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Se questo è un uomo

5 febbraio 2010

Dalle immagini viste in tv, il volto del premier è apparso rugoso come le pietre sullo sfondo nonostante il trucco evidente, avete notato? Colpa della luce radente, dell’età o di entrambe le cose? La prossima volta è forse meglio che si faccia accompagnare da una troupe televisiva di fiducia. Tanto per non cambiare, in conferenza stampa si è lasciato andare ed ha raccontato una barzelletta. Ma dove lo troveremmo mai un altro come Lui?  (sf)

Massimo Gramellini da www.lastampa.it

Ma come farà a essere israeliano con gli israeliani e palestinese coi palestinesi? Ad affermare, davanti a Netanyahu, che bombardare Gaza fu «una reazione giusta» e due ore dopo, davanti ad Abu Mazen, che le vittime di Gaza sono paragonabili a quelle della Shoah?

Zelig si limitava a cambiare faccia, a seconda dell’interlocutore da compiacere. Ma questo è un uomo in grado di cancellare il tempo e lo spazio. Riesce a stare con il pilota dell’aereo che sgancia le bombe e nel rifugio sotterraneo con i bombardati. In contemporanea, e dispensando a entrambi parole di comprensione. Nella sua vita precedente insegnava ai venditori di pubblicità a essere concavi coi convessi e convessi coi concavi. Una volta li sfidò a salutare cinquanta clienti, trovando un complimento per tutti. Solo stringendo la mano al cinquantesimo, un uomo brutto e sgradevole, rimase perplesso. Poi gli disse: «Ma che bella stretta di mano ha lei!».

Molti hanno letto quei manuali americani che insegnano a infinocchiare il prossimo in 47 lezioni. Ma solo lui ha il fegato di applicarne il precetto fondamentale: credere sempre a quel che dici, anche quando è il contrario di quel che hai appena detto. Una tecnica che evidentemente funziona persino con le vecchie volpi mediorientali. Come farà?

Vorrei tanto chiederglielo, se non fosse che lui nel frattempo si è già spostato nella basilica della Natività, a Betlemme, dove sta raccontando ai frati una barzelletta sulla Madonna che avrebbe preferito una femminuccia. A quel punto mi arrendo.

  1. 2 commenti presenti

  2. Gramellini è abituato ai tinelli torinesi, non ai canapé internazionali. Ogni tanto gli riesce qualche opinione azzeccata, certe volte lo sfoggio di originalità si confonde con la battuta di spirito. E’ un “grammelot” che produce corsivi, e basta. Sopravvalutato, sottovaluta gli altri. Se in questi giorni scrivesse un corsivo sarcastico su Montezemolo (quello che dice che la Fiat negli ultimi anni non ha ricevuto niente dallo Stato) o su Marchionne (quello che dice di rinunciare volentieri agli incentivi dello Stato dopo avere incassato quattrocentomilioni euro in crediti di imposta), dei quali in definitiva è dipendente a La Stampa, Gramellini forse riuscirebbe più arguto e indipendente. Il premier italiano è diventato protagonista (richiesto da entrambe le parti) nella controversia tra Israeliani e Palestinesi, e le sue affermazioni contraddittorie (e perciò equilibrate; non voce dal sen fuggita) valgono bene una… messa, tanto è vero che né le autorità dello Stato ebraico hanno fatto una questione per l’equiparazione della Shoah alla tragedia di Gaza, né le autorità palestinesi per la giustificazione della reazione bellica israeliana. Si sa come va il mondo, qualcuno lo spieghi all’interprete.

    Scritto da Fabrizio Spinella il 6 feb 2010

  3. No incentivi, premier rugoso.

    Scritto da Jacques l'Olonese il 11 feb 2010

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