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Alla Consulta la difesa dei giudici contabili a mezzo avvocati

5 agosto 2008

No alla caccia alle streghe per gli errori dei giudici. A tutti i magistrati (anche quelli contabili e amministrativi) la difesa di un avvocato nel processo discplinare. Lo deciderà la Consulta.

di Gabriele Mastellarini per “Il Sole24Ore” – Professionisti

 È «irragionevole» privare il magistrato amministrativo o contabile sottoposto a processo disciplinare «della facoltà di nominare un difensore professionale». Sulla base di questo assunto il Tar Torino ha chiesto alla Consulta di togliere una barriera, invalicabile anni fa ma scalfita dalla stessa Corte costituzionale, con la pronuncia 497 del 2000, che ha consentito ai soli magistrati ordinari sottoposti a procedimento davanti al Csm di avvalersi di un avvocato di fiducia, anziché farsi difendere da un altro togato, come imponeva la legge 511 del 1946.

Davanti al Tar del Piemonte si era presentato il procuratore regionale della Corte dei Conti esponendo il conflitto tra due norme (le leggi 186/82 e 117/88) che non pongono sullo stesso piano i magistrati ordinari con quelli contabili e amministrativi. Al procuratore era stata inflitta la sanzione disciplinare dell’ammonizione per aver espresso valutazioni sulle aggressioni dei poliziotti ai manifestanti No-Tav.

Il magistrato chiedeva di essere rappresentato da un avvocato di fiducia ma il Consiglio di presidenza, leggi alla mano, glielo aveva impedito.
La prima sezione del Tar (presidente Bianchi, estensore Graziano) ha quindi rimesso gli atti alla Corte costituzionale. «Nel nostro ordinamento – è scritto nell’ordinanza – ogni magistrato, sia che appartenga all’ordine giudiziario, sia che appartenga ad altre magistrature è dotato della prerogativa dell’indipendenza, che lo distingue da tutti gli altri funzionari dello Stato».

E se i magistrati sono tutti uguali, devono potersi difendere allo stesso modo.
«Il procedimento disciplinare deve essere la sede hi cui si esaltano le garanzie di libertà e di difesa» e non deve essere avvertito nell’opinione pubblica «come l’occasione per una “caccia alle streghe”», nei confronti di giudici o procuratori.
«Anche i magistrati contabili e amministrativi» devono avere lo stesso trattamento di quelli ordinari e poter essere rappresentati da un avvocato: «Una figura professionale dotata di un background di tecniche difensive affinate nella pratica giudiziaria quotidiana ed esaltate dall’attitudine all’analisi del fatto e dall’eloquenza».

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