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ABOLIZIONE DEL CONTANTE: UN BUSINESS PER LE BANCHE

23 dicembre 2011

di Gianluigi De Marchi

Lotta alla criminalità organizzata? Forse…

Lotta all’evasione fiscale? Forse…

Regalo alle banche? Sicuro!

La riduzione (ormai prossima al traguardo dell’abolizione completa) dei pagamenti in contanti è stata presentata come una grossa conquista per debellare due nemici dello Stato, la criminalità organizzata e l’evasione fiscale che entrambe minano l’organizzazione pubblica attraverso l’accumulo di capitali enormi. Ma molto probabilmente gli obiettivi tanto magnificati saranno in qualche modo elusi, come sempre, dalla maggior fantasia dei criminali rispetto alle forze dell’ordine. Facciamo subito presente che non è difficile, per vendite di due/tre mila euro provvedere ad emettere due/tre ricevute per poter incassare contanti anziché assegni; certo, non si può fare per cifre molto superiori, ma intanto l’evasione spicciola potrà continuare a prosperare.

Quanto alla criminalità organizzata è ormai da tempo “in guanti bianchi”, sposta miliardi con un click da una banca panamense ad una svizzera e non si preoccupa più di tanto di girare con mazzette vistose.

Il grande business è per le banche, che si vedranno “regalare” miliardi di euro di commissioni aggiuntive, incrementando i loro già pingui bilanci a spese della collettività. Molti saranno obbligati ad aprire un conto corrente, tutti saranno obbligati a chiedere un bancomat, molti saranno obbligati a chiedere una carta di credito. Ed ogni richiesta è fonte di commissioni, spese, balzelli di vario tipo a beneficio del sistema bancario. Tra le tante liberalizzazioni progettate, promesse (e mai realizzate…) dai governi di ogni colore e di ogni natura manca sempre la “zampata definitiva” quella che abbatta drasticamente i proventi delle banche. Pensiamo agli acquisti con Bancomat o carta di credito: la banca incassa una commissione dal commerciante (che così vede ridotto del 5-6% il suo incasso; non è poco, di questi tempi), ed una dal cliente (attraverso il costo annuo della carta, le spese mensili e gli eventuali interessi per la rateizzazione del pagamento). Il tutto senza i gravosi costi del conteggio, custodia e spostamento del contante.

Avremo presto un’economia senza contante e banche senza cassieri?

Consiglio per i lettori: non fatevi condizionare, se volete usare il contante, continuate a farlo (rispettando la legge); e magari preparatevi al baratto, prossima tappa per sfuggire alle grinfie delle banche (io ti do 10 chili di frutta, tu mi dai una T shirt).

demarketing2008@libero.it

  1. 2 commenti presenti

  2. A Gianluì, e che famo con le tonnellate di monetine che sono raccolte soprattutto da Atlantis, la maggiore concessionaria da parte del Ministero delle Finanze delle macchinette per i giochi d’azzardo? Chi le cambia e come? Premesso che lo Stato Biscazziere mi fa un po’ impressione … almeno se su quelle macchinette diaboliche fosse obbligatorio scrivere un avvertimento del tipo di quelli stampati sui pacchetti delle sigarette: “Attenzione, il gioco manda in rovina te e la tua famiglia” … almeno … ma poi, Atlantis … da Report avevo appreso che fa capo a Cosa Nostra, che era stata multata per 700 milioni di euro poi risotti a … ma perchè, ridotti? A me i miei F24 chi me li riduce? Con …tanti saluti

    Scritto da Riccardo il 4 gen 2012

  3. io non uso la carta di credito o il bancomat, continuerò imperterrita a usare il contante e i soldi che mi avanzano (pochi) da adesso in poi, li terrò sotto la mattonella.

    Scritto da Fayruz il 19 gen 2012

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