene chi ha seguito il processo Dell’Utri, dove i pm ne fecero ascoltare l’audio e ne depositarono la trascrizione letterale.

Marco Travaglio

  1. 85 commenti presenti

  2. Gentile direttore,
    ai sensi della legge sulla Stampa sono costretto a importunarla nuovamente per smentire quanto riportato ieri da Marco Travaglio a pagina 29. Nel rispondere a un’altra mia richiesta di rettifica, Egli scrive che «Facci venne ad Annozero a sostenere che Mangano non era mai stato condannato per Mafia». E’ una falsità assoluta, probabilmente Travaglio mi confonde con qualcun altro. Io dissi «Mangano è un mafioso» (lo dissi due volte) e il video è disponibile anche su Youtube. Inoltre: confermo che il mio casellario giudiziale non riporta nessuna (nessuna) condanna penale per querele dei pm di Mani pulite, e infatti tutte le sentenze riportate da Travaglio sono civili o più spesso archiviate, ritirate o prescritte. L’unica condanna penale per diffamazione, per querela dell’avvocato Giuseppe Lucibello, non prevede neppure un giorno di carcere. Confermo infine la mia passata opposizione a qualsivoglia transazione coi querelanti (diversamente da quanto fatto da Travaglio in passato) ma nondimeno la mia impossibilità di decidere le scelte degli studi legali che rappresentano gli editori. Rilevo infine, solo a fini statistici, che nella storia del giornalismo italiano non s’era mai visto che un giornalista riportasse condanne di un altro giornalista neppure presenti sul casellario giudiziale, recuperate recandosi da ogni singolo querelante al fine di pubblicarle.

    Cordiali saluti

    Filippo Facci

    Scritto da Filippo Facci il 21 ott 2008

  3. Sottili distinzioni ignorate dal biondo mèchato del Giornale, che ha sbattuto la mia sentenza in prima pagina, dopo aver nascosto le sue ecc ecc

    Il riferimento era preciso, non bisogna essere fisionomisti.

    Scritto da Gabriele Frignani il 21 ott 2008

  4. ma per capire Facci, basta vederlo nella sua totale obiettività a Mattino Cinque….
    Quanto riporta Travaglio conferma la mia idea su di lui..

    Scritto da matteo il 21 ott 2008

  5. Confermo.
    Il link è questo e l’intervento di Facci è intorno al quinto minuto.
    http://it.youtube.com/watch?v=lcz2lp4epeM

    Saluti

    Scritto da DeanKeaton il 21 ott 2008

  6. Scusate se lo riposto :D

    Una grossa ingenuità
    costa a Travaglio
    una condanna per diffamazione

    Bologna, 16 ottobre 2008

    (avv. Antonello Tomanelli)

    I suoi detrattori saranno contentissimi. Marco Travaglio è inciampato sulla classica buccia di banana, ben visibile ad un giornalista preparato e meticoloso come lui. Ma a vederla è stato il Tribunale di Roma, che lo ha condannato ad 8 mesi e alla multa di 100 Euro per aver diffamato Cesare Previti in un articolo del 3 ottobre 2002 pubblicato su “L’Espresso”.

    L’articolo, intitolato “Patto scellerato tra mafia e Forza Italia”, si basa sulle dichiarazioni rilasciate nel ’95 al colonnello dei Carabinieri Michele Riccio dal boss mafioso Luigi Ilardo, uomo d’onore vicino a Bernardo Provenzano, freddato sotto casa da due sicari nel maggio 1996. Dichiarazioni che Riccio confermerà davanti ai giudici di Palermo nel processo contro Marcello Dell’Utri, che nel dicembre 2004 sarà condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

    L’articolo fa luce sul patto elettorale che nel 1993 i boss di Cosa Nostra strinsero con la neonata “Forza Italia”, che di lì a poco avrebbe vinto le elezioni, in cambio di trattamenti legislativi di favore. Interlocutore della mafia è proprio Marcello Dell’Utri. Travaglio riporta dichiarazioni poi confluite in atti giudiziari, tecnicamente fonti ufficiali. Pienamente rispettato, quindi, il requisito della verità (almeno putativa).

    Non può minimamente condividersi l’opinione di Filippo Facci. Questi, in un duro articolo pubblicato su “Il Giornale”, considera illecito già il sottotitolo (“Un uomo d’onore parla a un colonnello dei rapporti tra Cosa Nostra e politica. E viene ucciso prima di pentirsi”) riconducendolo al cosiddetto “sottinteso sapiente”.

    Il sottinteso sapiente è un concetto probabilmente sconosciuto a Facci, in quanto creato dalla giurisprudenza. Rappresenta una fattispecie di violazione del requisito della continenza formale. Si ha quando l’articolista adopera un termine sapendo che il lettore lo interpreterà in maniera contraria o comunque diversa da quanto obiettivamente suggerirebbe il dato letterale, stimolando così un giudizio negativo e amplificando gli effetti lesivi (un caso classico è l’uso delle “virgolette” o degli eufemismi).

    Francamente, non si capisce dove sia qui il “sottinteso sapiente”. Luigi Ilardo era un confidente del colonnello Riccio, ma che formalmente manteneva i rapporti con la cupola. Un doppiogiochista, insomma, il cui atteggiamento era peraltro ben noto allo stesso colonnello Riccio. E’ verosimile che il boss si sarebbe ufficialmente “pentito”, se non fosse stato ucciso. Ma, soprattutto, non si capisce come la previsione di Travaglio possa in qualche produrre effetti lesivi, se si considera che comunque Ilardo già confidava al colonnello Riccio i rapporti tra mafia e “Forza Italia”.

    Inoltre, l’articolo di Travaglio non può essere valutato secondo i principi del diritto di cronaca, ma del diritto di critica, riguardando notizie già oggetto di cronaca. Di conseguenza, il requisito della continenza formale va valutato con minor rigore, essendo fisiologica alla critica la valutazione personale dell’articolista.

    La buccia di banana su cui Travaglio è scivolato è ben altra. Verso la fine dell’articolo, Travaglio parla di una riunione cui il colonnello Riccio fu chiamato presso lo studio dell’avvocato Taormina, presente Dell’Utri. L’avvocato gli chiese di non confermare davanti ai giudici di Palermo le accuse a Dell’Utri in cambio di un interessamento alla sua riammissione nell’Arma dei Carabinieri, essendo stato nel frattempo sospeso. Offerta che Riccio rifiutò decisamente denunciando tutto ai pm di Palermo. In merito a quella riunione Travaglio riporta uno dei tanti brani contenuti nei verbali della procura di Palermo, scrivendo che “in quella occasione, come in altre, presso lo studio dell’avv. Taormina era presente anche l’onorevole Previti”. Ma si ferma lì.

    In realtà, da quanto trapelato il colonnello Riccio specificò subito dopo che “il Previti però era convenuto per altri motivi, legati alla comune attività politica, e non era presente al momento dei discorsi inerenti la posizione giudiziaria di Dell’Utri”. Se i verbali contengono realmente questa specificazione, bisogna concludere che l’omissione di Travaglio spiega effetti lesivi sulla persona di Previti. Il quale, anziché essere indicato come persona casualmente incrociata da Riccio nei corridoi dello studio di Taormina, in questo modo viene rappresentato come diretto partecipe del tentativo di modificare una realtà giudiziaria a favore di un personaggio sotto processo per mafia.

    E anche se il parametro di valutazione della legittimità della critica è certamente meno rigido di quello che si esige nella cronaca, l’omissione di fatti rilevanti condiziona il giudizio di legittimità, soprattutto quando la critica si innesta su una ricostruzione storica, come quella fatta da Travaglio nel suo articolo. E qui, a ben vedere, il fatto omesso (Previti non ha partecipato alla riunione) non si sarebbe limitato a sminuire il fatto riportato (Previti era presente alla riunione), ma lo avrebbe logicamente neutralizzato. Un’omissione, quindi, che si sostanzia in una violazione del requisito della verità.

    Un’ultima precisazione. E’ probabile che Travaglio sia incorso nell’errore in buona fede. Nella frettolosa lettura degli atti, gli è sfuggita la seconda parte della dichiarazione, finendo così per collocare Previti non genericamente nello studio di Taormina, come intendeva Riccio, ma in quella losca riunione. A ben vedere, infatti, è difficile pensare che un giornalista come Travaglio, così maniacalmente ancorato alle fonti ufficiali, abbia volutamente omesso quella frase. Ma sicuramente non è questa la conclusione cui è giunto il tribunale di Roma. Per il giudice l’omissione di Travaglio è stata cosciente e volontaria, se nel suo comportamento ha rinvenuto il dolo della diffamazione.

    http://www.difesadellinformazione.com/ultime_notizie/93/una-grossa-ingenuita-costa-a-travaglio-una-condanna-per-diffamazione/

    Scritto da Francesco B il 21 ott 2008

  7. anch’io ho visto quel filmato con you tube, se è “l’unica volta” che Facci è andato ad Anno Zero allora ha detto che è un mafioso Mangano, il seguito del discorso però non mi ha trovato d’accordo.
    Ho notato cmq che volano belle cifrette, quindi volevo capire, se qualcuno me lo può spiegare, “Il Giornale” non ha contributi statali vero? Anche se leggo in giro che indirettamente percepisce qualcosa. Il Foglio? Mi pare (non ne sono sicuro) di sì, L’Unità sì. Quindi pure se a me non fregasse niente pago per conto vostro? Fico…
    Continiuamo a far ballare queste cifre, tanto una persona odiata in più, una in meno…

    Scritto da Tyler il 21 ott 2008

  8. ” E’ probabile che Travaglio sia incorso nell’errore in buona fede. Nella frettolosa lettura degli atti, gli è sfuggita la seconda parte della dichiarazione….”; beh, una linea difensiva più risbile era difficile immaginarla.
    roba da avvocato d’ufficio che, giunto trafelato a una direttissima, deve inventarsi qualcosa.

    Scritto da rob il 21 ott 2008

  9. Risposta a Facci:
    “Facci venne ad Annozero a sostenere che Mangano non era mai stato condannato per Mafia». E’ una falsità assoluta, probabilmente Travaglio mi confonde con qualcun altro.” In effetti pare che lei abbia ragione, Travaglio si confonde con “qualcun altro” probabilmente con Belusconi visto che nella stessa puntata si diceva che era il cavaliere ad aver affermato che Mangano non è stato condannato per Mafia. Ma che vuole farci, non è raro confondersi tra servi e padroni.
    “Rilevo infine, solo a fini statistici, che nella storia del giornalismo italiano non s’era mai visto che un giornalista riportasse condanne di un altro giornalista neppure presenti sul casellario giudiziale, recuperate recandosi da ogni singolo querelante al fine di pubblicarle.” Caro Facci ma non è lei che si occupa a sua volta delle vicende giudiziarie di Travaglio? Unica differenza lei lo fa a rate Travaglio che preferisce dedicare il suo blog a ben altri argomenti fa un riassunto unico. E a ben guardare c’è molto di più del nulla da lei dichiarato ma forse lei contava di mantenere il segreto data la scarsa importanza che Travaglio attribuisce allo rispondere ai provocatori. Non so se Travaglio ha ottenuto le sue informazioni chiedendo ai querelanti ma detto da uno che scrive processi chiedendo agli imputati è come dire che il bue ha detto cornuto all’asino.

    Scritto da Elysabetta il 21 ott 2008

  10. Caro Francesco, sappi che l’articolo di Romanelli è interamente basato sul mio articolo. Gli ho scritto per lamentarmi e ne ha preso atto. Anche perchè prima mi critica e poi attribuisce a sè il ragionamento (quello sul verbale) che avevo fatto solo io, poichè sonon io che ho pubblicato quel verbale.

    Scritto da Filippo Facci il 21 ott 2008

  11. Facci ad Anno Zero me lo ricordo abbastanza bene, Travaglio mi pare un po’ meno. Facci sosteneva che Berlusconi non avesse mai detto che Mangano non fosse mai stato condannato per mafia (e poi spiegava la cosa di Mangano-eroe ecc…), tutti gli altri gli hanno detto che invece aveva sostenuto prorpio quello e lui allora ha detto che, se era cosí, Berlusconi si era sbagiato.

    Per me Travaglio ha fatto male a scrivere questo articolo, perché ora inizierá probabilmente una battaglia (come al solito su dagospia immagino e poi sui rispettivi giornali). Ma quando Facci dice che non è mai successo che un giornalista riportasse condanne di un altro giornalista neppure presenti sul casellario giudiziale non si dimantica di qualcuno? (tipo se stesso che scrisse delle passate condanne subite nelle cause contro Previti, sempre lui, e Confalonieri? E poi tutti gli altri che lo hanno pubblicato o annunciato trionfali il giorno dell’ultima condanna?)

    Saluti

    Scritto da Zazo il 21 ott 2008

  12. Tutti i giornali ricevono contributi statali in base alle copie vendute. Tutti, compreso il Giornali di Paolo Berlusconi ed il Foglio di Veronica Lario in Berlusconi. Se poi i giornali sono anche organi di partito ne prendono ancora di più. Vedi l’insulso giornali di Mastella. Su questo ci sarebbe da fare un discorso sugli introiti pubblicitari e sul tetto di pubblicità permesso in televisione, ma mi dilungherei troppo.
    Saluti

    Scritto da Tania il 21 ott 2008

  13. ah scusate, su questa non resisto

    Dott. Mastellarini, mi scusi ancora, dopo aver scritto un articolo sul ricorso al diritto di satira di Marco Travaglio in una causa contro Confalonieri, se le affermazioni di Travaglio fossero confermate, cosa penserebbe di questo?

    __________________

    Quando, nel processo penale, il pm gli domandò dove avesse tratto le notizie diffamatorie sul lavoro di Lucibello a Vallo della Lucania, lui tentò di sostenere che il suo era “giornalismo di costume”, “descrizione pittoresca” di “fatti comici”; ma poi, messo alle strette, il presunto comico dovette ammettere: “Non ho svolto un approfondimento particolarmente intenso…mi sono rifatto a un paio di racconti e alla pubblicistica peraltro scarsa… qualcosa ho letto, qualcosa mi è stato detto, dovrei fare una disamina parola per parola…non sono mai andato a Vallo della Lucania”.

    Scritto da Tyler il 21 ott 2008

  14. Travaglio scrive:
    “una caterva di processi persi, con abbondanti risarcimenti dei danni ai pm di Mani Pulite per la balle diffamatorie che lui rovescia loro addosso da una vita”
    Facci risponde:
    Ebbene, il mio casellario giudiziale non riporta nessuna (ripeto: nessuna) condanna penale da parte dei pm di Mani Pulite. L’unico risarcimento che compare nel mio casellario, inoltre, per decisione del tribunale di Trento, è un modesto risarcimento a beneficio dell’avvocato Giuseppe Lucibello per quanto scrissi in un mio libro del 1997.”

    Anche ora Facci parla di casellario, ma Travaglio ha parlato di “abbondanti risarcimenti ai P.M. di Mani Pulite” e, sul punto, Travaglio cita, senza essere smentito, almeno 8 procedimenti che si sono chiusi con transazione e conseguente risarcimento a favore dei P.M. di Mani Pulite.
    Quindi dov’è la malainformazione di Travaglio?
    E poi non ho capito, il libro su Di Pietro era in realtà “giornalismo di costume”?
    In ogni caso la vicenda sta diventando pesante.
    Con colleghi che si rinfacciano le condanne.
    E sul punto, mi ripeto, uno dei primi a citare le condanne di una collega è stato proprio Facci, e non mi risulta che con la Amurri ci siano stati scambi di complimenti come con Travaglio.
    Ammetto, però, che al momento riesco solo a pensare ai numerosi stivaletti che l’amico di Di Pietro si è comprato con i soldi di Facci, quando quei soldi il giornalista li avrebbe spesi davvero molto, molto meglio, almeno per le prime tre proposte.

    Scritto da tequilero il 21 ott 2008

  15. Travaglio ha perso l’ennesima occasione di chiudere la boccaccia e di starsene, una volta tanto, in religioso silenzio.

    Scritto da Tommaso Farina il 21 ott 2008

  16. Oggettivamente: Facci è stato piallato.

    Scritto da Charly il 21 ott 2008

  17. Stiamo parlando di due personaggi.
    Uno sarà preso ad esempio dai giornalisti del futuro, l’altro dagli avvocati dei politici che vogliono buttare fango sui magistrati e sui giornalisti scomodi.
    Sicuramente due modelli.

    Scritto da pellescura il 21 ott 2008

  18. Ma insomma, quali sono queste famose condanne ad abbondanti risarcimenti dei danni ai pm di Mani Pulite? C’è un avvocato, un gip… e poi?

    In punto di fatto, non è vero che Mangano è stato condannato per mafia: egli subì una condanna per associazione a delinquere nel 1980, quando il reato “di mafia” non esisteva nemmeno: difficile essere condannati per reati inesistenti.
    Quanto alla condanna per traffico di droga, questa appunto è per traffico di droga, non “per mafia” né per vilipendio.
    La domanda, pertanto, è la seguente: possibile che, con tutte le cose che accadono nel mondo, Travaglio debba sempre riportare fatti inventati?

    Scritto da Lorenzo il 21 ott 2008

  19. Precisazione di Travaglio sul blog Voglioscendere:

    “Nella puntata di Annozero del 19 aprile scorso, Facci non disse che Mangano non era mai stato condannato, anzi lo definì “mafioso”, anche se difese Berlusconi che in quei giorni aveva raccontato la superballa. Poi però dimostrò di sapere ben poco della vicenda del presunto “stalliere”: infatti scrisse sul Giornale che la famosa telefonata Mangano-Dell’Utri, a proposito di un certo “cavallo”, “non vi fu mai”. Invece vi fu eccome: fu intercettata dalla Criminalpol il 14 febbraio 1980 alle ore 15.44. Lo sa bene chi ha seguito il processo Dell’Utri, dove i pm ne fecero ascoltare l’audio e ne depositarono la trascrizione letterale”.

    Punto primo.
    Allora Travaglio precisi anche che non fu costretto a rammentargli niente, visto che Facci mai sostenne che Mangano non fosse stato condannato per mafia. Al massimo se lo è sognato.

    Punto secondo.
    Articolo del 12 maggio 2008 su “Il Giornale” di Filippo Facci.
    “Per anni Travaglio ha attribuito a Paolo Borsellino la citazione di una telefonata tra Mangano e Dell’Utri dove si parlava di droga. Appreso che questa telefonata non è mai esistita, lui ha continuato a citarla”.
    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=I29QQ

    La telefonata a cui fa riferimento Facci è evidentemente un’altra. Quella più celebre che Travaglio citò da Luttazzi, tratta dall’intervista a Borsellino che il Tribunale giudicò manipolata. E quella non è mai esistita, come ha detto giustamente Facci.
    Travaglio nella sua precisazione, quindi, prova a confondere nuovamente le acque citando un episodio diverso da quello rammentato da Facci e falsando la realtà.
    Ma qui Enrix, dovesse comparire, saprà sicuramente sintetizzare la questione molto meglio di quanto abbia fatto io.

    Saluti

    Scritto da DeanKeaton il 21 ott 2008

  20. A parte l’oggetto del contendere, che dovrebbe essere chiarito solo tra le parti, dal momento che credo nessuno dei lettori del blog ne possa sapere qualcosa, posso dire che l’umorismo di Travaglio si conferma veramente penoso? ma perché insiste poi, l’ironia non è nelle sue corde.

    Scritto da asdrubale il 21 ott 2008

  21. correzione di Travaglio (ma nel correggersi forse commette un altro errore):

    Precisazione:
    Nella puntata di Annozero del 19 aprile scorso, Facci non disse che Mangano non era mai stato condannato, anzi lo definì “mafioso”, anche se difese Berlusconi che in quei giorni aveva raccontato la superballa. Poi però dimostrò di sapere ben poco della vicenda del presunto “stalliere”: infatti scrisse sul Giornale che la famosa telefonata Mangano-Dell’Utri, a proposito di un certo “cavallo”, “non vi fu mai”. Invece vi fu eccome: fu intercettata dalla Criminalpol il 14 febbraio 1980 alle ore 15.44. Lo sa bene chi ha seguito il processo Dell’Utri, dove i pm ne fecero ascoltare l’audio e ne depositarono la trascrizione letterale. (m.trav.)

    http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/

    Scritto da Zazo il 21 ott 2008

  22. e invece il mio post col quesito a Mastellarini è stato moderato, il perchè? Non siamo qui per la verità?

    Scritto da Tyler il 21 ott 2008

  23. @ Facci, l’articolo l’ho postato qui appunto affinchè vi potesse replicare considerando anche l’eventualità che non ne avesse avuto la possibilità di visionarlo

    Scritto da Francesco B il 21 ott 2008

  24. scusate l’italiano :(

    Scritto da Francesco B il 21 ott 2008

  25. @ Tyler
    il quesito e’ stato pubblicato interamente.
    Vuoi sapere cosa penso di questa storiaccia? Travaglio stavolta ha ragione nel dire che Facci e’ “pregiudicato”, ma ha torto nel riportare le varie transazioni civili perche’ credo che anche Travaglio, nel corso della carriera, ne abbia accettate (suo malgrado) parecchie e le ha taciute. Travaglio ha sbagliato a tirare in ballo Enzo Biagi. Ma lui e’ cosi’ quando rischia di aver torto si gioca il jolly: Montanelli o Biagi.
    Riguardo al passaggio dell’articolo da lei citato su Facci, le assicuro che neanch’io sono mai andato in tutti i posti dei quali ho scritto, quindi non ci vedo niente di male sul fatto che il collega del giornale non sia mai stato a Vallo della Lucania.
    Un quesito a lei, ora. Perche’ Travaglio non ci parla del libro “Intoccabili” e di come ha “trattato” Ciuro in quel volume? Ecco, questo e’ un argomento che mi interessa piu’ delle condanne o delle cause di Facci.

    Lo Ciuro

    Scritto da Gabriele Mastellarini il 21 ott 2008

  26. “In punto di fatto, non è vero che Mangano è stato condannato per mafia: egli subì una condanna per associazione a delinquere nel 1980, quando il reato “di mafia” non esisteva nemmeno: difficile essere condannati per reati inesistenti.
    Quanto alla condanna per traffico di droga, questa appunto è per traffico di droga, non “per mafia” né per vilipendio”

    Esiste ancora il salone dell’umorismo a Bordighera? se esiste, l’autore di questa frase si iscriva subito!
    Ma abbia pazienza, caro amico… secondo lei, poiché nel 1980 non esistevano i reati “di mafia propriamente detti” allora non esistevano i reati di mafia, o magari non esisteva neanche la mafia?

    Con chi si associava a delinquere, Mangano, con la mala del Brenta? Con la banda della Magliana? Con le Brigate Rosse? Coi Nuclei Armati Rivoluzionari?

    E a chi era affiliato Mangano, all’Opus Dei? Ai cavalieri di Malta? Alla bocciofila di Cusano Milanino?

    E al maxiprocesso, Falcone e Borsellino lo istituirono contro CHI? criminali comuni? Automobilisti indisciplinati? Semplici banditi?

    Chi è che si inventa i fatti, qui?

    Scritto da Carlo Gambino il 21 ott 2008

  27. Ora, va bene, concordo col fatto che oramai questa faida tra Facci e Travaglio sia diventata veramente schifosa e ricca di colpi bassi, ma ora non esageriamo dipingendo Travaglio come l’infame che ha violato le regole del bon ton tra colleghi e Facci come la povera vittima di questo infame comportamento. Il fatto in sé è una schifezza ed infatti Facci scrive:

    “Rilevo infine, solo a fini statistici, che nella storia del giornalismo italiano non s’era mai visto che un giornalista riportasse condanne di un altro giornalista neppure presenti sul casellario giudiziale, recuperate recandosi da ogni singolo querelante al fine di pubblicarle.”

    Ma lui (e non solo) in passato si è occupato delle vicende giudiziarie di Travaglio:

    ” Travaglio ha scritto balle contro Mediaset e Fdeele Confalonieri: condannato, ma non lo sa nessuno. Ha scritto balle contro Cesare Previti: condannato, ma non lo sa nessuno

    Nel 2000 è stato condannato in sede civile, dopo essere stato citato in giudizio da Cesare Previti a causa di un articolo sull’Indipendente che definiva quest’ultimo “futuro cliente di procure e tribunali”. Il tribunale civile di Roma ha ravvisato in questa frase contenuto diffamatorio in quanto all’epoca del fatto (1995) “nessuna indagine era aperta nei confronti dell’on. Previti”. Travaglio sostiene che la condanna è stata determinata dalla mancata produzione di elementi di prova decisivi circa l’esistenza di procedimenti penali a carico del parlamentare. In conseguenza della condanna, il tribunale ha ordinato il pignoramento dello stipendio del giornalista per lire 79 milioni

    Il 20 febbraio 2008 il giudice unico della settima sezione civile del Tribunale di Torino ha condannato in primo grado Marco Travaglio, il quale dovrà risarcire Fedele Confalonieri e Mediaset s.p.a. con 10.000 euro, per due frasi giudicate diffamatorie nei confronti di Fedele Confalonieri pubblicate nella rubrica Uliwood Party su l’Unità il 16 luglio 2006. La sentenza afferma che Travaglio ha colpevolmente espresso in termini di “certezza” dei fatti di rilevanza penale che al momento sono solo ipotesi di accusa non accertate. Marco Travaglio ha sostenuto di voler impugnare la sentenza.”

    Se volessero tutti quanto smetterla di occuparsi delle vicende giudiziarie dei colleghi giornalisti per tornare ad occuparsi di quelle dei nostri rappresentati (Travaglio di Berlusconi e Facci di Di Pietro) ci farebbero un enorme piacere.

    Saluti

    Scritto da Zazo il 21 ott 2008

  28. Aspetti Dott. Mastellarini, sulla contro domanda magari romperò le scatole a Travaglio.
    Ma io le avevo chiesto: se è stato scandaloso difendersi col diritto di satira da una causa con Confalonieri, è lecito difendersi parlando di “fatti comici” sul caso di Facci – Lucibello? ;)
    e farebbe un altrettanto articolo?

    Scritto da Tyler il 21 ott 2008

  29. @ Tyler

    Non conosco il passaggio dell’articolo di Facci. Mi sembra che si parlasse di stivaloni di pitone addosso a un avvocato che, se mi consenti, sono comici.
    Colgo l’occasione, e ti ringrazio, per riparlare del mio pezzo su Travaglio-Confalonieri. Quello che mi colpi’ non fu tanto la difesa basata sulla satira, quanto il racconto della condanna riportato ancora su http://www.marcotravaglio.it, dove si riferisce un’altra verita’. Travaglio e’ riuscito a dire una bugia a se’ stesso…evento mai accaduto prima nella storia dell’uomo.
    Inoltre potrai leggere i due articoli e vedere come sia diverso il tono. In questo pezzo Travaglio punta Facci in maniera pesante, mentre io mi ero limitato a una semplice disamina della sentenza (delle motivazioni, intendo, cosa inedita fino a quel punto). Sentenza che avevo letto sul sito di Travaglio. Poi non sto qui a ricordarle i vari epiteti scagliati nei miei confronti e non sto qui a riparlare della mia ormai sepolta collaborazione a L’espresso dove continua a imperversare il Signorno’.
    Credo di aver fatto il mio onesto lavoro. Mentre sulla storia di Ciuro, e’ opportuno chieder conto dell’altrui onesta’ intellettuale.

    ps. non chiamarmi dottore, non ho mai fatto il medico. Basta Gabriele Mastellarini, oppure gmast

    ciao
    g

    Scritto da Gabriele Mastellarini il 21 ott 2008

  30. grazie, posso chiamarti Gabriele Mastellarini;)
    ma cmq a me non tornano i conti. Facci può giustificarsi (o cercare come vuole di giustificarsi) in tribunale davanti a una o 100 querele.
    Perchè da quello che ho capito fa parte della vostra vita quotidiana.
    Personalmente se mi ritrovo sempre in tribunale, mi devo fare anche due conti, ci sono persone che si parano il sederino per molto meno, visto che di fronte hai un giudice, ma chissà come si ritrova a dover valutare i fatti.
    Se è vero che Travaglio viene querelato da Previti come scrive solo il suo cognome… io al suo posto farei il trapezista sinceramente.
    Personalmente però ritengo nè Travaglio, nè Facci di fronte alla legge in torto nelle loro giustificazioni, però se è lecito il diritto di satira nell’uno lo è il fatto comico nell’altro. Nelle aule di tribunale poi non si scherza.
    Buona serata.

    Caro Tyler,
    mesi fa mi occupai di un Tizio del quale non diremo la professione, il quale un sabato mattina mi chiamo’ al cellulare dicendomi che “avrei dovuto cancellare quanto scritto sul mio blog perche’ altrimenti mi avrebbe querelato”. Purtroppo non registro le telefonate, ma quelle parole piene di livore non le dimentichero’ mai. Chi era vicino a me in quel momento ricorda tutto benissimo.
    ciao
    APRI GLI OCCHI
    gm
    PS. ovviamente non ho cancellato nulla

    Scritto da Tyler il 21 ott 2008

  31. naaa apri gli occhi anche te, le rettifiche fatte da Travaglio come di altri, stanno nel fatto che se non vi calmate, e avete sempre le vene pulsanti sulle tempie quando scrivete, vi trovate a scrivere con passione senza leggervi e rileggervi o aspettare che si calmino gli animi. Io sono un semplice lettore e secondo me, compreso Travaglio, trascurate tanto perchè (lecitamente) dovete pure difendere il vostro amor proprio. Però io non riesco più a leggere un cazzo di giornale, sempre le stesse cose ovunque, oppure i litigi fra giornalisti che se le danno di brutto. E poi tutta quest’attenzione su UNO. Sono così pochi i nemici a questo mondo? Oggi lo stesso Travaglio mi ha dato un articolo inesistente, perchè mi parla di Facci, che mi ha criticato Fede, sì ok… ma che altro mi sai dire?
    Scusa Facci eh…
    e scusa Gabriele… ma hai contato e selezionato gli argomenti di questo Blog?
    Su su, io sto aprendo il Blog, ma, se mi posso permettere, altri argomenti?
    hai visto quello di Grillo? (OTTAVO AL MONDO)
    Facci non lo ha mai nominato credo, e gli argomenti sono tanti ;)
    con rispetto, buona notte :P

    A Tyler
    Anche questo blog e’ centesimo in classifica italiana nell’ultimo mese. Evidentemente qualcuno apprezza gli argomenti.
    Sul fatto che l’informazione sia malata, sono d’accordo con te ma la colpa non e’ ne’ mia ne’ di Facci, forse di Travaglio che sta mercificando questo lavoro insieme a Grillo (fanno co-marketing e zero notizie…ultimamente travaglio scrive pezzi citando Liana Milella di Repubblica, Stella, Rizzo, Gabanelli, dagospia, il manifesto e varie notizie diffuse da ALTRI, anziche’ trovarne una e dico una LUI).
    Buona notte e sogni d’oro :P

    Scritto da Tyler il 21 ott 2008

  32. Incredibile. Su Annozero ha sbagliato e allora tira fuori un’altra cosa del Giornale (sbagliando) che non c’entra un cazzo.

    Scritto da Filippo Facci il 21 ott 2008

  33. Si, effettivamente poteva evitare di fare il ridicolo dicendo “si, ho sbagliato, ma tanto lui è cattivo lo stesso”… ci avrebbe fatto una figura di gran lunga migliore se si fosse limitato ad ammettere l’errore.

    Scritto da Zazo il 21 ott 2008

  34. Cioè, io non ho mai nominato Grillo? Ma dice sul serio?
    Io comunque ho anche una vita professionale normale. Oggi ho scritto un articolo sull’ambiente.

    Scritto da Filippo Facci il 21 ott 2008

  35. “Io comunque ho anche una vita professionale normale. Oggi ho scritto un articolo sull’ambiente.”

    Mi fa piacere, caro Facci, che lei riconosca che tutta questa diatriba ha qualcosa di non normale.

    Scritto da Carlo Gambino il 21 ott 2008

  36. Essuvia Facci, un piccolo sforzo, Travaglio lo merita peraltro.
    Una querelina piccina picciò, e per di più con alte probabilità di successo.
    In molti ne saremmo compiacuti.

    Scritto da Virgus il 22 ott 2008

  37. Facci, hai stra-perso la Facci(a), stando a quanto leggo Travaglio te le ha cantate per le rime… cosi’ impari, direi…

    a sto’ punto ti conviene prendere un grasso rospo, ingoiarlo, e dirigerti mestamente verso l’uscio…

    Scritto da luigi il 22 ott 2008

  38. Facci, intendevo il contrario ;)
    cmq non sottovalutate Travaglio, Previti ha un pacco di soldi e non paga avvocati, si difende da solo o quasi. Non ci provate a querelare Travaglio, come diceva Montanelli, lui ha un arma penalmente non perseguibile, l’archivio ;)
    se inizia lui come direbbe Lino Banfi, sono kezzi XD
    fate pacina paciò che è meglio, io vi offro la cena e vi filmo e mi date l’esclusiva XD

    Scritto da Tyler il 22 ott 2008

  39. Non digerisco benissimo il Travaglio incazzato; si lascia troppo trascinare dalla rabbia (giustificata) e commette sviste da scolaretto
    Infinitamente meglio quando fa il suo lavoro con tranquillità, non ha eguali in quei momenti

    Comunque Facci se l’è cercata ben bene e come risultato si è fatto atomizzare
    Lo dicevo io che qualcosa ci sfuggiva ;)

    Comunque spero siano gli ultimi atti di una pesante e triste commedia

    Voglio ritrovare un Travaglio sereno e brillante; e visto che mi sento buono auguro lo stesso a Facci :)

    Scritto da Nicola il 22 ott 2008

  40. E sono anche molto generoso con i “comunque” :D

    Scritto da Nicola il 22 ott 2008

  41. Ma guarda un po’ che ammoina… Tutta colpa di Mastellarini che promise “ce n’est pas qu’un début”, dopo una offesa che non poté lavare con il sangue, ma con il blog sì.
    Mi ricorda il soldato siciliano in Grecia, narrato da Montanelli. Si rifiutava di sparare: “I greci, niente mi fecero…” e se ne stava accoccolato in trincea. Un giorno, si sporse per vedere il panorama e il colpo di un cecchino lo ferì di striscio al naso. Un affronto: “A mmia!”, e cominciò a sparare ai greci.
    Non aveva nient’altro di meglio da fare, il Travaglio, quando “telefonò” al naso di Mastellarini…

    Scritto da Fabrizio Spinella il 22 ott 2008

  42. @ Fabrizio

    Ancora complimenti. Hai centrato perfettamente l’obiettivo.
    ciao
    gabriele

    Scritto da Gabriele Mastellarini il 22 ott 2008

  43. Sig. Mastellarini, invece di dedicarsi alla caccia al “marconiglio” (di guzzantiana definizione) per chissà quale voglia di ripicca (ce lo spieghi perchè c’è l’ha tanto con lui), potrebbe dedicarsi ad altri temi molto più importanti: mi creda, basta mettere il naso fuori la porta di casa per rendersene conto.

    Saluti

    Scritto da Candidus il 22 ott 2008

  44. Carlo Gambino, se a lei non va bene che Vittorio Mangano non è stato condannato per mafia posso comprendere il suo dolore. Ma questi sono i fatti veri.

    Quanto ai fatti inventati di sana pianta, ammetto che essi talvolta possono essere addirittura appassionanti e intriganti. Tuttavia mai mi è capitato di pensare, nemmeno per un solo secondo, che Harry Potter esiste e vola davvero insieme a noi, né che nel 1980 esistesse il reato impropriamente detto “di mafia”.
    Diciamo che riesco a distinguere la fantasia e il desiderio dalla realtà. Lei probabilmente no, ma non se la prenda con me.

    Scritto da Lorenzo il 22 ott 2008

  45. Quando il dibattito è costruttivo, può anche portare al riconoscimento della verità. Poi, però, non si può scadere nell’insulto. Tutti quanti possiamo sbagliare, l’importante è che sia in buona fede. Altrimenti sarebbe una informazione zeppa di servi. Rossi, dove sei?

    Scritto da Paolo Martocchia il 22 ott 2008

  46. @Gambino,
    guarda che Lorenzo e Uno che sta molto attento alle virgole, a lui interessa specificare che Mangano non è stato condannato per mafia, ma per associazione semplice.
    Comunque Lorenzo dovrebbe scrivere al Corriere e chiedere spiegazioni su questo articolo:
    http://archiviostorico.corriere.it/1999/aprile/25/Mafia_all_ergastolo_Vittorio_Mangano_co_0_9904251888.shtml
    Cito un passaggio:
    “Il bollo dei giudici arriva dopo vent’ anni di indagini e di processi. Vent’ anni per sentenziare che Vittorio Mangano, lo stalliere che lavoro’ nella tenuta di Silvio Berlusconi, ad Arcore, e’ mafioso. Mafioso e assassino perche’ – secondo quanto ha stabilito la Corte d’ Assise di Palermo – il boss siciliano nel gennaio del 1994 fece uccidere un venditore ambulante, Armando Vinciguerra, colpevole di avere “infangato” quattro pezzi da novanta di Cosa Nostra mettendo in giro la falsa notizia del loro pentimento”
    Ed ancora:
    “Nonostante quella di ieri sia la prima condanna per mafia, non si puo’ dire che il curriculum criminale di Mangano sia scarno”

    Scritto da tequilero il 22 ott 2008

  47. Adoro quando Mastellarini usa il linguaggio “PUGILISTICO” per la faida Travaglo – Facci …

    Oggi parlerei di “Ko Tecnico” … indovinate per chi?

    Wil Nonleggerlo.

    Scritto da Wil Nonleggerlo il 22 ott 2008

  48. Tequilero caro, ti ringrazio per avermi riconosciuto la dote della precisione. Anche se non amo dire di me, a differenza di quanto fece il mio inarrivabile Maestro parlando di sé in quella esilarante puntata di Annozero, che sono precisissimo, apprezzo molto quando qualcuno sottolinea l’attendibilità dei miei interventi.

    E così, quando dico che a voler essere precisi Vittorio Mangano, contrariamente a quanto racconta il mio Maestro, non è mai stato condannato per mafia (e “per mafia” lo metterei tra virgolette), intendo dire nient’altro che la verità.
    Verità confermata dall’articolo che tu stesso mi hai gentilmente linkato, nel quale è scritto nero su bianco che mai, prima di una condanna in primo grado per omicidio (!) peraltro mai passata in giudicato, Vittorio Mangano ha subìto una condanna “per mafia”.
    Se a questo aggiungi che questa condanna “per mafia” non è arrivata nemmeno dopo quella provvisoria e non confermata per omicidio, allora scoprirai che, al solito, io scrivo di fatti reali. Le storie le lascio a voialtri.
    Ma come io non pretendo di raccontare favole, voi per favore evitate di spacciare le vostre favole per verità.

    Scritto da Lorenzo il 22 ott 2008

  49. Scusate se interrompo, mi aiutate? io e la mia famiglia ci stiamo trasferendo in campagna e mi serve del personale. Conoscete qualche stalliere, magari non alle prime armi, che sappia uccidere? XD

    Scritto da Tyler il 22 ott 2008

  50. Lorenzo o se preferisce Uno o se preferisci &Bumbumero,
    ti lascio volentieri le tue verità su una persona condannata per aver sciolto nell’acido un uomo.
    Condanna non definitiva perchè è sopraggiunta la morte.
    Peccato.
    Sulle condanne per mafia di Mangano ti soprenderà sapere che ne hanno parlato illustri giornalista di Panorama e il Foglio dopo la morte di Mangano scrissero “nonostante condanne all’ergastolo per tre omicidi, traffico di stupefacenti, associazione mafiosa, estorsione, Vittorio Mangano non era un condannato definitivo, e quindi, un “presunto innocente”.
    Sempre per essere precisi anche Facci, in Televisione ha affermato per ben due volte che Mangano era un mafioso, e per te? Al di là di questa interessante polemica su condannato o no, che mi dici di Mangano?
    Aggiugo che Paolo Borsellino, nella parte non manipolata dell’intervista dice a proposito di Mangano:
    ‘uomo d’onore della famiglia di Pippo Calò, cioè di quel personaggio capo della famiglia di Porta Nuova, famiglia alla quale originariamente faceva parte lo stesso Buscetta. Si accertò che Vittorio Mangano – ma questo già risultava dal procedimento precedente che avevo istruito io, e risultava altresì dal cosiddetto “procedimento Spatola” [il boss Rosario Spatola, potente imprenditore edile, NDR] che Falcone aveva istruito negli anni immediatamente precedenti al maxiprocesso – che Mangano risiedeva abitualmente a Milano città da dove, come risultò da numerose intercettazioni telefoniche, costituiva un terminale dei traffici di droga che conducevano alle famiglie palermitane”
    Ma forse a te interesa di più discutere di altro.
    La precisione in questi casi è molto importante.
    Ciao
    P.S. ma un nick unico ti sembra noiso?

    Scritto da tequilero il 22 ott 2008

  51. Caro Facci,
    in risposta al Suo post (il n. 9) terrei a chiarire quattro punti.
    Punto primo. Dire che il mio commento giuridico sulla recente condanna di Travaglio è “interamente basato” sul suo articolo apparso su “Il Giornale” è davvero poco serio, non degno di un giornalista professionista. Anche perché basta raffrontare i due articoli. Come Le ho anche detto nella mia mail di risposta (che Lei ha completamente distorto nel significato), io mi occupo di diritto, Lei di giornalismo. Difficile, quindi, che io possa aver “plagiato” (se questa grave cosa intendeva dire) un Suo articolo.
    Punto secondo. Dal Suo articolo ho tratto un mero “fatto”: l’omissione di Travaglio su Previti, che gli è costata la condanna. E i fatti non sono “ragionamenti”.
    Punto terzo. Chi copia non cita mai la fonte. Io invece ho nel mio articolo addirittura linkato il Suo, più che altro per criticare il Suo (quello sì) ragionamento sul “sottinteso sapiente”.
    Punto quarto. Preferisco non approfondire la Sua affermazione secondo cui nella mia mail di risposta avrei “preso atto” di quanto da Lei lamentato, quasi avessi riconosciuto un torto. Lei sa bene cosa Le ho risposto, e fin da ora La autorizzo espressamente a pubblicare la mia mail su questo sito. Aggiungo solo questo: non male per uno che è vincolato al dovere deontologico di verità, che è il caposaldo del diritto di cronaca.
    Cordiali Saluti

    Scritto da antonello tomanelli il 22 ott 2008

  52. All’avvocato Tomanelli

    Gentile avvocato,
    grazie del suo intervento e complimenti per il suo sito difesadell’informazione che, in precedenza, avevamo avuto modo di riprendere.
    In merito al presunto “plagio” con Facci sarà il collega, se lo vorrà, a rispondere (questo spazio è aperto a tutti, come può vedere), mentre vorrei riflettere un attimo sul suo pezzo.
    Consideri che, per ragioni professionali, mi occupo di diritto e di giornalismo quasi tutti i giorni e da un professionista serio qual è lei mi aspettavo una disamina a tutto tondo della condanna Travaglio, mentre ho letto una versione per certi versi “partigiana” volta a svilire l’eventuale dolo del collega torinese.
    E questo, se me lo consente, non lo ritengo corretto in un articolo di analisi. Magari lo accetterei dai difensori di Travaglio (arrivati anche ad aggrapparsi al diritto di satira), ma non da un avvocato serio e competente come lei.
    Cordialmente
    Gabriele Mastellarini

    Scritto da Gabriele Mastellarini il 22 ott 2008

  53. Egregio dott. Mastellarini, risponderò entro oggi alla Sua (non condivisibile ma sincera e garbata) osservazione. La ringrazio e a dopo

    Scritto da antonello tomanelli il 22 ott 2008

  54. Egregio avvocato,
    lei ha scritto un intervento fondato sui contenuti rilevati del mio articolo ma mi ha citato soltanto per criticare un mio errore. E mi ha linkato per lo stesso motivo. Tutto qui. Il cuore del suo articolo, quello che parla del verbale pubblicato parzialmente, confermo: lo considero interamente basato sul mio articolo, dove io di contro passo solo per sprovveduto
    E’ un genere di condotta che detesto e che ben conosco. Ci sono abituato. In genere me ne frego, ma sono capitato sul suo sito per puro caso ed era un giorno festivo. Possiamo discutere della terminologia più appropriata da usarsi, ma la sostanza è che l’ho beccata. La prego di non insistere.
    La mail in questione se vuole la pubblichi Lei, perchè io non ce l’ho più.

    Scritto da Filippo Facci il 22 ott 2008

  55. @Mastellarini
    Allora, ce la spiega questa voglia di rivalsa nei confronti di Travaglio? Cosa le ha fatto? Lo sgambetto?
    D’altronde Lei dovrebbe essere grato a Travaglio per il successo che il suo blog sta ottenendo, no?

    Cordiali saluti

    Di Travaglio me ne frego. Dico solo – per l’ultima volta – che mesi fa lavoravo per l’espresso. Un sabato è uscito un pezzo di Facci sul Giornale che – molto correttamente – riprendeva un pezzo pubblicato su questo blog. Successivamente un Tizio mi insultò telefonicamente. Poi mi arrivarono degli sms del tipo “Vai a studiare diritto di critica e vergognati per quello che hai scritto…”. Dopo quel sabato la mia collaborazione con l’espresso è stata interrotta e non ne conosco ancora il motivo. Scrissi una lettera aperta a Scalfari e non rispose. Travaglio intervenne su Libero prendendo le distanze da me, quasi fossi un appestato. Chiesi un incontro al direttore dell’espresso e non mi fu accordato…Che altro? E’ reato occuparsi anche di Travaglio?
    Auguri
    gm

    Scritto da Candidus il 22 ott 2008

  56. Caro Tequilero, qualcuno, chiaramente in ottima fede, ha scritto delle imprecisioni. Io le ho corrette. Non ho scritto la mia verità bensì la verità. Quella che il mio incomparabile Maestro chiama i fatti.
    Se non hai voglia di ringraziarmi per questo, non sei obbligato a parlarmi comunque. Puoi anche tacere, non mi offendo.

    Quanto alla mia opinione su Mangano, sono lusingato della richiesta. Ma io sono intervenuto perché ho letto un’inesattezza. Per rispetto del tenutario del sito e dei lettori di questo, non ritengo sia opportuno parlare di quello che stabilisci tu.
    C’è un argomento che di volta in volta il tenutario stabilisce col suo post, ed altri talvolta si affiancano “naturalmente” ad esso per opera dei commenti dei lettori: tuttavia, non mi pare il caso di divagare senza ragione. Restiamo sul punto, insomma.

    Scritto da Lorenzo il 22 ott 2008

  57. @Mastellarini
    Bene, per essere chiari e cristallini, sempre se interpreto correttamente quello che Lei ha appena scritto, Lei ce l’ha con Travaglio perchè
    a) è stato insultato da Travaglio telefonicamente e tramite sms per la vicenda dell’articolo di Facci.
    b) (implicitamente) reputa Travaglio responsabile del suo allontanamento dall’Espresso.

    Grazie per la risposta, però mi suona strana la sua affermazione “Di Travaglio mene frego.” visto che la maggior parte dei post (gli ho dato una spulciata veloce) da Maggio 2008 a Ottobre 2008 riguardano proprio Travaglio.
    Comunque la vicenda che La vede contrapposto a Travaglio non la ricordo bene. Mi documenterò.
    Sicuramente non è reato occuparsi di Travaglio, ma farlo in modo ossessivo e punitivo solleva molti dubbi sulla sua volontà di riportare i fatti in maniera oggettiva.

    Cordiali Saluti

    Scritto da Candidus il 22 ott 2008

  58. “Carlo Gambino, se a lei non va bene che Vittorio Mangano non è stato condannato per mafia posso comprendere il suo dolore. Ma questi sono i fatti veri.”

    Oh, nessun dolore, si figuri. Siamo almeno d’accordo sul fatto che Mangano era un mafioso, oppure ci sono dubbi anche su questo?

    Scritto da Carlo Gambino il 22 ott 2008

  59. La butta sul personale per far cagnara ma il “metodo Travaglio” è ormai allo sfascio. Facci è un ergastolano in libera uscita ? non cambia nulla, Travaglio è ormai per tutti il “condannato” che fa sermoni in TV

    Scritto da aldo il 22 ott 2008

  60. Un’ultima precisazione. E’ probabile che Travaglio sia incorso nell’errore in buona fede. Nella frettolosa lettura degli atti, gli è sfuggita la seconda parte della dichiarazione, finendo così per collocare Previti non genericamente nello studio di Taormina, come intendeva Riccio, ma in quella losca riunione. A ben vedere, infatti, è difficile pensare che un giornalista come Travaglio, così maniacalmente ancorato alle fonti ufficiali, abbia volutamente omesso quella frase. Ma sicuramente non è questa la conclusione cui è giunto il tribunale di Roma. Per il giudice l’omissione di Travaglio è stata cosciente e volontaria, se nel suo comportamento ha rinvenuto il dolo della diffamazione.

    http://www.difesadellinformazione.com/ultime_notizie/93/una-grossa-ingenuita-costa-a-travaglio-una-condanna-per-diffamazione/

    PS : ma se gli è sfuggita perchè continua a dire che non capisce per quale motivo l’hanno condannato ? non lo potrebbe dire che gli è sfuggita ?

    Scritto da aldo il 22 ott 2008

  61. @ Lorenzo?
    Per carità mio caro amico dai molti nick.
    Parla di quello che ti pare, e se ritieni non rispondere a delle semplici domande che ti ho posto, altrimenti divaghiamo.
    La verità è che Mangano era un mafioso spacciatore di droga, poi effettua tutte le correzioni che vuoi.
    Con il tuo permesso continuerò a parlare e a rimane sorpreso dalla tua infinita voglia di correggere gli errori del tuo maestro, come della tua incredibile correttezza nel cambiare nick a seconda del post o della persona con cui vuoi discutere.
    Ma sto divagando, perdonami.
    Un saluto a tutti i tuoi nick.

    Scritto da tequilero il 22 ott 2008

  62. Gli italiani di buona memoria, quando sentono parlare di Mangano, pensano alla mitica Silvana, la moglie di Dino De Laurentis, la protagonista di “Riso Amaro”.
    Elevare un omonimo stalliere siciliano di istruzione mafiosa a paradigma della vita di un imprenditore milanese al quale minacciarono di rapire i figli, e ripetere in salsa sempre lo stesso ingrediente, più che scandalizzare, fa sorridere amaramente.
    Peraltro, chi ricorda il petroliere Boatti, il quale per stare tranquillo negli anni Settanta assunse come tuttofare un premuroso calabrese poi rivelatosi in sintonia con uomini della ‘ndrangheta, che a Milano facevano la campagna elettorale per il socialista di sinistra ed ex partigiano Aniasi, per ricambiare i “desiderata” di altri socialisti calabresi che nella loro regione avevano il sostegno dell’Organizzazione…

    Scritto da Fabrizio Spinella il 22 ott 2008

  63. @Aldo
    E vada che Travaglio si sia dimenticato volutamente o per distrazione di una frase (decideranno i giudici in merito) ed ancora al primo grado di giudizio,ma resta un fatto GROSSO COME UNA CASA che salta fuori da quell’articolo scritto nel 2002:
    a) Che la losca riunione è effettivamente avvenuta nello studio di Taormina per fare pressioni sul Col. Riccio affinchè testimoniasse che Dell’Utri non è uomo di mafia e vicino a Cosa Nostra;
    b) Comunque si può sempre dire che Previti frequenta studi di avvocati dove avvengono losche riunioni, anche se egli non era presente alla specifica riunione riportata nell’articolo.

    Naturalmente non mi sembra che Travaglio abbia subito condanne o querele dagli altri attori (tutti del PDL tranne il Col.) della losca riunione (come la definisce Aldo), per cui badiamo al succo del discorso e non alla mancanza dei “caporali”.

    Mio caro Aldo, Vi attacate a così poco.
    Gli anglofoni dicono:
    you’re beating a dead horse!

    Saluti

    Scritto da Candidus il 22 ott 2008

  64. Egregio dott. Mastellarini,
    in un suo intervento odierno, con riferimento al mio articolo sul caso Travaglio, mi attribuisce “una versione per certi versi “partigiana” volta a svilire l’eventuale dolo del collega torinese”. E considera tale mio comportamento “non corretto in un articolo di analisi”.
    Prendo atto della sua critica e la rispetto, essendo argomentata, diversamente da quanto fanno alcuni suoi esimi colleghi, ai quali francamente attribuivo una maggiore serietà, dignità professionale, capacità di analisi e di autocontrollo.
    Condivido l’aggettivo “partigiana”. Forse perché credo che Travaglio, al di là dei suoi limiti, è uno dei pochi giornalisti che non ha paura di attaccare consolidati poteri (che è cosa ben diversa dall’attaccare personaggi come Sabina Guzzanti o Beppe Grillo). Di qui la lancia spezzata a suo favore alla fine del mio articolo. Anche se, francamente, l’intero pezzo rimarca il grossolano errore in cui è incorso.
    Non c’è dubbio che alla fine (ma solo alla fine) del mio articolo ho assunto un atteggiamento “partigiano”, rilevando la possibilità che nell’omissione di Travaglio potesse essere riscontrata una colpa (anche grave), e non il dolo. Ma è un comportamento che posso permettermi in quanto non rientro nella categoria dei magistrati, ai quali da qualche tempo non è nemmeno concessa la libertà di manifestazione del pensiero. Né in quella dei giornalisti, che prima di tutto devono essere obiettivi, essendo l’anello di congiunzione tra il fatto e la collettività. Seguo unicamente la logica giuridica e propongo le argomentazioni, anche partigiane, che la logica giuridica mi consente.
    Cordialmente

    Scritto da antonello tomanelli il 23 ott 2008

  65. Gentile avvocato,
    la ringrazio per la cortese risposta e per i toni usati, anche se noto dalle sue parole una particolare “adesione” a un certo tipo di stampa e di giornalismo che, francamente, esulano dai canoni classici della professione.
    Lei scrive “Travaglio e’ uno dei pochi giornalisti che non ha paura di attaccare consolidati poteri” e poi “Ai magistrati non e’ nemmeno concessa la liberta’ di manifestazione del pensiero”.
    Sul primo punto mi permetta di dissentire. Da qualche anno a questa parte il collega Travaglio non riesce piu’ a dare notizie ma ripropone sbobbe rimasticate, spesso attinte da articoli di altri colleghi. Che poi abbia il coraggio di andare ad AnnoZero e ribadire le condanne di Geronzi, beh questa e’ un’altra storia ma non serve un giornalista basterebbe un semplice speaker. Il problema, caro avvocato, e’ alla radice e si chiama editoria impura, quella grossa contraddizione che pone capi d’azienda alla proprieta’ di giornali, tv e radio, con l’eclatante caso di Berlusconi che pero’, come ha detto di recente Concita De Gregorio, l’editore lo sa fare. Anche De Benedetti sa fare l’editore ma sui suoi giornali (e neanche nei pezzi di Travaglio) non ho letto una riga sul recente tentativo di strappare le cliniche Angelini, attraverso l’intervento del Governatore Del Turco. Io ho avuto il coraggio di scriverne qualcosa su Internet, ho sentito un passaggio in merito l’altra sera da Vespa, ma non ho letto nulla a firma Marco Travaglio. Troppo facile mettersi contro certi poteri e dimenticarne altri.
    Riguardo ai magistrati, posso dissentire portando dei fatti. Nei giorni scorsi, in occasione del Premio Borsellino, dalle mie parti si sono avvicendati in conferenze magistrati importanti come Forleo, De Magistris, Trifuoggi, Ingroia, etc e nessuno ha negato loro di parlare. Il fatto e’ che certi Pm – e lei lo sa – sono malati di protagonismo e scelgono le luci della ribalta’ anziche’ un sano garantismo, combinando papocchi assurdi che vengono pero’ svelati solo dopo anni di tormenti per i poveri cittadini.
    Riguardo al testo del suo intervento lei scrive ancora: “Seguo la logica giuridica e propongo le argomentazioni, anche partigiane, che la logica giuridica mi consente”. Tutto giusto, per carita’. Ma sarebbe logico rimarcare le opinioni personali dalla giurisprudenza, spiegando che “la tesi della svista” (alla quale non crede neanche il travaglista piu’ convinto) era una “sua” tesi. Non facendolo, visto il suo ruolo e la sua professione, rischia di confondere il lettore, come gia’ capitato con alcuni commentatori di questo blog che avevano preso quell’ultima “sua” frase per oro colato mentre era una semplice, rispettabilissima, opinione.

    La ringrazio e torni a trovarci
    Gabriele Mastellarini

    Scritto da Gabriele Mastellarini il 23 ott 2008

  66. @Mastellarini
    Lei scrive: “Da qualche anno a questa parte il collega Travaglio non riesce piu’ a dare notizie ma ripropone sbobbe rimasticate, spesso attinte da articoli di altri colleghi.”.
    Forse Lei, si sta confondendo con se stesso. Lei si che non riesce a dare una notizia, basta vedere i suoi post, oltre il 50% parlano di Travaglio.
    Si faccia un giro su voglioscendere.it e spulci gli articoli di Travaglio invece di copiaincollare da qualche sito ostile solo delle parti per (come ha scritto Lei) “dargli addosso”. E’ questo il suo giornalismo?

    Saluti

    Scritto da Candidus il 23 ott 2008

  67. Il giornalismo si fa con le notizie. E non con i pastoni quotidiani. AVANTI GMAST!

    Scritto da Gruppo Delfini Curiosi il 23 ott 2008

  68. Perbacco, signor Gambino! D’accordo in che senso? Nel senso che la mia e la sua opinione su Mangano eventualmente convergano, o nel senso che Mangano è stato condannato “per mafia”? Sa, quest’ultima ipotesi è manifestamente smentita da quei fatti che, a suo dire, io avrei inventato, ma che nessuno, tantomeno lei, ha ancora smentito, non essendo possibile farlo.

    Scritto da Lorenzo il 23 ott 2008

  69. @Gruppo Delfini Curiosi
    “Il giornalismo si fa con le notizie. E non con i pastoni quotidiani. AVANTI GMAST!”.

    Infatti, Sig. G. Mastellarini pubblichi una notizia invece dell’ennesimo attacco (senza successo) a Travaglio.

    Saluti

    Scritto da Candidus il 23 ott 2008

  70. CANDIDUS, QUALE ATTACCO? CE NE FAI LEGGERE QUALCUNO? TU PER CHI SCRIVI, PER IL NYT?
    SEI UN ALTRO GRANDE PROFESSORE DI GIORNALISMO?

    Scritto da Gruppo Delfini Curiosi il 23 ott 2008

  71. MASTELLArini…il cognome dice già tutto.

    lui almeno un onorabilissimo cognome lo ha, e lei gentile anonimo? comunque la battuta è vecchia, altri l’hanno già fatta

    sf

    Scritto da Tobby il 23 ott 2008

  72. @SF
    Per ridere un po…
    Se c’è un Marco Travagliato potrebbe starci anche un Gabriele Amastellato, o no?

    :D

    sf

    Scritto da Candidus il 23 ott 2008

  73. @Gruppo Delfini Curiosi
    Basta leggere i post in questo blog di questo mese.
    Poi l’ha ammesso direttamente G. Mastellarini:

    “Credo che dare un po’ addosso a Marco Travaglio in questi mesi sia servito dal farlo scendere un po’ dal pero sul quale era appollaiato. Forse è anche un po’ merito di Filippo Facci e del sottoscritto. Chissà se in futuro il Marcotravagliato business potrà tornare a fare il giornalista “normale” come tutti gli altri. Dopo l’articolo su Vespa, io ci credo e sarei ben lieto di tornare a parlare in termini “positivi” del collega torinese. Credo che Facci la pensi allo stesso modo. (g. mast.)”

    Saluti

    Scritto da Candidus il 23 ott 2008

  74. BRAVO CANDIDUS!
    GABRIELE HA OTTENUTO UN IMPORTANTE RISULTATO, E BISOGNA DARGLIRNE ATTO. QUANDO TRAVAGLIO E’ OBIETTIVO, E’ SICURAMENTE UNO DEI MIGLIORI! EVIDENTEMENTE ANCHE LUI LEGGE QUESTO BLOG! L’OBIETTIVITA’ ALLA LUNGA VINCE SEMPRE. QUESTO NON VUOL DIRE NULLA, LO SAPPIAMO,MA CI SEMBRA IMPORTANTE CHE ANCHE TRA I GIORNALISTI CI SIA OBIETTIVITA’( A MENO CHE UNO NON SIA UN SERVO). SEI D’ACCORDO?

    Scritto da Gruppo Delfini Curiosi il 23 ott 2008

  75. ao… ma il caps su internet significa strillare, ma che te strilli? XD ;)

    Scritto da Tyler il 23 ott 2008

  76. “D’accordo in che senso? Nel senso che la mia e la sua opinione su Mangano eventualmente convergano, o nel senso che Mangano è stato condannato “per mafia”? ”

    Sul fatto che Mangano fosse un mafioso, condannato per reati legati alla sua attività di mafioso: siamo d’accordo su questo o no?
    Se lei ritiene che anche Mangano fosse perseguitato dai giudici cattivi comunisti trinariciuti, lo dica subito così mi tolgo il pensiero di dover continuare a discutere con lei.

    Scritto da Carlo Gambino il 23 ott 2008

  77. Non ho ancora capito, signor Gambino, se lei continua a ritenere che io abbia inventato i fatti di cui ho scritto o se si è ricreduto in merito a questa pesante accusa.
    Credo che prima di procedere oltre sia necessario chiarire questo punto.

    Scritto da Lorenzo il 24 ott 2008

  78. “Non ho ancora capito, signor Gambino, se lei continua a ritenere che io abbia inventato i fatti di cui ho scritto o se si è ricreduto in merito a questa pesante accusa.
    Credo che prima di procedere oltre sia necessario chiarire questo punto.”

    Io le do atto che affermare “Mangano è stato condannato per mafia” è ERRATO, perché le sentenze di condanna di Mangano sono state per reati aventi un diverso nome.
    Nei fatti, però, i reati di cui Mangano fu accusato e condannato erano a tutti gli effetti reati di mafia. Prendiamo i due omicidi per cui fu condannato: Mangano non strangolò e sciolse nell’acido Giovanbattista Romano in un raptus di follia, o – che so – perché lo aveva trovato a letto con sua moglie. Fu un omicidio di mafia.
    A questo punto, dare addosso a Travaglio perché ha “semplificato” in maniera grossolana, è poco utile, mi creda.
    Mangano era un mafioso, punto. Lei non ha inventato nulla, ma nemmeno io. Semplicemente, stiamo guardando la stessa cosa da due angolazioni differenti.

    La vera differenza qual è? Forse è questa: io non smetto mai di dimenticarmi a casa DI CHI viveva, Mangano, nei primi anni ‘70. Lei preferisce non pensarci e attaccarsi ad inesattezze e grossolanità che però non intaccano una verità di fondo: Mangano era un mafioso.
    Travaglio non ha detto “Mangano è stato condannato per abigeato e porto abusivo di alabarda”. Questa, oltre che una cazzata, sarebbe una falsità totale. Travaglio ha detto “Mangano è stato condannato per mafia”. Tecnicamente non è stato così, ma la frase non è falsa, né quanto a significato letterale (condannato per reati che ha commesso non solo PERCHE’ mafioso, ma anche con STILE mafioso: mai saputo di gente non mafiosa che sciolga la gente nell’acido solforico), né quanto ad implicazioni morali riguardanti un certo ex datore di lavoro del Mangano stesso.

    Per me il discorso si chiude qui. Un saluto,
    Carlo

    Scritto da Carlo Gambino il 24 ott 2008

  79. Quindi non è vero, contrariamente a quanto emergeva leggendo il suo intervento, che mi sono inventato i fatti. Molto bene.

    Sempre con riguardo ai fatti veri, quelli per i quali gente precisissima e loro seguaci va matta, ripeto che per l’omicidio in questione Mangano non è stato condannato.

    In conclusione, la frase di Travaglio è proprio falsa: perché nei fatti questa famosa condanna “per mafia” non esiste proprio (e già basterebbe questo), mentre nella sostanza essa raggiunge il suo scopo, e cioè quello di oggettivizzare un’opinione. Niente di più scorretto, per uno precisissimo.
    Saluti.

    Scritto da Lorenzo il 24 ott 2008

  80. “per l’omicidio in questione Mangano non è stato condannato.”

    ??? E’ stato condannato eccome.

    “nei fatti questa famosa condanna “per mafia” non esiste proprio (e già basterebbe questo), mentre nella sostanza essa raggiunge il suo scopo, e cioè quello di oggettivizzare un’opinione.”

    Un’opinione? Quale? Che Mangano fosse un mafioso?
    Quella non è un opinione, Lorenzo. Se ne faccia una ragione. E’ una verità. C’è differenza.

    Scritto da Carlo Gambino il 24 ott 2008

  81. Allora è una questione personale tra lei e i fatti reali. Ribadisco che la condanna all’ergastolo per omicidio nei confronti di Mangano, quella di cui parlava tequilero, è stata emessa in primo grado e non è mai passata in giudicato. Quindi Mangano non è stato condannato per quell’omicidio (né per quello per cui, successivamente e sempre in primo grado, Mangano collezionò un’altra pena massima).
    Se ne faccia una ragione.
    Arrivederci.

    Scritto da Lorenzo il 25 ott 2008

  82. Un bel collezionista sto Mangano, mafioso e spacciatore di droga.
    Alcuni si limitano ai fumetti e alle figurine, lui si è divertito a collezionare condanne per omicidio in primo grado.
    Poi, tre giorni dopo che la Corte di Assise di Palermo lo aveva ritenuto colpevole di aver strangolato e sciolto nell’acido Giovambattista Romano insieme a Gaspare e Giuseppe Bellino, su ordine di Leoluca Bagarella e Brusca, la morte ha posto fine alla sua raccolta.
    Mangano era in detenuto quando è morto perchè, nel tempo libero, si occupava anche di estorsione e traffico di droga.
    Davvero un gran bel collezionista questo mafioso.

    Scritto da tequilero il 25 ott 2008

  83. “la condanna all’ergastolo per omicidio nei confronti di Mangano, quella di cui parlava tequilero, è stata emessa in primo grado e non è mai passata in giudicato.”

    E quindi come condanna non è mai esistita? Ossia, nessun giudice ha deciso per la colpevolezza di Mangano?

    “Quindi Mangano non è stato condannato per quell’omicidio (né per quello per cui, successivamente e sempre in primo grado, Mangano collezionò un’altra pena massima).”

    Che mascalzone, quel Mangano. Morire per fare un dispetto a Marco Travaglio e Carlo Gambino!

    “Se ne faccia una ragione.”

    Vivrò serenamente comunque, caro amico. Le faccio notare che comunque non è riuscito a dimostrarmi che Mangano fosse una brava persona. Cosa che lei, nel suo evidente impeto travaglioclastico, avrà bisogno di argomenti ben più convincenti per fare.

    Addio.

    Scritto da Carlo Gambino il 25 ott 2008

  84. Giusto, nessun giudice ha deciso per la colpevolezza di Mangano (relativamente ai due omicidi in questione).

    Sbagliato, non ho alcuna intenzione di dimostrare che Mangano fosse una brava persona. Ho solo dimostrato che voi non lo siete, dacché parlate, peraltro saccentemente, di cose (i famosi fatti) che non conoscete. O, eventualità ben peggiore, che, conoscendole, nascondete.

    Alla prossima.

    Scritto da Lorenzo il 26 ott 2008

  85. Sicuramente non è una “brava persona” chi utilizza più di un nick all’interno dello stesso blog.
    La Corte d’Assise di Palermo ha condannato Magano all’ergastolo per l’omicidio di Romano.
    Questo è un fatto.
    Magano era un mafioso trafficante di droga, questo un altro fatto.
    Alla vostra prossima incarnazione.

    Scritto da tequilero il 26 ott 2008

  86. Bravo Tequilero, ma temo che Lorenzo da quell’orecchio non ci senta proprio più. Probabilmente per lui Mangano non era un assassino né un mafioso, e questo solo perché detto Travaglio ha detto che invece lo era.
    Ossia: Travaglio dice “beh” e Lorenzo salta subito su: “Non è vero! Bugiardo! Mentitore! Mendace!”

    Speriamo che Travaglio dica un giorno “Berlusconi è un uomo onesto” :)

    Scritto da Carlo Gambino il 26 ott 2008

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