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Tempi duri per l’informazione

1 luglio 2010

Sarà per la crisi, sarà per il fastidio stizzito che la semplice pubblicazione di notizie procura ai politici, sta di fatto che passo dopo passo l’informazione nel nostro Paese sta subendo danni gravissimi. Pesanti sforbiciate sono state introdotte dall’ultima finanziaria: oltre a rilevanti tagli all’editoria su carta stampata, l’articolo 10-sexies in pratica decreta la condanna a morte di molte emittenti locali. L’aspetto più paradossale della vicenda è come la stragrande maggioranza dei mezzi di informazione si siano limitati a trattare superficialmente l’argomento a botta calda, poi hanno smesso completamente di farlo.

Non credo che lo strano e masochistico fenomeno sia dovuto a indifferenza, sono piuttosto propenso a pensare che per gli editori minori si tratti del timore di scomparire definitivamente dall’editoria in caso di reazioni troppo marcate. Un po’ come il cagnolino che viene maltrattato e subito torna dal padrone a leccare la mano che l’ha appena colpito, invece di morderlo come meriterebbe. C’è qualche eccezione, poche in verità e per fortuna del padrone. Tipo un giornalista della piccola emittente TeleJato, si chiama Pino Maniaci ed ha avuto l’ardire di scrivere una lettera insieme ad altri giornalisti, arrivado addirittura (orrore!) ad inviarla al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Secondo me il nostro caro premier ed il suo governo si stanno dando troppo ed inutilmente da fare per limitare la libertà di informazione, tutto tempo ed energie sprecate. Non serve alcuno sciopero nell’acquisto dei quotidiani o misure repressive tipo il DDL sulle intercettazioni: i fenomeni di malaffare e corruzione vengono ormai assorbiti nel sentimento comune come consueti ed inevitabili, tipo il cielo è blu e l’acqua è bagnata. Tipo la sua barzelletta sulla ciulatina con la cameriera, ormai non si fa nemmeno più caso alle Sue figuracce planetarie. Tutto questo sta avvenendo in un quadro politico e sociale degratato e le capacità di reazione, insieme alla coscienza critica, sono state per anni affogate nella melassa tinta di rosa del vero e potente media: la televisione. E visto che in questo campo ha tutto in mano Lui, qual è il problema?

Insomma tanta fatica per nulla, lasci pure i giornali liberi di pubblicare ciò che vogliono. Al massimo riusciranno a scalfiggere in misura infinitesimale la sua immagine ed il suo sorriso, quasi non se ne accorgerà nemmeno Lui.

(Sergio Fornasini per ditutounblog.com)

  1. 3 commenti presenti

  2. E non solo per l’informazione…
    http://www.youtube.com/watch?v=LJBN5hI9460
    Questo io lo chiamo fascismo!

    Scritto da Sunny il 1 lug 2010

  3. La libertà di informazione è limitata dagli editori.
    Sembra un argomento facile, ognuno del resto può dire la sua, perfino Pino Maniaci, sul quale farei un approfondimento: il personaggio merita.

    Scritto da Javier il 1 lug 2010

  4. Javier… in che senso?

    Scritto da Sunny il 1 lug 2010

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