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Banda larga, multe per la (scarsa) velocità

16 novembre 2009

speed-meter

da punto-informatico.it

L’Antitrust trova fondamento nelle proteste da parte di vari utenti: Wind, Tele2 e Tiscali offrono informazioni lacunose sulle effettive velocità di navigazione e sulle proprie tariffe. Uno scappellotto da 260mila euro: in totale

Erano stati per primi gli utenti a protestare, attraverso email e blog: le informazioni relative alle varie offerte da parte di alcuni operatori ADSL risultavano piuttosto scarne, soprattutto sulle velocità effettive di navigazione. E così è intervenuta l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) che, nell’ultimo bollettino settimanale pubblicato, ha fatto luce sulla situazione, risolvendola con una serie di multe a carico di Wind, Tele2 e Tiscali. Le sanzioni comminate, tuttavia, non rischiano di compromettere il futuro commerciale delle tre società telefoniche: ammontano complessivamente a 260mila euro.

L’Authority guidata da Antonio Catricalà ha dunque riconosciuto la fondatezza dei vari problemi segnalati in precedenza dagli utenti, particolarmente legati a velocità di trasferimento dati sconosciute e tariffe a consumo non brillanti nella propria chiarezza. Nel documento online di AGCM tutto questo è stato inserito sotto la voce politiche commerciali scorrette.

Si apprende che tra il dicembre 2007 e l’aprile 2009 sono arrivate 35 segnalazioni complessive, di cui 17 all’Unità Call Center istituita dall’Autorità. Ciò che emerso: una condotta scorretta di Tele2 in riferimento agli standard qualitativi di erogazione del servizio di collegamento ad Internet in modalità ADSL. “Nelle pagine relative alla propria offerta commerciale – si legge nel bollettino – Tele2 non chiarisce se la velocità dichiarata nelle proprie offerte commerciali sia quella di navigazione oppure quella di connessione, di minor rilievo per le scelte economiche del consumatore”. Infine, non è chiaro se ci sia una velocità minima garantita per le varie offerte e in quali condizioni è possibile arrivare alla velocità massima. Curioso il caso di un cliente che ha spedito a Tele2 una mail sostenendo di navigare ad una velocità notevolmente inferiore a quella pubblicizzata. La risposta dell’operatore ha precisato: le statistiche di connessione per lo scambio dati del singolo cliente erano nella media.

Quindi, si è chiesta AGCM, se Tele2 possiede le informazioni sulla velocità media di navigazione, perché non le rende note ai propri clienti? C’è di più: Tele2 non avrebbe informato in maniera corretta che per le tariffe a consumo avrebbe fatturato anche il tempo in cui il router fosse rimasto acceso, a computer spento. Informazioni poco chiare e tariffe ingannevoli. Il risultato? 120mila euro di multa a Tele2, con altri 90mila comminati a Wind per motivi analoghi, ovvero aver “indotto i consumatori a ritenere di poter navigare in Internet ad una velocità particolarmente elevata, superiore a quella che molti utenti poi riescono a fornire”.

Tiscali, che sembra non aver nulla da nascondere relativamente a tariffe e router, è stata anche lei multata per ribasso di velocità dall’Authority, per una cifra complessiva di 50mila euro. La stessa cifra era stata inflitta alla fine dello scorso mese, sempre da parte di AGCM: in quel caso, la motivazione era stata aver ostacolato il diritto dei propri clienti a trasferire le relative utenze presso altri operatori.

Mauro Vecchio

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