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La nuova F1 delle polemiche e dei ricorsi regala al pubblico un debutto 2009 elettrizzante

30 marzo 2009

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di Sergio Fornasini

Dopo anni di noia mortale, sembra iniziare una stagione 2009 molto vivace per la Formula 1. In Australia, nel primo GP della stagione, le sorprese sono iniziate già prima delle prove, con i reclami sulle soluzioni aerodinamiche adottate da due scuderie non di primissimo piano: la Brawn, cenerentola del circus che ha acquisito team e piloti dalla Honda, e della Toyota, grande costruttore da sempre alla ricerca della stagione giusta che tarda ad arrivare. Il reclamo è stato per il momento respinto, ma i big fra i costruttori hanno subito presentato ricorso.

Fra le polemiche, le nuove monoposto hanno iniziato a macinare giri e la griglia di partenza ha dell’incredibile: la Brawn, scuderia esordiente, ha piazzato entrambe le vetture in prima fila. Non era mai accaduto in Formula 1, se si esclude il primo GP in assoluto nel 1950. Masticando amaro, Ferrari, McLaren e Renault si sono dovute accodare dal sesto posto in giù, e sarebbe andata anche peggio senza la retrocessione delle due Toyota per irregolarità riscontrate durante le qualifiche.

Era dagli epici tempi della Lotus con le minigonne, della Tyrrel a sei ruote e della Ligier con motore Matra e la grande presa d’aria che non si vedeva qualcosa di così innovativo alla partenza di un Gran Premio. I risultati della gara sono andati oltre qualsiasi previsione e le Brawn, sponsorizzate all’ultimo momento dalla Virgin, hanno tagliato il traguardo ai primi due posti: Jenson Button alla sua seconda vittoria ed un Rubens Barrichello rigenerato vanno a festeggiare sui gradini più alti del podio. Complici del successo sono stati i bravi Vettel e Kubica che per un attimo hanno buttato alle ortiche il loro grande talento: mentre occupavano il secondo e terzo posto in classifica sono venuti a contatto distruggendo le rispettive auto. Vettel ha tentato di percorrere gli ultimi due giri su tre ruote emulando il mitico Villeneuve ma ha dovuto mollare, rischiando di prendere la bandiera nera. Terzo arriva Jarno Trulli, partito in ultima fila ed autore di una strepitosa rimonta. Il valido pilota abruzzese sarà però squalificato ore dopo a causa di una manovra ritenuta irregolare in regime di safety car. La sua posizione in classifica andrà al campione del mondo in carica, Louis Hamilton, giunto quarto. Le Ferrari per questa volta si sono perse per la strada, ritirandosi nel mistero di quale rottura meccanica sia occorsa alle monoposto del cavallino rampante.

Se questa è la nuova Formula 1, ben venga. Innovazione e sperimentazione tecnica sono state determinanti nella odierna vittoria della scuderia cadetta. I sorpassi non sono mancati, seppure su una pista difficile come quella di Melbourne. Colpi di scena continui hanno mantenuto vivo l’interesse per tutta la durata della gara, le gomme ritornate finalmente senza quelle ridicole scanalature e le altre modifiche al regolamento hanno vivacizzato il sonnolento spettacolo che la F1 era solita offrire al pubblico. Non bisogna essere dei veggenti per immaginare che, visti i risultati, tutti i team lavoreranno giorno e notte per seguire la strada tracciata dalla Brawn in tema di aerodinamica.

E ad aprile riparte la Moto GP, lo spettacolo è assicurato.

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