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FINANZIARIA E SACRIFICI: BENE, BENISSIMO, MA PER TUTTI!

25 maggio 2010

di Gianluigi De Marchi per dituttounblog.com

Parola d’ordine: sacrifici.

Con l’espressione di Churchill, è il momento di “lacrime e sangue” (per fortuna solo in senso metaforico, e con riferimento ai soldi, non alle vite umane).

Siamo tutti pronti ai sacrifici, ci mancherebbe altro.

Però, che siano sacrifici “mirati”, non massacri alla cieca.

Per capirci: va bene, decurtiamo le munifiche prebende a favore dei parlamentari (lavorano tre giorni la settimana e portano a casa 15.000 euro netti al mese!), dei ministri (lavorano un po’ di più, ma portano a casa almeno 20.000 euro al mese), dei dirigenti pubblici (guadagnano forse un po’ meno, ma hanno mille tutele, il posto caldo, i benefits, ecc.).

Ma non fermiamoci qui, per favore, caro Giulio!

Tassiamo i grandi banchieri (o presunti tali…) come Profumo, Salza o Passera che si portano a casa 5-6 milioni all’anno ed hanno provocato sconquassi  a non finire pagati da noi!

Tassiamo le banche che, dopo aver chiesto le coperture finanziarie allo Stato (quindi a noi) hanno ricominciato come prima coi loro stramaledetti contratti derivati, generando utili stratosferici (distribuiti in via prioritaria a loro, e solo dopo agli azionisti beffati!). E il bello è che se ne vantano pure, magnificando i risultati economici come se fossero miracoli dovuti alla loro efficienza e non alla loro capacità di rapinare i clienti investitori e di strozzare i clienti debitori con swaps e contratti derivati.

Tassiamo calciatori ed allenatori che per quattro calci al pallone portano a casa 10-20 milioni l’anno e possono tranquillamente versarne il 50%, almeno per un anno o due. Resteranno con abbastanza per continuare a mangiare, se vogliono, aragosta annaffiata da champagne tutti i giorni della settimana, tutti i mesi dell’anno. E quando vincono la Champions league applaudiamoli sì, ma pretendiamo che i compensi siano limati in misura significativa e pesante; se andranno in Spagna, non troveranno certo una situazione facile, lì stanno peggio di noi…

Cameron ha avuto il coraggio di metter mano non nel portafoglio dei sudditi, ma in quello dei “padroni della finanza”, ed è un rappresentante della destra, non è un bieco comunista…

Non tappezziamo l’Italia di manifesti con scritto “Anche i ricchi piangano“, ma almeno tranquillizziamo gli italiani che “Anche i ricchi pagano” il loro contributo per uscire dalla crisi!

Demagogia? No, banale equità fiscale, e introduzione di un’etica collettiva che, almeno nei momenti di tragedia come quelli che viviamo adesso, prenda il sopravvento sull’egoismo!

  1. Un commento presente

  2. l’operaio del pubblico impiego e non, non deve più fare sacrifici perchè è già in croce, quindi questa losca casta rimetta i soldi rubati al posto

    Scritto da mari il 25 mag 2010

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