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Cultur@. Cartesio: il teschio vagante “è o non è”?

11 gennaio 2009

di Nicoletta Salata

In questi giorni in Francia è andata in scena una sorta di amletico dilemma riguardante il teschio di Descartes: restare o trasferirsi? In qual caso, considerata la sua attuale collocazione sulla “rive droite”, si tratterebbe infondo di attraversare la Senna per scendere più a sud. Senza tra l’altro neppure scomodare lo psicopompo Caronte il quale a Cartesio, il servizio di traghetto, l’aveva mitologicamente già offerto a Stoccolma l’11 febbraio del 1650 (giorno in cui appunto morì).

L’intrigante e un po’ grottesco dramma è così riassumibile.

René Descartes alias Cartesio nasce a La Haie nella regione di Touraine il 31 marzo 1596, cittadina che in suo onore prenderà successivamente il nome di Descartes. Tra il 1607 e il 1615 studia però nell’allora College Henri IV (proprio da lui considerato uno dei migliori licei d’Europa) che si trova non lontano nella cittadina di La Fleche e che attualmente è divenuto la scuola militare Prytanée (che ospita tra l’altro parte della sua biblioteca). Alla sua morte, avvenuta in Svezia a causa di una polmonite anche se nel 1980 fu avanzata un’ipotesi di assassinio per avvelenamento che però a tutt’oggi non è ancora stata dimostrata, i suoi resti furono sballottati per tutta l’Europa. Tralasciando le varie tappe di questo macabro peregrinare, consideriamo ora soltanto il traguardo ovvero l’attuale collocazione delle sue spoglie, le quali sono custodite in una cappellina della chiesa di Saint- Germain-des-Prés. All’appello manca però il teschio, il quale evidentemente ha vagato nei secoli in solitaria e stando a quanto riferito da Philippe Comar nel suo libro del ’97 “Mémoires de mon crâne, René Descartes” fu inviato nel 1821 al naturalista Georges Cuvier da un chimico svedese. Il reperto, del quale però non si ha certezza (Philippe Charlier, paleopatologo specialista di antiche spoglie, sostiene infatti che di crani di Descartes in circolazione ce ne sarebbero almeno cinque, uno a Stoccolma e altre tre in collezioni private!) è esposto a Parigi al Musée de l’Homme tra il cranio di un uomo di Cromagnon, risalente al paleolitico, e una riproduzione di quello dell’ex calciatore Lilian Thuram. A testimonianza del travagliato vagare del cranio, va sottolineato che la parete occipitale porta incise 12 firme di altrettanti proprietari passati. Ed ecco la ragione del dilemma: il primo ministro francese François Fillon, il quale ha nella cittadina di La Fleche il centro del suo potenziale elettorato, e che già nel 1996 l’aveva reclamato in occasione di un simposio sul filosofo-matematico, è tornato all’attacco. Vorrebbe infatti che il cranio venisse trasferito al Prytanée. Ma anche in Touraine i cittadini insorgono: infondo sono loro ad aver dato i natali a Cartesio. La questione, che avrebbe dovuto essere discussa il 13 gennaio prossimo in occasione di una riunione del consiglio, sembra però essersi risolta venerdì. Fillon ha dichiarato che il cranio resterà al momento nel luogo in cui si trova. E ci sarebbe un’ altra soluzione avanzata da altri studiosi: riunirlo al resto del corpo che come già detto è ospitato dal 1819 nella chiesa parigina.

Una variante interpretativa della teoria cartesiana “cogito ergo sum” sembrerebbe esser stata applicata ed aver fatto quanto meno temporaneamente rinsavire il primo ministro!

Se è vero che Cesare Lombroso fondatore del Museo di Antropologia criminale di Torino che porta il suo nome, decise personalmente che dopo la morte il suo corpo venisse decapitato e sezionato (la sua testa è conservata in un vaso di vetro in formalina), non sappiamo come Cartesio, certamente ignaro della sorte che avrebbe avuto la sua testa e sostenitore del metodo del dubbio, considererebbe questa faccenda che si affanna su un teschio che oltretutto non si sa neppure se sia il suo.

Se da un lato il primo dilemma sembra essersi risolto ecco che ne appare e permane un secondo, ancora più legittimo e azzeccato: è o non è?

 

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