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Dalla Svizzera con italico ed editoriale amore

16 novembre 2008

Ticino online intervista Marco Travaglio

ho scovato nella rete una interessante intervista a Marco Travaglio, buona lettura (sf)

LUGANO – “Stanotte torno a dormire a Milano, sono qui perché mi hanno invitato, non sono in esilio. Credo di essere un giornalista che dato il lavoro che fa non piace ai politici e, sinceramente, mi preoccuperei del contrario. Se un giornalista piace a tutti i politici tendenzialmente ha sbagliato mestiere. Quelli sono consensi che non bisogna meritarsi. Non solo non bisogna riceverli, non bisogna neppure meritarseli, proprio come diceva Longanesi dei premi letterari”, questo il brillante inizio dell’intervista rilasciata dal giornalista giudiziario Marco Travaglio prima dell’incontro con il pubblico organizzato ieri sera all’Hotel Pestalozzi e che ha preceduto lo spettacolo al Teatro Sociale di Bellinzona.

Nella ormai famosa intervista del 10 maggio a Che tempo che fa lei ha detto che né la sinistra né la destra avevano interesse a parlare delle amicizie di Schifani, seconda carica istituzionale italiana, ma che lei, essendo giornalista, lo deve fare. Un obbligo nei confronti della popolazione?

“Eh sì, mi sembrava interessante dire chi era la persona appena eletta a Presidente del Senato. Io so chi è Schifani e sentivo la necessità che anche gli italiani lo sapessero, inoltre in televisione nessuno lo aveva mai raccontato. Era stato spiegato solo in alcuni libri, per altro mai querelati, e proprio in quei giorni, giustamente, tutta la classe politica celebrava Lirio Abbate. Un giornalista che vive sotto scorta a Palermo per aver scritto un libro nel quale parla anche di due persone che erano in società con Schifani e che oggi sono condannate per mafia. Non si tratta quindi di una semplice amicizia o di una frequentazione occasionale. Immagino che generalmente ci si informi sui soci con cui si forma una società. Può anche darsi che i suoi soci all’epoca fossero completamente al di  sopra ogni sospetto, ma mi sembra lecito sapere che queste persone erano in società con l’attuale presidente del Senato. Lui potrà dire che non sapeva chi erano o che, all’epoca, non si poteva sapere chi fossero. Ciò non toglie che è un’informazione che si deve dare”.

Questa omertà è solo italiana?

“Proprio oggi ho letto il questionario che Obama ha distribuito a tutti quelli che si candidano ad uno degli ottomila posti da occupare nell’amministrazione americana. Fanno domande su cosa hai scritto nel tuo diario personale, su chi hai parlato, sulle possibili amicizie o incontri che potrebbero essere controversi. Tutte queste domande per assumere degli impiegati, non certo la seconda carica degli Stati Uniti. Quelli che si sono stupiti di quello che io ho detto su Schifani dovrebbero vergognarsi”.

Ma la popolazione è veramente interessata alle amicizie di Schifani e più in generale agli affari e amicizie dei politici che li governano?

“Credo che indipendentemente da quello che il singolo è interessato a sapere noi dobbiamo fargli sapere tutto quello che secondo noi è giusto che si sappia in una democrazia. Chi non è interessato non compra il libro o cambia canale. Per fortuna noi giornalisti, a differenza dei politici, stiamo sul libero mercato. Se siamo bravi vendiamo i libri, se non siamo bravi non li compera nessuno, se siamo bravi troviamo lavoro se non lo siamo non lavoriamo. I politici no. Ormai si autonominano con una legge elettorale che gli consente di non sottoporsi nemmeno al vaglio dei cittadini e nello stesso tempo, una volta arrivati lì, decidono loro stessi il proprio stipendio e i propri aumenti. Vivono in una realtà che si trova fuori dal mercato; non c’è meritocrazia nella classe politica. Per fortuna a noi giornalisti non capita, io poi sono un freelance e nessuno è obbligato a farmi lavorare”.

Questa differenza ha fatto molto discutere giovedì sera ad Annozero.

“Sì se ne parlava perchè c’era questo strano personaggio, il sottosegretario Castelli, il quale quando si parlava dei costi dei partiti ha risposto chiedendo quanto guadagna Gian Antonio Stella. Stella è rimasto addirittura imbarazzato dalla domanda di Castelli e gli ha risposto d’aver dichiarato circa 300 mila euro compresi i diritti di un libro che ha venduto un milione e mezzo di copie. Essendo Stella il miglior giornalista italiano secondo me guadagna ancora poco, so per certo che fuori dal Corriere della Sera c’è la fila dei giornali che vorrebbero ingaggiare Gian Antonio Stella e quindi, giustamente, il Corriere se lo tiene stretto e per farlo lo dovrà pur pagare visto che ha mercato. Il problema è che lo stipendio di Stella non lo pagano i cittadini italiani ma il Corriere della Sera che è un’azienda privata che usa criteri di merito. Fosse un cialtrone non gli darebbero una lira, non lo farebbero nemmeno lavorare e nessuno lo vorrebbe. Se il suo libro La Casta non avesse venduto una copia all’ultima dichiarazione dei redditi non avrebbe dichiarato quella cifra. Ma cosa devi fare se scrivi un libro e vendi molte copie? Non dichiari il guadagno per non apparire? È una follia… eppure la domanda sullo stipendio di Stella l’ha fatta Castelli e qualcuno magari si sarà anche detto: ‘guarda un po’ quanto guadagna Stella’. Ma a chi interessa, non lo paga mica lui lo stipendio di Gian Antonio Stella”.

Il Ministro Castelli però parlava di finanziamenti pubblici.

“Comincio con il precisare che io sono contro questi finanziamenti pubblici. A parte questo mi chiedo quanto possano essere influenti gli otto milioni di euro che il Corriere della Sera prende dallo Stato su un fatturato della Rizzoli di due miliardi di euro. Se anche non li ricevessero più per il Corriere della Sera non cambierebbe nulla. È una questione ridicola che nasce dal fatto che in Italia si fanno gli sconti sulle spedizioni postali ai giornali. Questo perchè i giornali italiani ricevono meno pubblicità rispetto alle televisioni, che ricevono la parte maggiore. Siamo l’unico paese in Europa che non ha un tetto massimo di pubblicità televisiva per cui i giornali stanno alla fame. Visto che il tetto non si può mettere perchè il presidente del consiglio non lo vuole lo Stato versa questo finanziamento per convogliare sui giornali un po’ dei soldi provenienti dalle pubblicità. È proprio per questo che ci sono i contributi statali a tutta la stampa”.

Non ha mai pensato che le sue battaglie potessero favorire il presidente del consiglio che può così atteggiarsi a vittima?

“Penso che se lui si avvantaggiasse del mio lavoro, invece di denunciarmi quotidianamente o di farmi denunciare dai suoi collaboratori o dalle sue aziende, non dico che mi pagherebbe ma almeno la smetterebbe di perseguitarmi. Potrei anche stancarmi della situazione e se gli faccio comodo l’ultima cosa che può augurarsi è che io smetta. In realtà penso sia una leggenda metropolitana, credo invece che gli facciano molto comodo quelli con i quali si trova molto bene come Vespa. Si può anche andare a vedere con chi se la prendono i suoi giornali e le sue televisioni. Se la prendono sempre contro di noi che lo descriviamo per come è realmente. È contento se qualcuno dice che questo tipo di giornalismo fa il suo gioco perchè, infatti, a sinistra molti ci credono e quindi non lo attaccano più. Veltroni addirittura ha fatto una campagna elettorale senza neanche nominarlo”.

Cosa si può dire dell’opposizione del PD?

“Il PD non ha più nessun legame con la società. Decidono in quattro gatti e poi, quando esplode una protesa come quella degli studenti, degli insegnanti e dei genitori, tentano di rincorrerla in maniera trafelata, ridicola e ritardataria. Temendo che Di Pietro potesse fare sua la rivolta contro la riforma della scuola hanno proposto dei referendum senza nemmeno rendersi conto che non possono farlo. Quando è stata violata la costituzione con la legge Alfano il referendum non lo hanno voluto fare, come se non interessasse alla gente. Se però si va a vedere i sondaggi sul gradimento del governo di Berlusconi ci si accorge che il momento di più basso consenso è stato proprio a luglio con la legge Alfano. Adesso sta nuovamente perdendo punti con la legge sulla scuola”.

È un’opposizione che sbaglia strategia e tempi?

“Questa è la dimostrazione che quando c’è qualcuno che fa un’opposizione in piazza, anche in maniera dura e anche con un referendum, Berlusconi paga pedaggio e se oggi ha un consenso così spropositato rispetto ai meriti, che sono quasi zero, ed ai demeriti, che sono tantissimi, è anche dovuto al fatto che finora si è visto solo Di Pietro in Parlamento”.

Guardando la politica italiana dal Ticino sembra di assistere ad un muro contro muro che non porta a nulla. Ogni tanto sembra che le parti siano più litigiose che costruttive. Lei cosa ne pensa?

“In Italia non vedo niente di tutto questo. Ho visto la campagna elettorale americana dove i due candidati si sono attaccati all’arma bianca mentre in Italia Veltroni non ha mai nominato Berlusconi. Lo avesse fatto magari avrebbe ottenuto qualche voto in più. In realtà ha fatto terra bruciata attorno a se per evitare d’avere accanto coloro che lo attaccavano pensando che questa sarebbe stata una legislatura in cui PD e PDL avrebbero potuto dialogare felicemente. Non possono farlo perchè Berlusconi non ha né interesse né bisogno del dialogo, inoltre ha una concezione della politica in cui chi va al governo prende il potere e quindi fa esattamente quello che vuole travolgendo la costituzione, la libertà di stampa, l’indipendenza della magistratura, la volontà degli insegnanti e degli studenti. Non gliene importa niente di niente”.

In che senso?

“Se ne va in Russia ed annuncia improvvisamente che l’Italia è alleata con Putin anche se nessuno in Parlamento ne ha mai parlato. Non esiste un luogo dove si discute e si prendono le decisioni. C’è un signore che decide e la sua maggioranza, come un esercito di ‘yes man’, alza la mano e applaude. Tutto ciò che pensa e dice diventa legge e vangelo. Mi domando in quale altro paese succede una cosa del genere e se succedesse cosa farebbe l’opposizione. In Italia è praticamente inerte, non fa nulla. Non ci sono più nemmeno le forme della democrazia, è una dittature sudamericana travestita da democrazia perchè mantiene tutte le istituzioni ma queste sono svuotate dal suo interno”.

È questa assenza di democrazia che impedisce alla popolazione o a chi di dovere di chiedere a Schifani, e a chi si trova nella situazione di dover dare delle spiegazioni del proprio operato, di farlo?

“Se certe cose non le si leggono sui giornali e non le si sentono dire alla televisione come si fa ad esserne a conoscenza per poi andare a chiedere spiegazioni a chi di dovere? La campagna elettorale statunitense è servita alla popolazione per farsi un’idea molto precisa di chi erano i due candidati. McCain è anziano ed ha dovuto presentare le proprie cartelle cliniche alla stampa che le ha potute visionare per un pomeriggio intero. Tutto questo per spiegare ai cittadini se un uomo di quell’età può governare in piena salute e coscienza per quattro anni. Noi ogni tanto sentiamo dire che Berlusconi è andato a fare delle ‘cose’ in America; quando pensa che gli faccia comodo da delle informazioni ma non esiste un abitudine di un controllo dell’opinione pubblica su chi detiene il potere. Figuriamoci sulle vicende come quella di Beppe Pisano”.

Chi è Beppe Pisano?

“È stato eletto presidente dell’anti mafia, e stava in barca con Roberto Calvi e Flavio Carboni mentre il Banco Ambrosiano colava a picco. Quando la commissione P2 ha scoperto che frequentazioni aveva Pisano il governo Fanfani lo ha cacciato da sottosegretario al tesoro. Adesso Pisano dovrebbe fare il presidente della commissione antimafia? E nessuno ha detto niente. Quando è stato eletto il PD si è astenuto e alla fine la Finocchiaro ha detto: ‘sarà un grande presidente’. Se l’opposizione non deve dire neppure queste cose sarebbe meglio cambiargli nome, si potrebbero chiamare ‘i diversamente concordi’ come li chiama la vignettista di Repubblica così avremmo capito il loro ruolo nel parlamento italiano. Opposizione è una parola forte; ti devi opporre altrimenti che opposizione sei?”

Prima ha parlato di una dittatura, quali sono le differenze con l’autoritarismo degli anni ’30?

“È una forma nuova perchè come dice Giovanni Sartori questo è un regime mediatico fondato sulla televisione e non più sul manganello; anche se ogni tanto qualche manganello ancora rotea. Non si può quindi parlare di ritorno del fascismo perchè nonostante tutto il fascismo aveva dietro di sè una cultura e un’ideologia. Qui non c’è niente, non c’è cultura ma c’è un’azienda. Se uno prende il governo Mussolini e fa l’elenco dei ministri e poi lo confronta con quello di Berlusconi la differenza è evidente. Mussolini come ministro aveva: Giovanni Gentile, il più grande filosofo italiano; Bottai il più grande intellettuale italiano; Stefani, il più grande economista italiano; Alfredo Rocco, il piu grande giurista italiano; quelli erano fascisti ma almeno qualcosa lo avevano letto. Ora abbiamo un ministro che faceva i calendari, il ministro dell’istruzione fa l’avvocato perchè ha dato gli esami a Reggio Calabria nonostante sia di Brescia… e poi se la prende con i docenti del sud che promuovono tutti. Non c’è nessuna ideologia dietro l’attuale governo, c’è una società che aveva dei problemi e che li ha risolti a carico degli italiani. È un nuovo tipo di regime e non a caso il cavaliere sembra trovarsi a suo agio con Putin”.

Come viene visto il Ticino e la Svizzera dall’Italia?

“Non è che se ne parli molto. Se ne parla sempre quando si scopre che qualcuno aveva dei soldi in Svizzera o cose di questo genere. Viene vista comunque come una terra molto solida e molto chiusa all’interno della quale ci si sente protetti anche con i propri patrimoni, anche se poi si sono fatti molti passi avanti in fatto di segreto bancario. Ce ne siamo accorti quando all’improvviso si è deciso di cestinare le rogatorie perchè si diceva fosse carta straccia. Immaginare che i banchieri svizzeri mandassero ai magistrati italiani carta straccia è decisamente difficile, ci poteva credere giusto qualche imbecille. Quando arriva una contabilità bancaria dalla svizzera è difficile che sia carta straccia. Quando abbiamo intervistato Bertossa, Bernasconi e tanti altri o quando veniva in Italia Carla Del Ponte c’è comunque un’aurea di serietà e professionalità estrema. Se siamo riusciti a far condannare Contrada che prendeva soldi dallo Stato e lavorava per la mafia è stato anche grazie a gente come Carla del Ponte che è andata a testimoniare. C’è un’immagine di serietà che al di la di tutto emana da queste terre”

  1. 91 commenti presenti

  2. Travaglio prosegue nella sua passione per le anticaglie, siano essi governi o giornalisti.
    La macchina del tempo deve essere guasta.
    Urge intervento di D’Avanzo per riportarlo nel presente.

    Saluti

    Scritto da DeanKeaton il 16 nov 2008

  3. “questo è un regime mediatico fondato sulla televisione e non più sul manganello”

    “Chi non è interessato … cambia canale.”

    Scritto da enrix il 16 nov 2008

  4. Ogni tanto ripenso alla campagna elettorale di Veltroni …

    Ero lì, come Moretti Nanni a ripetere davanti allo schermo:

    “Dì che Berlusconi è un Massone, dì che Berlusconi è un Massone … ”

    Magari a qualche elettore Pdl come Deankeaton sarebbe interessato …

    Wil

    Scritto da Wil Nonleggerlo il 16 nov 2008

  5. Il solito Travaglio, che nella noiosa tiritera, così apparentemente puntigliosa, non manca di commettere qualche errore, come dire…di memoria. Il referendum contro il decreto Gelmini, fu proposto per primo dal suo amico Di Pietro.
    Se poi qualcuno a sinistra volesse sapere qualcosa della Svizzera e de Canton Ticino, chieda pure a Carlo Debenedetti, che l’ing. CDB, autorevole editore della Repubblica ne sa.

    Scritto da asdrubale il 16 nov 2008

  6. Ohibò!
    Chissà cosa diranno i sostenitori della libertà di parola, in particolare quelli che la scambiano per libertà di sproloquio.
    Alla fine anche Travaglio si è deciso.
    Proprio vero che non ci si può fidare di nessuno.

    Dal blog Voglioscendere:

    COMUNICAZIONE DI SERVIZIO
    Abbiamo deciso di attivare la moderazione preventiva dei commenti per poter bloccare definitivamente alcuni utenti che da tempo stanno tentando di arrecare disturbo al blog con comportamenti inaccettabili. Per questo motivo i vostri commenti non appariranno in tempo reale ma solo dopo che l’amministratore del blog li avrà approvati. Ci scusiamo per l’inconveniente.
    Cordialmente,
    La redazione

    Poco convincente come spiegazione, ma tant’è.

    Saluti

    Scritto da DeanKeaton il 16 nov 2008

  7. Caro Dean.. anche qui nel blog di Gabriele i commenti sono moderati.

    Quindi, mi permetta una timida domanda: ma che cacchio dice?
    Carlo

    Scritto da Carlo Gambino il 16 nov 2008

  8. «Se siamo riusciti a far condannare Contrada [...] è stato anche grazie a gente come Carla del Ponte.»
    Il solito marpioncello MT che s’alliscia il padron di casa: Del Ponte si limitò a riferire un passo dell’interrogatorio suo e di Falcone all’imprenditore Tognoli. Passo che dal PM Ingroia fu intepretato a sfavore di Contrada, pur sapendo che a informare Tognoli non era stato Contrada, bensì un altro funzionario.

    L’erba degli altri è sempre più verde. Come quando da Luttazzi, nell’ormai mitico satyricon del marzo 2001, MT disse che il giornalista autore della famosa “ultima intervista a Borsellino”, essendo un francese, era “uno che faceva le domande”. E tutti risero.
    Peccato che quell’intervista fosse pesantemente manipolata, come ben sanno i lettori dell’Imbecillario di enrix.

    Scritto da Python il 16 nov 2008

  9. L’informazione, per fortuna, prosegue, con migliaia di giornalisti che fanno il proprio mestiere, ambendo soltanto a procacciare notizie per i lettori. Ma Travaglio non fa più parte della categoria. Fa spettacolo, fa commercio, altri rispettabili mestieri, ma non giornalismo. Non è testimone di niente, forse non crede più a niente, per questo gli è facile spacciarsi come moralista.

    Scritto da Fabrizio Spinella il 16 nov 2008

  10. Detesto spiegare l’ovvio, ma evidentemente lei, Gambino, non ha mai letto un mio commento, e, sia ben inteso, non era obbligato a farlo.
    Io ho sempre sostenuto la moderazione dei commenti, poichè il mondo è pieno di imbecilli e non vedo perchè internet dovrebbe esserne immune.

    Il problema è che saltuariamente qui compaiono proprio quegli utenti di quello che chiamo lo zoo di Voglioscendere pretendendo di esprimersi come fanno lì e gridando alla censura se Mastellarini o Fornasini non li pubblicano o fanno qualche taglio sacrosanto.

    Finalmente anche Travaglio dice di voler chiudere le gabbie degli animali che lui stesso ha allevato. Meglio tardi che mai.

    Più chiaro di così, mi scuserà Gambino, proprio non riesco ad essere.

    Saluti

    Scritto da DeanKeaton il 16 nov 2008

  11. guardate un po’ che capolavoro PD-PDL

    http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2092337

    Scritto da Tyler il 16 nov 2008

  12. @ Tyler,

    non dimentichiamoci però che la proposta di Pecorella alla consulta è venuta dopo quella splendida occasione che il Walter ha offerto, ovvero dateci Orlando alla vigilanza e noi voteremo un vostro candidato. Solo tornando ai miei ricordi di infanzia trovo qualcosa di paragonabile: gli splendidi autogol di Niccolai, che allora giocava con il Cagliari di Gigi Riva. Sembra che il Travaglio non abbia presente la sequenza degli eventi nel post che hai citato, anzi a leggerlo si sarebbe indotti a pensare esattamente il contrario, che strano!

    Interessante invece l’assist di Latorre a Bocchino, non una completa sorpresa visto che il nome del senatore PD circolava come possibile “prescelto” dalla maggioranza per essere eletto alla presidenza della commissione di vigilanza per i servizi radio televisivi. Mica lo avrebbero scelto a caso, no? Poi come è andata a finire è cronaca, può darsi che il baffetto di ferro abbia voluto starne alla larga. Mica hai letto qualcosa al riguardo su voglioscendere? Se si segnalami il link grazie

    Scritto da Sergio Fornasini il 17 nov 2008

  13. Tyler,
    ho letto il link a Voglioscendere e non ho capito: in una democrazia parlamentare il capo di una Commissione di vigilanza lo sceglie la minoranza, e la maggioranza lo VOTA “senza fiatare”? Cioè, lo NOMINA la minoranza?
    Ma allora perché votare, quando sappiamo già chi è il migliore? Il migliore è Leoluca Orlando. Perché perder tutto sto tempo con inutili formalità demo-pluto-burocratiche come le votazioni, la conta dei voti, ecc. ecc.?

    Scritto da Python il 17 nov 2008

  14. Nulla di nuovo ma merita una standing ovation.

    Scritto da Charly il 17 nov 2008

  15. Quoto Python!

    Scritto da Maury il 17 nov 2008

  16. …e naturalmente DeanKeaton!

    Scritto da Maury il 17 nov 2008

  17. “…Ma la popolazione è veramente interessata alle amicizie di Schifani…?”
    No.
    Non gliene può fregar di meno.
    Ho condotto un test, qui a Bologna, sui miei conoscenti,tutti elettori PD(siamo a Bologna).
    Ho chiesto a venti di loro se si interessavano alle amicizie di Schifani.
    100% = Assolutamente no

    Scritto da Federico il 17 nov 2008

  18. Python, io posso capire che non vada giù Orlando alla destra, appurato che la commissione di vigilanza spetta all’opposizione. Questo però non significa come intende Sergio che per riconoscenza uno come Latorre quando è il suo turno per parlare, fa la solita cantilena contro il governo e 5 minuti dopo gli passa i pizzini per aiutarlo. Chiaramente dopo sta vaccata mica si dimetterà, è tutto normale. Ormai è tutto così normale.

    Scritto da Tyler il 17 nov 2008

  19. @Python
    Lei si ricorda chi fu eletto “senza fiatare” la scorsa legislatura a capo della commissione di vigilanza rai?
    Un mostro di democrazia come Storace.
    Per l’appunto, ma perchè allora votare?

    Scritto da Candidus il 17 nov 2008

  20. @DeanKeaton
    Evidentemente Lei è “ignorante” su questa questione, non legge i commenti di voglioscendere.it : sembra che da parecchi mesi ci siano continue e predeterminate provocazioni da presunti sostenitori dell’attuale governo.

    Saluti

    Scritto da Candidus il 17 nov 2008

  21. @Fabrizio Spinella
    “L’informazione, per fortuna, prosegue, con migliaia di giornalisti che fanno il proprio mestiere, ambendo soltanto a procacciare notizie per i lettori.”

    Devo convincermi a rivalutare Fede, Vespa, Mentana, Giordano, Feltri, vuoi vedere che sino adesso ho pensato sempre male?

    P.S.:
    “Reverend Cleophus James: DO YOU SEE THE LIGHT?
    Jake: THE BAND!
    Reverend Cleophus James: DO YOU SEE THE LIGHT?
    Elwood: What light?
    Reverend Cleophus James: HAVE YOU SEEEEN THE LIGHT?
    Jake: YES! YES! JESUS H. TAP-DANCING CHRIST… I HAVE SEEN THE LIGHT!
    Reverend Cleophus James: Praise God!
    Elwood: And God bless the United States of America!”
    (The Blues Brother)

    Saluti

    Scritto da Candidus il 17 nov 2008

  22. Sorry, The Blues Brothers !

    Scritto da Candidus il 17 nov 2008

  23. In certi forum chi dissente è un provocatore.

    Scritto da John Smith il 17 nov 2008

  24. @John Smith
    Specialmente in quei forum che sono nati senza moderazione per dare possibilità a chiunque di scrivere, vero?

    Saluti

    Scritto da Candidus il 17 nov 2008

  25. Candidus.
    Come ho già detto, il modo è pieno di imbecilli e non stanno ovviamente tutti dalla stessa parte. Fermo restando che alcuni accoliti di Travaglio superavano abbondantemente i limiti del codice civile e penale che, è bene ricordarlo, viene prima della cosiddetta netiquette.

    La scarna comunicazione non chiarisce comunque i motivi della moderazione dei commenti. Se questa è da ricondursi al timore di qualche denuncia bene ha fatto l’editore Chiarelettere ad imporre di riportare il blog su binari più civili.
    Se invece la spiegazione corretta fosse la sua, Candidus, il discorso sarebbe leggermente più complesso, poichè provocazione e difformità di idee sono il sale di qualsiasi dibattito, anche del livello più infimo.
    In fin dei conti credevo che Voglioscendere fosse il blog di tre giornalisti e non un organo del partito di Di Pietro.

    Saluti

    Scritto da DeanKeaton il 17 nov 2008

  26. @DeanKeaton
    Voglioscendere non è un organo dell’IdV, Lei lo sa molto bene, Di Pietro ha i suoi siti per rivolgersi all’opinione pubblica. Ha mai pensato che Idv e i giornalisti di voglioscendere abbiano un punto in comune come la legalità?
    Comunque se è così convinto che voglioscendere sia un organo Idv provi a chiedere anche a Gomez e Corrias.

    “Se invece la spiegazione corretta fosse la sua, Candidus, il discorso sarebbe leggermente più complesso, poichè provocazione e difformità di idee sono il sale di qualsiasi dibattito, anche del livello più infimo.”
    Be, in questo blog si è censurato per molto meno.

    Saluti

    Scritto da Candidus il 17 nov 2008

  27. “Il problema è che saltuariamente qui compaiono proprio quegli utenti di quello che chiamo lo zoo di Voglioscendere pretendendo di esprimersi come fanno lì e gridando alla censura se Mastellarini o Fornasini non li pubblicano o fanno qualche taglio sacrosanto.

    Finalmente anche Travaglio dice di voler chiudere le gabbie degli animali che lui stesso ha allevato. Meglio tardi che mai.”

    Io su Voglioscendere ho spesso letto i commenti e devo dire che i più molesti erano da parte di gente che qui neanche ci mette piede. E’ per lo più gente di centrodestra che crede che Berlusconi sia una persona onesta (cosa che, a dire il vero, qui nessuno ha mai detto). Gente che probabilmente ritiene questo blog (che pure è antitravagliesco) troppo “soft”. I più molesti su Voglioscendere, insomma, non erano “fan di Travaglio troppo accesi”, bensì “antitravaglisti maleducati”.
    Che poi questi ultimi siano venuti qui a rompere le balle e che siano stati moderati, questo mi è sfuggito (ovviamente mi è sfuggito: la scure di Mastellarini, Fornasini & C. non perdona – giustamente!).

    Se vuole vedere i tipici “commentatori molesti” vada sul sito dell’Italia dei Valori o sul sito di Antonio Di Pietro. Lì sono scatenatissimi e, finora, non vengono moderati. E sono tutti camerati, Dean, neanche un compagno, neanche a pagarlo.
    Beninteso, non intendo con questo dire che tutti i maleducati siano di centrodestra.

    Scritto da Carlo Gambino il 17 nov 2008

  28. @ Federico:

    da bravo analitico, tu sai proprio quale sia la distinzione tra “campione” e “popolazione”, e l’hai dimostrato..

    ossequi

    Scritto da emanuele il 17 nov 2008

  29. Per quello che mi riguarda, ho tagliato raramente commenti. E quando l’ho fatto questi erano chiaramente ingiuriosi o addirittura diffamatori, mai censurato nessuno perché pro o contro qualcosa

    Scritto da Sergio Fornasini il 17 nov 2008

  30. FEDERICO

    Non sono di Bologna, ma le frequentazioni della classe dirigente a me interessano molto.

    Voglio sapere se il Presidente della Camera, del Consiglio o di Confindustra fa colazione con un Camorrista, pranza con un Pusher, cena con un Pregiudicato.

    Mi interessa moltissimo, eccome!

    Purtroppo sappiamo benissimo che alla maggioranza degli italiani nulla importa, figuriamoci agli elettori Pd. Indaffarati come sono ad assorbire le banalità di Veltroni, le scissioni quotidiane, le mille scuole di pensiero (spesso obsolete) presenti nel partito, come possono interessarsi alla vita di un Dirigente?

    Questo è il mio pensiero: un cittadino deve rispondere alla propria etica, ed alla legge.

    Un politico deve rispondere all’etica (barzelletta), alla legge(non più a forza di lodi e mancate autorizzazioni a procedere) ed infine al CITTADINO.

    Deve rispondere al Cittadino, su qualsiasi punto della propria condotta. Fare il politico è un compito unico, delicatissimo. Un Privilegio (nel senso buono del termine).

    A presto, Wil.

    Scritto da Wil Nonleggerlo il 17 nov 2008

  31. La “lezione” di Travaglio è proprio quella che insegna a dire le peggio stronzate con moderazione, col sorriso sulle labbra.
    Di Pietro è al limite del mindfucking (Berlusconi = Videla). Attività, il mindfuchink, di cui Grillo è campione indiscusso: lui va a fa’ in testa, e il suo blog è pieno di “fatti” in testa.

    Scritto da Python il 17 nov 2008

  32. Pardon, mindfucking

    Scritto da Python il 17 nov 2008

  33. Il fatto è che grillo era ed è rimasto un comico, che magari non sarà più capace di far ridere, che continua a comportarsi da comico, stando ben attento dal farsi coinvolgere dai tanti che lo vorrebbero più impegnato in politica. Di Pietro, invece, spalleggiato dai Travagli, si propone al governo del Paese, che è in realtà una cosa che fa ridere più di tutte le battute di Grillo, se non ci fosse tanta gente che lo prende sul serio.

    Scritto da asdrubale il 17 nov 2008

  34. @Python

    Dunque Travaglio direbbe le sue cose (o peggiori stronzate come dici tu) con moderazione? Vedi di bere con moderazione, puoi accusarlo di tutto ma non di moderazione. Cosa c’è di sbagliato di accostare un piduista a un generale argentino? Forse Videla non faceva ufficialmente parte della loggia, ma i suoi sodali sì.
    Eccone un altro, che con un coraggio da leone difende i poveri espondenti del popolo della libertà del capo.

    Scritto da Charly il 17 nov 2008

  35. @Federico

    Hai scelto un bel campione, gli elettori del PD… Questo dimostra quanto interesse abbiano per la politica.

    Saluti

    Scritto da Mastellaroni il 17 nov 2008

  36. @Tyler
    A proposito del video:
    Io quelli li rispedirei sul banco delle elementari, tempo indeterminato, grembiulino marchiato asino, maestro unico specializzato in bacchettate sulle mani a go go, in castigo dietro la lavagna a scrivere 1000 volte “non devo copiare”, e sospensione (nel senso di appesi fuori dala finestra con -40 gradi!)

    Scritto da Nicoletta Salata il 17 nov 2008

  37. @asdrubale
    “Pietro, invece, spalleggiato dai Travagli, si propone al governo del Paese, che è in realtà una cosa che fa ridere più di tutte le battute di Grillo, se non ci fosse tanta gente che lo prende sul serio”
    La più comica potrebbe essere per esempio: “un mercante di illusioni che possiede televisioni a capo del governo….e magari sta li per farsi le leggi a suo favore ed evitare condanne….sai che risate??”
    Cavolo…
    C’è…Per favore asdrubale sii serio….

    Scritto da sandro il 17 nov 2008

  38. Un regime mediatico fondato sulla televisione?
    Sbaglio o la tricoteuse editorialista dell’Unità ha una sua rubrica in prima serata dalla quale, in assenza di contraddittorio, dice quel che gli va di dire?

    Marco Ninotti

    Scritto da Marco Ninotti il 17 nov 2008

  39. @ sandro

    io sono serissimo, sei tu che non ti rendi conto.

    Scritto da asdrubale il 17 nov 2008

  40. Gambino.
    Tenga presente che c’è una grossa differenza tra la “molestia” di pensiero e quella del codice penale.
    In quanto a Di Pietro lei scopre l’acqua calda, basta vederlo come si trova a suo agio tra i piloti “ribelli” di Alitalia che, mi creda, sono tutto fuorchè compagni.
    Pare che quello che mette la croce più a sinistra voti per AN.

    Saluti

    Scritto da DeanKeaton il 17 nov 2008

  41. con molta sincerità di cosa mi dovrei rendere conto??? attendo tua illuminazione…
    P.S.
    non voto per Di Pietro e non voto per la sinistra non sono un grillino ecc ecc…ma vivo molto fuori dall’Italia…forse dovreste rendervi conto voi di cosa succede…..

    Scritto da sandro il 17 nov 2008

  42. @Marco Ninotti
    AH! Vogliamo confrontare meno di 9 minuti alla settimana (dati alla mano, se vuole verifichi su youtube) con l’essere il ‘mero’ proprietario di 3 reti tv nazionali e diretto controllore delle altre 3 perchè in megaposizione di conflitto di interessi, essere in continua esposizione mediatica, aggiungendo l’enorme spazio dato alla maggioranza dai tg nazionali?
    Certo che se questo è l’effetto di un monologo di 9 minuti alla settimana vuol dire che la tricoteuse coglie nel segno.
    Ma per favore… un minimo di obiettività! Il preoccupante è che credete in ciò che scrivete.

    Saluti

    Scritto da Candidus il 17 nov 2008

  43. Scusa Sandro, mi dici che vivi fuori dall’Italia, ma pretendi di vedere le cose meglio chi le vede da vicino? Non pensi di essere un tantino presuntuoso?.

    Scritto da asdrubale il 17 nov 2008

  44. Candidus, è più preoccupante se non credono in quello che scrivono… L’obiettività è l’alibi del fazioso…
    Charly, lei usa piduista come se fosse un insulto, ma non capisce niente di compassi e cazzuole (lo sa chi dei comunisti, oggi ancora in auge sotto nuova dizione, apparteneva ad una loggia massonica segreta, aperta appunto ad uomini del PC?).

    Scritto da Fabrizio Spinella il 17 nov 2008

  45. @Fabrizio Spinella
    “Charly, lei usa piduista come se fosse un insulto, ma non capisce niente di compassi e cazzuole …”
    Aggiungiamoci anche ‘squadre e archipendoli’ visto che ci siamo, parecchi portoni della mia città ne sono ornati in rilievo.
    Resta il fatto, e credo che Charly ne converrà con me, che un politico non debba partecipare ad alcun ordine o assemblea segreta, anche se la legge non lo vieta espressamente.
    Mai sentito parlare di questione morale? Vi evoca un così forte mal di pancia?

    Saluti

    Scritto da Candidus il 17 nov 2008

  46. Ma chi decide, in uno Stato “non etico” quale sia la “questione morale” ? O meglio, quale atteggiamento sia riconducibile, per censurarlo, alla “questione morale”? E cosa intendiamo per “questione morale” (quella rivolta sempre e comunque contro l’avversario?).
    La Democrazia si basa sui fondamenti costituzionali e sui numeri elettorali.
    Il Diritto si “legittima” in nome della democrazia, quindi promana dalla Costituzione e soggiace ai numeri parlamentari.
    La Morale non è “principio”, ma percezione o, se si vuole, sentimento; non è statica, ma si adatta al pensiero e ai costumi, e così può indurre, anche in buona fede, all’errore, al fanatismo, allo squilibrio, al manicheismo.
    Candidus, nelle società prima viene la pancia e poi la morale (ricorda Brecht?). Io osservo, non giustifico. Analizzo per trovare (proporre) una via di uscita o una condivisione degli spazi. «Sono coloro che non riflettono, a non dubitare mai. Splendida è la loro digestione, infallibile il loro giudizio.» (ricorda Brecht?)

    Scritto da Fabrizio Spinella il 18 nov 2008

  47. @Fabrizio Spinella
    “….. Qui ad Atene noi facciamo così: ci é stato insegnato di rispettare i magistrati e ci é stato insegnato anche di rispettare le leggi, e di non dimenticare mai coloro che ricevono offesa, e ci e’ stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte, che risiedono nell’universale sentimento di ciò che é giusto, e di ciò che é buonsenso. ….” (Pericle)

    “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.”
    (Brecht)

    Saluti

    Scritto da Candidus il 18 nov 2008

  48. Cosa sia la “questione morale” lo decide Antonio Di Pietro, purché non riguardi la sua persona.

    Scritto da asdrubale il 18 nov 2008

  49. Candidus, per lei Berlusconi controlla Rai3!….come dice lei: il preoccupante è che crede in quel che scrive. Ad ogni modo nove minuti di monologo in una trasmissione nazionale in prima serata è molto, molto di più di quanto concesso ai soggetti che il velinaro delle procure attacca rigorosamente senza contraddittorio, fuggendo a gambe levate se questi lo sfidano a pubblico dibattito. Un esmpio? l’onorevole Paolo GUZZANTI. Un altro esmpio? Luciano Moggi ( e su questo, visto che mi pregio di essere particolarmente preparato le posso dire che la tricoteuse sfiora la meschinità).

    Marco Ninotti

    Scritto da Marco Ninotti il 18 nov 2008

  50. @asdrubale
    Scusa Sandro, mi dici che vivi fuori dall’Italia, ma pretendi di vedere le cose meglio chi le vede da vicino? Non pensi di essere un tantino presuntuoso?.

    tu credi??? presuntuoso….non direi vivo molto fuori dall’italia non sempre…ho entrambe le prospettive davanti ai miei occhi e posso vedere sia quello che succede in italia sia quello che pensano di noi fuori dal nostro paese e soprattutto posso vedere le cose senza censure..comunque ancora non mi hai illuminato!!! Perchè dovremmo stimare il nostro Premier???Voglio precisare la sinistra non la considero una valida alternativa…

    Scritto da sandro il 18 nov 2008

  51. E chi ti ha detto che dovrenno stimare il nostro premier? Il fatto è che ci hanno messo davanti ad una scelta e fra Uolter e Silvio sempre meglio mille volte Silvio.

    Scritto da asdrubale il 18 nov 2008

  52. @Marco Minotti
    Ma Lei è è seriamente paradossale o paradossalmente serio? Le altre 5 tv dove le mettiamo? Vogliamo metterci anche che Primo Piano Tg3 è stato recentemente spostato in fascia notturna (che coincidenza!)?
    Vogliamo mettere la quantità di ore alla settiamana dei vari Vespa, Fede, Mentana, e perchè no, dei molti minuti dei Feltri e dei Belpietro con relativi ospiti?
    Per il resto vediamo come va a finire la querela di Guzzanti (ultimamente ha delle crisi di identità) a Travaglio, Bonini e D’Avanzo per Mitrokhin, e il processo a Moggi/Giraudo per calciopoli.
    Ripeto, se Travaglio in meno di 9 minuti sortisce questo effetto significa che centra il bersaglio: ne gioverà la sua acrimonia Sig. Ninotti .

    Saluti

    Scritto da Candidus il 18 nov 2008

  53. Candidus, come il suo eroe delle manette se la suona e se la canta. Io le ho semplicemente fatto notare che rai3, il cui controllo lei attribuiva al pdl, di fatto da sempre (unico caso nel mondo occidentale) appartiene agli eredi del PCI, siano cosa uno, cosa due, Progressisti, PDS, DS, SD..(e mi scuso se ne ho dimenticato qualcuno). So perfettamente in quale stato si trovi l’informazione in Italia, e non da oggi, ma da trent’anni. Ma trovo paradossale che un giornalista (si fa per dire) che attraverso l’etere è diventato un personaggio (col cavolo che avrebbe venduto i suoi libri-spazzatura se non avesse avuto modo di presentarsi in tv a pubblicizzarli) e che continua ad avere i suoi spazi, esponenzialmente superiori a quelli di chi sputtanta in assenza di contraddittorio, si lamenti. Tutto qui. Sulla querelle con l’on. GUZZANTI non c’è da aspettare nulla: fermo restando che Travaglio, dal palco di una trasmissione di RAI2 in prima serata (ma non era controllata da Berlusconi?), ha mosso accuse a chi non poteva controbattere e al quale non sono stati dati trenta secondi per replicare, è stato dall’accusato sfidato a ripetere le stesse accuse in contraddittorio e il pavido velinaro delle procure se l’è fatta sotto e ha declinato l’invito.
    Su Moggi: il nostro caro amico delle procure, ha dimostrato di essere un amante sviscierato delle accuse, ma odia come nessuno le sentenze di assoluzione o proscioglimento, tant’è vero che non perde occasione per rimarcare che Moggi sia stato condannato assieme alla Juve, sorvolando sul fatto che la condanna è stata partorita da uno pseudo-tribunale sportivo che ha utilizzato la stessa documentazione che al PM Maddalena (magistrato di un tribunale ordinario) era servita per prosciogliere gli accusati e qui mi fermo perché se dovessi parlare della farsa di calciopoli, dove l’editorialista dell’Unità ci si tuffò a pesce, non basterebbe una giornata intera.

    Marco Ninotti

    Scritto da Marco Ninotti il 18 nov 2008

  54. @Marco Ninotti
    Le ho già risposto in merito precedentemente.
    Torni pure a giocare a “cucù” con il suo Silvio.

    Cordiali saluti

    Scritto da Candidus il 18 nov 2008

  55. Qualcuno ha detto che Grillo non fa più ridere, volevo sapere se questa affermazione è corroborata dalla visione di uno spettacolo, oppure tanto per sparare contro Grillo, tanto qualcuno a cui questa affermazione piaccia si trova facilmente.

    Scritto da pellescura il 18 nov 2008

  56. Marco,
    forse vado OT.
    Ma su Moggi forse ti sbagli.
    A parte il fatto che la procura di Torino archiviò in riferimento a diverse telefonate, intercettate in diverso periodo da quelle di Napoli.
    E a parte i miei dubbi in generale sull’inchiesta, competenza e sommarietà del giudizio sportivo, Luciano Moggi è un bene che non faccia più parte del mondo del calcio.
    E te lo dico da tifoso juventino.
    Quelle telefonate erano uno schifo.
    Tutte, nessuna esclusa.
    Saluti.

    Scritto da tequilero il 18 nov 2008

  57. Per tequilero
    Quelle telefonate non significano nulla di nulla. O parli con congnizione di causa o fai più bella figura a tacere. Se sei juventino avresti potuto informarti meglio invece di farti tirare addosso badilate di guano senza fiatare, anzi, chiedendo scusa se qualche pezzetto finiva a terra. Calciopoli è stata una farsa, una farsa sulla quale il manettaro si è tuttafo, ripeto, a pesce, perché ha visto che tirava come argomento.
    Ripeto poi che le sentenze della Caf e di Sandulli sono uscite fuori dallo stesso materiale con il quale Maddalena aveva archiviato usando queste parole:”..non c’è lo straccio di una prova..” e infatti ad oggi non tempo smentita se dico che c’è stata una condanna basata sul nulla. Hai capito? NUL-LA! Leggiti la sentenza di quel tribunale sportivo squalificato in quanto ILLEGITTIMO (ma il manettaro queste cose non ve le ha dette? vi ha solo spiegato quanto fosse cattivo Moggi?). Sai cosa c’è scritto (se aspetti che t’informi la tricoteuse..campa cavallo che l’erba cresce)? C’è scritto che la Juve non ha truccato nemmeno una partita ma.., colpo di teatro…, ha ricevuto vantaggi in classifica. Proprio così, le partite erano regolari ma Moggi è riuscito a taroccare la classifca. Ora vai dal velinaro delle procure a farti spiegare come sia umanamente possibile lasciare immacolate le partite e avere vantaggi in classfica, poi mi fai sapere cosa ha balbettato.

    Marco Ninotti

    Scritto da Marco Ninotti il 18 nov 2008

  58. Mai letto discussione tanto kafkiana, così piena di luoghi comuni e stomachevole brodaglia giustizialista.

    Scritto da Tommaso Farina il 18 nov 2008

  59. Io sono uno juventino convinto, e sostengo Moggi. Allo stato attuale delle cose, contro di lui non ci sono prove.
    Non stupisce comunque che la giustizia sportiva piacca a travaglianti & c.: è la giustizia come piacerebbe a loro, ossia con la presunzione di colpevolezza, e l’onere della prova invertito.

    Scritto da Tommaso Farina il 18 nov 2008

  60. Marco,
    lasciamo perdere.
    Se non capisci quello che intendo dire è meglio non discutere.
    Contento tu, contenti tutti.

    Saluti

    Scritto da tequilero il 18 nov 2008

  61. @Tommaso Farina
    Devo ammettere che il suo intervento è di notevole aiuto alla discussione.

    Scritto da Candidus il 18 nov 2008

  62. A Tommaso,
    guarda che a me non interessa nulla della giustizia sportiva o di quello che emergerà nel procedimento di Napoli.
    Quelle telefonate con gli arbitri e con i designatori a me non sono piaciute.
    Reato o non reato.
    Prova o non prova.
    Vantaggi o non vantaggi a favore della juve o del milan o della Lazio o della Fiorentina.
    Travaglio o non Travaglio.
    Se vuoi capire anche tu bene, altrimenti è meglio che discuti solo con Marco Minotti.

    Saluti.

    Scritto da tequilero il 18 nov 2008

  63. Non parlavo di te eh.

    Scritto da Tommaso Farina il 18 nov 2008

  64. Che a te quelle telefonate non siano piaciute è una cosa. Che con quelle telefonate, nelle quali non v’è mai traccia di illecito o reato, si sia condannata una società e alcuni dei suoi dirigenti è un’altra. E non è un dettaglio, come sembra invece di capiere dal tuo post, se ci sia stato o meno reato, se ci siano state o meno prove. Forse lei è della scuola Travaglio, per cui reati commessi e prove sono noiosissimi cavilli dei quali si farebbe volentieri a meno. Io, da garantista preferisco ragionare sui fatti, sui reati, sulle prove.

    Marco Ninotti

    Scritto da Marco Ninotti il 18 nov 2008

  65. Marco continui a non capire.
    Peccato.
    Ciao

    Scritto da tequilero il 18 nov 2008

  66. A Tommaso Farina: si parla spesso di onere della prova invertito per la giustizia sportiva, ma si tratta di un’invenzione giornalistica. Non esiste un articolo o un comma che lo stabilisca, anche perché è impossibile provare quel che si sostiene non esser stato fatto. Ad esempio, se accusassero la squadra x di aver taroccato l’incontro y, quali e lo si sostenesse senza presentare prove, appellandosi al principio dell’inversione dell’onere della prova, quali prove dovrebbe presentare la squadra accusata per provare il contrario?

    Marco Ninotti

    Scritto da Marco Ninotti il 18 nov 2008

  67. Io ho capito tequilero.
    Per te le telefonate sono state una brutta cosa.
    Per me no. Io al telefono faccio un sacco di battute, per esempio. Allo stato attuale, il fantomatico episodio del “sequestro” dell’arbitro Paparesta (che, detto tra parentesi, non ne ha fatto memoria nel suo referto) è una barzelletta di Moggi.

    Scritto da Tommaso Farina il 18 nov 2008

  68. Per me se con la crisi economica fallissero le societá calcistiche e finisse il campionato sarebbe festa grandissima… ci hanno rotto le palle con sto calcio ad ogni ora del giorno e della settimana.

    Scusate lo sfogo…. :D

    Scritto da Zazo il 18 nov 2008

  69. Tommaso,
    per come la vedo io al telefono puoi dire quasiasi cosa, comprese le balle.
    Il problema è che quelle telefonate non dovevano proprio esserci.
    Un Dirigente di qualsiasi Società Sportiva non dovrebbe intrattenere quei rapporti con la classe arbitrale e non dovrebbe rifornirli di schede non rintracciabili.
    L’esistenza o meno di reati spetterà ai Giudici stabilirlo.
    Credimi, la modalità con cui sono uscite le telefonate e il modo in cui sono state coinvolte le persone non è piaciuto anche a me.
    Cito, a titolo di esempio, Franco Melli, grande giornalista sportivo, sia sul piano professionale che su quell’umano.
    Messo in mezzo come se avesse compiuto chissà quale nefandezze, quando in realtà si era limitato a svolgere il ruolo di bastancontrario di inter e milan al Processo del Lunedì.
    Questo, però, non toglie, che io, da tifoso juventino e da amante dello sport, mi sia sentito offeso ed indignato, per il sitema che è uscito fuori da quelle telefonate.
    Se per questo modo di pensare e vedere le cose, divento automaticamente della “scuola di Travaglio” … pazienza.
    Ciao

    Scritto da tequilero il 18 nov 2008

  70. Anche io mi sono sentito offeso e umiliato, come italiano, delle telefonate con le quali il PdC Romano Prodi si interessava degli affari personali di parenti e amici. Niente di penalmente rilevante, ha detto la procura: ma la questione morale dove la vogliamo mettere?

    Scritto da asdrubale il 18 nov 2008

  71. Bravo Asdrubale,
    sono la stessa identica cosa!
    Concordo con te, chiunque al telefono si interessa di far lavorare, magari nel servizio pubblico, amici od amiche, non dovrebbe fare il PDC.
    Ciao

    Scritto da tequilero il 19 nov 2008

  72. Che dirigenti e designatori non potessero intrattenere rapporti è una balla, ben confezionata per chi voleva crederci e per chi voleva, a tutti i costi, trovare un appiglio per condannare senza “lo straccio di una prova”. Il tanto decantato Giacinto Facchetti, presidente della squadra i cui amministratori delegati ricoprivano cariche di rilievo in Telecom, società sponsor del campionato, nonché gentile fornitrice di 100000 intercettazioni, quando la sua squadra giocava a Livorno, alloggiava a casa di Bergamo, suo amico, come lo è da trent’anni di Moggi.
    Quando avrai voglia di informarti, tequilero, scoprirai che la società con sede in via Durini in Milano, quella premiata con uno scudetto dell’onestà, era l’unica ad aver commesso illeciti da retrocessione, illeciti certificati da un tribunale ordinario; per intenderci un tribunale che, a differenza di quello sportivo – allestito ad hoc per poter emettere una sentenza di condanna senza incontrare intoppi, abolì un grado di giudizio e il patrocinio della difesa -, permette all’imputato di difendersi. Ma io non ricordo articoli di Marco Travaglio a riguardo, non ricordo abbia scritto nulla sul fatto che un signore, ex amministratore della società Inter F.C. e amministratore Telecom, si arrogò un potere che non aveva, abolendo, come accenavo poco fa, un grado di giudizio e azzerando i vertici CAF per nominarne di nuovi (da qui una sentenza, quella che fa tanto godere la tricoteuse di ANNO ZERO, da considerarsi nulla). Ricordo solo che il manettaro commentò una intercettazione in cui erano state apportate modifiche tali da stravolgerne il senso (così, tanto per sottolinearne la professionalità).

    Marco Ninotti

    Scritto da Marco Ninotti il 19 nov 2008

  73. Si, Tequilero, hai ragione, e pure quelli che distraggono i finanziamenti al partito per scopi personali: tutti a casa!
    Naturalmente indagini accurate devono essere svolte su tutti i leader politici. Voglio proprio vedere come sono stati fatti assumere certi giornalisti alla RAI, per esempio.

    Scritto da asdrubale il 19 nov 2008

  74. Marco, prendo atto che per te quei rapporti e quelle schede telefoniche regalate non hanno alcun significato e alcun valore.
    Per me è diverso.
    L’unica cosa che ti chiedo è se esiste la possibilità, come accaduto con Tommaso, di discutere della cosa senza dare all’interlocutore del solito Travaglino giustizialista.
    Poi fai come ti pare.

    @ Asdrubale,
    per me va benissimo. Tutti a casa.
    E anche io sono curioso di sapere come sono entrati certi giornalisti in Rai e come sono stati scelti negli ultimi anni i Direttori delle Reti Rai e dei vari TG.
    Ciao

    Scritto da tequilero il 19 nov 2008

  75. Scusa, ma all’interlocutore non ho dato del Travaglino, ho semplicemente sottolineato il comportamento dell’editorialista dell’Unità e il suo prodigarsi per disinformare. L’attacco era rivolto a Travaglio, non all’interlocutore. Se ieri ho scritto in un post “..Forse lei è della scuola Travaglio, per cui reati commessi e prove sono noiosissimi cavilli dei quali si farebbe volentieri a meno..” era solo perché l’interlocutore aveve appena finito di dire che le prove non gli interessavano, nonostante si discutesse su una sentenza, per di più di condanna.
    Marco Ninotti

    Scritto da Marco Ninotti il 19 nov 2008

  76. Sulle schede: la storia delle SIM svizzere date agli arbitri è tutta da provare, per il momento si tratta di una mera ipotesi. Ripeto poi che nel processo di cui di riempie la bocca Travaglio quando parla di Moggi condannato, la questione delle sim svizzere non era stata ancora contemplata. Nell’emettere la sentenza il tribunale non le ha quindi potute prendere in considerazione. Va detto però che con gli arbitri accusati di trattenere un canale riservato di contatti con Moggi, la Juve fece meno punti della sua media stagionale, a differenza dell’inter che con quegli arbitri ne fece di più. (ah, quante cose ha dimenticato di raccontare Travaglio)!

    Marco Ninotti

    Scritto da Marco Ninotti il 19 nov 2008

  77. Marco,
    Io non volevo discutere della sentenza sportiva di condanna di Moggi.
    Ho detto che i procedimenti comunque vadano a finire, non mi interessano per esprimere un giudizio su quello che ho letto.
    Sui rapporti di Moggi con la dirigenza arbitrale, con Innocenzo Mazzini e alcuni arbitri.
    Su quelle telefonate e su quella storia delle SIM.
    Sul punto, poi, credo che non abbia smentito lo stesso Moggi, quando ha parlato di necessità di proteggere se stesso e la Juve da possibili atti di spionaggio.
    A me Moggi non manca per niente.
    Se ti vengono ancora in mente Travaglio, il velinario delle procure e i giustizialisti non ho la più pallida idea di come fare.
    Magari ci provo con un disegnino.
    Saluti.

    Scritto da tequilero il 19 nov 2008

  78. tequilero, forse dimentichi l’oggetto della discussione, che era appunto Travaglio e il suo modo di “informare”. Io, presentando argomenti che ritengo validi, sostengo che la faccenda ribattezzata “Moggiopoli” era una farsa e che, nonostante questo, Travaglio ci si sia tuffato per sostenere, come sempre gli capita, l’accusa. Accusa che a mio modo di vedere era e rimane assurda per un’infinità di ragioni, alcune delle quali già illustrate.
    Neanche a me interessa discutere qui della farsa del 2006, ho già altri siti dove farlo.

    Saluti a te.

    Marco Ninotti

    Scritto da Marco Ninotti il 19 nov 2008

  79. Marco, non dimentico l’oggetto della discussione.
    Ma noterai che il mio primo post non diceva alcunché in riferimento a Travaglio.
    Secondo, fin dalla tua prima risposta, hai scritto che mi sono lasciato infinocchiare dal grande imbroglione editorialista dell’Unità e che mi ero bevuto tutto quello che scriveva.
    Per concludere dicendo che ero della sua stessa scuola.
    Ebbene, non ci crederai, ma non ho letto nemmeno un articolo di Travaglio sul Calciopoli.
    Non ho la più pallida di cosa ne pensi e, oltretutto non me ne frega proprio nulla.
    Riesco a farmi un’idea delle cose anche senza leggere MT. Pazzesco eh?
    Io ho capito la tua posizione.
    Non la condivido, ma la rispetto, visto che non ti ho affibbiato alcuna etichetta.
    Ti risulta impossibile rispettare la mia di posizione?
    Me ne farò una ragione.

    Saluti.

    Scritto da tequilero il 19 nov 2008

  80. tequilero, tu sei intervenuto per dirmi che su Moggi mi sbagliavo e io, che ho argomenti validi per sostenere l’esatto contrario, ti ho risposto. Hai tirato fuori un po’ di luoghi comuni sull’argomento e io ho prontamente controbattuto e dal momento che, pur non avendolo letto, hai fatto tue le tesi del manettaro, l’ho sottolienato. Tutto qui.

    Un saluto a te

    Marco Ninotti

    Scritto da Marco Ninotti il 20 nov 2008

  81. Ok Marco,
    lo sai qual’è la cosa curiosa?
    Che anche il nostro Amato Leader, non avendo mai lettoTravaglio, ha tirato fuori un bel pò di luoghi comuni e si è iscritto alla sua scuola.
    Ha parlato di Milan vittima del sistema e di scudetti rubati che dovevano essere restituiti.
    Scrivigli una bella lettera per fargli capire che si sbagliava.
    Ciao

    Scritto da tequilero il 20 nov 2008

  82. tequilero: se il tuo ultimo post sott’intendeva una mia non meglio precisata simpatia per Berlusconi beh, per l’ennesima volta hai toppato; non sono mai stato un suo elettore. Se volevi rimarcare il fatto che in molti si siano gettati sullo scandalo per cercare di ottenere qualcosa, sposando la tesi colpevolista, possiamo essere d’accordo.

    Marco Ninotti

    Scritto da Marco Ninotti il 20 nov 2008

  83. No Marco,
    non volevo affibbiarti nessuna simpatia per Berlusconi.
    Volevo solo sottolineare quello che è effettivamente accaduto in quel periodo.
    Berlusconi non aveva dubbi sull’esistenza di un sistema in cui, ovviamente, erano coinvolti i singoli e non le società in quanto tali.
    Un sistema che aveva penalizzato il Milan, facendogli perdere due scudetti.
    Arrivando al punto di richiedere l’assegnazione dei due titoli.
    Per quanto riguarda il toppare, permettimi.
    Io esprimo un giudizio sul comportamento di Moggi, Bergamo, De Sanctis, Mazzini, Lanese ecc. ecc..
    Giudizio completamente negativo.
    Un Dirigente Sportivo non deve avere quei rapporti con gli arbitri.
    Non si devono telefonare per parlare di quali arbitri mettere o non mettere in griglia.
    Non si devono telefonare per parlare di sistemare Zeman.
    Tu ritieni che quel comportamento fosse assolutamente normale, che rientrava nella normalità di una gestione sportiva e che nulla di nulla può essere mosso nei confronti di quelle persone.
    Il calcio è così, inutile fare i puritani.
    Ho toppato per questo?
    Mi va più che bene.
    Ciao.

    Scritto da tequilero il 20 nov 2008

  84. Il fatto che tu ritenga “negativo” il comportamento di Moggi non significa che per questo dovesse essere sanzionato lui e la Juve.
    Calciopoli è stata una farsa, una vergogna tutta italiana e semmai un giorno si riuscirà a scrivere quello che è veramente accaduto, tutti gli juventini come te, che si sono fatti abbindolare dal peggior giornalismo d’occidente (il nostro) dovranno fare ammenda. Noto poi che continui a sbagliare e mi chiedo se non sia da attribuire alla scarsa conoscenza che hai dell’argomento l’opinione che ti sei formato: Moggi non ha mai parlato al telefono con gli arbitri (Facchetti e Moratti ne ricevevano uno a casa loro, ma a te questo non sembra scandalizzarti), non ha mai chiesto favori ai designatori, telefonate tra designatori e dirigenti erano all’ordine del giorno e del tutto lecite. Se poi Moggi aveva in antipatia quel mezzo allenatore di Zeman, era affar suo. Se parlava male di Della Valle è cosa che riguarda solo lui. O forse tu ritieni giusto distruggere, massacrare, umiliare un uomo e una società come la Juventus, sulla base di conversazioni private al telefono?

    Scritto da Marco Ninotti il 20 nov 2008

  85. Marco,
    ho scritto due giorni fa quello che pensavo sulla modalità di uscite le telefonte e del modo in cui sono state coinvolte le persone.
    Inutile ripetermi.
    Nessuno mi ha abbindolato, e non devo fare ammenda di un bel niente.
    Ho detto, e lo ripeto, che è un bene che Moggi non faccia più parte del mondo del calcio e che non sia più un Dirigente della Juve.
    E, credimi, sul punto non intendo fare ammenda di un bel niente.
    La Juve era, è, e resterà la mia squadra.
    Moggi è stato di passaggio.
    Di quello che hanno fatto Moratti e Facchetti non mi interessa un bel nulla, problema degli Interisti.
    Ora, però, voglio io farti una domanda.
    Bergamo aveva o no una Sim Svizzera?
    E secondo te, è normale che un Designatore arbitrale abbia una sim del genere?
    Indipendentemente dal fatto se l’ha utilizzata o meno.
    Voglio solo sapere se per te è una cosa normale che un Dirigente di un squadra dia una sim svizzera al Designatore degli arbitri.
    Solo questo mi interessa.
    Ciao
    Saluti.

    Scritto da tequilero il 20 nov 2008

  86. Moggi conosce e frequenta Beragamo da trent’anni, sono amici, come l’ex designatore lo era di Facchetti, tanto da ospitarlo a casa sua quando l’inter giocava a Livorno (e se anche non t’interessa nulla dell’inter e di Facchetti, la vicenda rende più chiaro quale sia l’ambiente). Quando Moggi si accorse di essere spiato (e lo era su mandato della F.C. Inter, visto che sono state trovate le fatture dell’agenzia investigativa Polis d’Istinto, quella coinvolta nello scandalo della Telecom di Tronchetti Provera e Buora, amministratori sia in Telecom, sponsor del campionato, sia dell’inter F.C.), e visto che al telefono gestiva e concludeva la compravendita dei calciatori, si tutelò acquistando schede straniere. Trovandosi a parlare con Bergamo che, ripeto, conosce e frequenta da trent’anni, e raccontandogli di quel che aveva intuito, diede anche a lui una tessara spiegandogli che avrebbe potuto utilizzarla nel caso avesse dovuto parlare con qualcuno di questioni riservate. Moggi non gli ha mai dato la scheda svizzera per loschi disegni e la cosa non costituisce alcun reato e infatti la scheda di Bergamo non è mai stata usata.
    Detto questo è tuo sacrosanto diritto pensare quel che credi su Moggi, su Bergamo, su Facchetti o su Moratti. Altro è affermare che quel che faceva Moggi fosse da sanzionare con la Juve in B a -10 e Moggi radiato. Io un’opinione me la sono fatta sulla base di fatti e i fatti dicono che c’è stata una squadra e delgi uomini distrutti e umiliati sulla base di un’operazione che i sovietici chiamavano “disinforacia” e tu la tua opinione te la sei fatta proprio su detta operazione.
    Un saluto

    Marco Ninotti

    Scritto da Marco Ninotti il 21 nov 2008

  87. Marco, scusami
    senza che vado a rileggermi tutti i post.
    Quando ho affermato che quel che faceva Moggi era da sanzionare con la Juve in B a – 10?
    Ho affermato che sono contento che Moggi non faccia più parte del mondo del calcio.
    Ed è un affermazione che continuo a sottoscrivere, indipendentemente dal fatto che sia stato radiato, o inibito per 1 o 2 o 5 anni.
    Se la nostra discussione verte su questo, allora è meglio che lasciamo perdere.
    La mia opinione, è basata sul contenuto delle telefonate e sui comportamenti di Moggi.
    Del tutto leciti, normali e di ordinaria amministrazione per quanto riguarda il mondo del calcio, a tuo modo di vedere.
    Io la penso diversamente, così come su Bergamo e le sim svizzere regalate.
    Vedo, infine, che non hai il minimo dubbio sul fatto che sia tutto un complotto, sui responsabili di questo complotto, e sul tipo di complotto messo in atto.
    Sono contento per te.
    Ciao

    Scritto da tequilero il 21 nov 2008

  88. Guarda tequilero, tutto nasce dal tuo post in risposta al mio nel quale accusavo Travaglio di muovere accuse del tutto false all’on. GUZZANTI o di non tenere conto delle richieste di proscioglimento da parte di un magistrato ordinario, nel caso di Moggi.

    “Marco,
    forse vado OT.
    Ma su Moggi forse ti sbagli.
    A parte il fatto che la procura di Torino archiviò in riferimento a diverse telefonate, intercettate in diverso periodo da quelle di Napoli.
    E a parte i miei dubbi in generale sull’inchiesta, competenza e sommarietà del giudizio sportivo, Luciano Moggi è un bene che non faccia più parte del mondo del calcio.
    E te lo dico da tifoso juventino.
    Quelle telefonate erano uno schifo.
    Tutte, nessuna esclusa.
    Saluti.

    Scritto da tequilero il 18 Nov 2008″.

    Dove dimostri di non conoscere adeguatamente la faccenda, infatti come ho già riportato, la CAF ha emesso la sentenza di condanna utilizzando esattamente lo stesso materiale che a Maddalena aveva fatto dire “non c’è lo straccio di una prova”.
    Io non ho mai parlato di complotto. Nel nostro paese non ne abbiamo bisogno; siamo abbastanza svegli e subdoli da capire, senza accordi preventivi che caratterizzano appunto il complotto, come si evolvono le cose e quale sia la posizione da prendere, le cose da rimuovere, quelle da evidenziare, cosa dire o scrivere negli organi di informazione etc. È sufficiente che il “direttore d’orchesta” – per usare una similitudine che prendo a prestito da Arturo Gismondi -, faccia partire il concerto, dopodiché i singoli componenti l’orchesta sanno come e quando iniziare, quando fermarsi, quando riprendere..Un po’ come avvenne tra il ’92 e il ’94 per tangentopoli.
    Detto questo ripeto il concetto: hai tutto il diritto di pensare quel che vuoi su Moggi e su chiunque, ti consiglio però di informarti bene prima di esprimere un’opinione.

    Un saluto

    Marco Ninotti

    Scritto da Marco Ninotti il 21 nov 2008

  89. Ok Marco,
    per me discussione finita.
    Confermi anche tu che nel mio post che hai riportato, non parlo delle sanzioni alla Juve, parlo di Moggi.
    Credimi mi sono informato benissimo sulla questione.
    Ho letto le telefonate e le sentenze di Ruperto e Sandulli.
    Ed è su quei documenti che si è formata la mia opinione su Luciano Moggi.
    Ciao

    Scritto da tequilero il 21 nov 2008

  90. Anche per me la discussione è chiusa, ma se avessi letto con attenzione le sentenze (le telefonate non dicono assolutamente nulla, non ce n’è una dove si consumi un illecito, dove Moggi chieda favori) ti saresti accorto che smontano completamente l’impianto accusatorio laddove si può leggere che le designazioni arbitrali erano regolari, non c’era cupola, le partite erano regolari…. Dopodiché c’è il coup de teatre quando scrivono che la Juve ha avuto vantaggi in classifica pur non avendo truccato le partite, perché è “concettualmente ammissibile” una cosa del genere. In definitiva una sentenza illogica in maniera disarmante….con buona pace del manettaro che ancora parla di un Moggi che truccava i “campionati” (per dire quanto sia subolo la tricoteuse di Anno Zero che sa che se dicesse “ha truccato le partite” potrebbe essere querelato).

    Un saluto e forza Juve

    Marco Ninotti

    Scritto da Marco Ninotti il 21 nov 2008

  91. @Marco Ninotti
    Caro Marco, a me il calcio non mi interessa(sono un giocatore e appassionato di basket), ma i miei amici mi tartassano sempre tutte le volte che usciamo a parlare di calciopoli.
    Mi può suggerire dove posso reperire le informazioni che lei citava nei suoi post, in modo tale da avere almeno qualcosa da dire la sera davanti a una birra?
    Grazie

    Scritto da Federico il 21 nov 2008

  92. Con la premessa che molte informazioni e articoli li ho reperiti sul web nei due anni che ci dividono dallo scandalo, questo uno dei siti più completo, dove potrai trovare aritcoli informazioni e quant’altro:

    http://www.ju29ro.com/

    o anche:

    http://www.giulemanidallajuve.com/index.asp.

    Nei menu troverai anche i titoli di libri che hanno trattato della faccenda.

    Un saluto e buona lettura

    Marco Ninotti

    Scritto da Marco Ninotti il 21 nov 2008

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