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Le agenzie di rating americane (cioè USA) hanno declassato mezza Europa, Italia compresa, ovviamente. Detto altrimenti: cui prodest? A chi giova?

15 gennaio 2012

di Riccardo Lucatti

Carneade, chi era costui? Questa la domanda che risuona i un passo dei Promessi Sposi, si, sempre quelli, quelli scritti da tale Alessandro Manzoni. Oggi noi dobbiamo porci ben altre domande, in particolare sulle Agenzie di rating USA:

  1. Chi sono i loro azionisti?
  2. Al loro interno, chi approva e firma la dichiarazioni finali dei loro esperti, frutto di profonde analisi, con le quali vengono attribuite le pagelle?
  3. Da dove provengono i loro ricavi? Chi ha pagato il lavoro che ha condotto alla redazione dei declassamenti europei? Oppure hanno lavorato gratis?
  4. Quali responsabilità hanno allorchè commettono errori macroscopici, ad esempio classando con la tripla A banche e società che dopo pochi giorni o alcuni mesi falliscono?
  5. Quale responsabilità è stata loro ascritta quando hanno ammesso la pratica dei titoli derivati della loro cartolarizzazione?
  6. E’ vero che l’Europa sta studiando se e come richiedere i danni alle citate Agenzie, di fronte a loro certificazioni non veritiere che abbiano causato forti perdite alle borse, agli Stati ed alle economie europee?
  7. Quali garanzie abbiamo che si sia di fronte ad azioni che possono rappresentare veri e propri reati di turbativa dell’andamento dei corsi delle borse?
  8. Perché l’Europa non crea una ERA, European Rating Agency, per classare le agenzie USA?
  9. Perché non si indaga sui grossi movimenti di titoli sovrani avvenuti subito prima e subito dopo questi declassamenti europei di massa?
  1. Un commento presente

  2. Bravissimo, finalmente qualcuno che dice le cose come stanno, conoscendo il mestiere. Possibile che i Professori non riescano a stroncare lo squallido commercio del rating in cui i soliti noti (Goldman Sachs & Co.) guadagnano miliardi di dollari alle spalle del resto del mondo? e bloccare i derivati, le vendite allo scoperto di BTP con prestito di titoli stupidamente effettuato dalle banche italiane?

    Scritto da gianluigi de marchi il 23 gen 2012

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