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Ipocriti, inciucioni, ignoranti e impreparati

15 dicembre 2008

dal blog di Lorenzo Cairoli

Mercoledi, ultima puntata di Exit del 2008. Si parlava di Alitalia, di Cai, di una telenovela spossante che non ha appassionato nessuno, che non è nemmeno finita come ci hanno fatto credere e che trivellerà altro denaro dalle tasche degli italiani. In studio, Ilaria D’Amico con sei ospiti tra cui il Senatore della Lega Nord Roberto Castelli che più che un senatore sembra un attore di Vanzina alle prese con la parodia del lombardo bauscia.

Se qualcuno gli contesta qualcosa, Castelli lo cazzia con l’arroganza che odiavo nei socialisti degli anni ottanta. Prima di diventare leghista, senatore e cabarettista nei talk-show de la 7, Castelli studiava al liceo classico Manzoni di Lecco. Aveva come compagno di classe Formigoni, si è laureato in ingegneria, ha lavorato per trent’anni nel campo dell’acustica applicata, prima come direttore tecnico di una ditta, la Lafranconi Silenziatori di Mandello del Lario, poi come libero professionista ed imprenditore nei sistemi di controllo del rumore, nella sicurezza in fabbrica e nella consulenza e rilascio di certificazioni ed omologazioni CE. Sarà anche un Dio nel campo dell’acustica applicata, ma in materia di trasporto aereo, costi di carburante, grandi vettori e rotte internazionali è competente come un masai in global economy.

Castelli crede che in buon dry-leasing ci vadano otto parti di gin e due di Martini e che il parco aerei di Alitalia sia competenza della Forestale. Eppure mercoledi sera parlava solo lui, nemmeno fosse la reincarnazione di Francesco Baracca. Quando Massimo Notaro, presidente dell’Unione Piloti, ha provato a replicargli, Castelli lo ha interrotto ripetutamente, lesto a eludere le sue domande precise e incalzanti. Fuori campo, si sentiva Notaro ripetere: “E’ impreparato…non posso parlare con lui…non sa le cose”. E il tono, badate bene, non era aggressivo, e nemmeno arrogante. Amareggiato semmai. Perchè il tasso di impreparazione che ha raggiunto questa classe politica è di un’asineria siderale.
Uno che al massimo sa di acustica applicata, mercoledi sera pretendeva di insegnare trasporto aereo a uno che ha volato più di Saint-Exupéry, Icaro e il Gabbiano Jonathan Livingston messi assieme. Una che politicamente è cresciuta a pane e calendari adesso pretende di far sparire le prostitute dalle strade nemmeno fosse un colonnello argentino. Una che è diventata avvocato barando, oggi pretende rigore dagli studenti, inneggia alla meritocrazia e impone regole inique alla scuola, confondendo tagliare con taglieggiare. Uno che da europarlamentare ha partecipato alle sedute del Parlamento con la frequenza di un giubileo, oggi scatena una jihad contro i fannulloni. Ipocriti, inciucioni, ignoranti e impreparati. Come i dirigenti della Rai. Persino in Spagna hanno parlato delle sforbiciate a Brockeback Mountain. Poi ci si sorprende se un italiano su quattro non paga il canone.

  1. 9 commenti presenti

  2. E’ molto bello questo post. Sintetizza il rigetto che provo per la classe politica italiana, e spesso per gli italiani in generale.

    mi viene in mente Giulietto Chiesa che fa un documentario complottistico sull’11/09 sfoggiando filosofi e luminari del complottismo: patetico.

    Scritto da emanuele il 15 dic 2008

  3. “Castelli crede che in buon dry-leasing ci vadano otto parti di gin e due di Martini”

    uhaauhuhahuauhauhahua

    Scritto da Tyler il 15 dic 2008

  4. Castelli di rabbia

    Scritto da pellescura il 15 dic 2008

  5. Passi se Castelli ha dimostrato ignoranza. Ma il resto del qualunquismo non lo accetto. Le cose sono giuste o sbagliate indipendentemente da chi le propone… sono politici, devono fare cose intelligenti se ci riescono, non testimoniare il vangelo.

    Scritto da Fabio il 15 dic 2008

  6. Mi piace il ragionamento di Cairoli.
    Potremmo nominare un rappresentante di aspirapolveri come prossimo ministro dei Trasporti. Chissà quanti chilometri avrà percorso: se non ne sa lui di viabilità…
    Mi risparmio Luxuria ministro delle Pari Opportunità: sarebbe fin troppo ovvio.

    Saluti

    Scritto da DeanKeaton il 15 dic 2008

  7. Per rafforzare il paragone “aeronautico” aggiungerei un secondo trio: Zeppelin, Lindbergh e anche Howard Hughes (cinematograficamente alias The Aviator). Non ho seguito il programma, del resto forse non avrei colto i limiti degli interventi. I politici rappresentano per me una di quelle categorie minori per scarsa efficienza ed affidabilità ma in esubero poiché sovraffollate ed ibride, e se fossero in via di estinzione nessun animalambientalista o cittadino reclamerebbe per la loro salvaguardia. Castelli tuttavia, della specie, mi sembra un esemplare dotato di qualche positivo attributo in più, quanto meno rispetto a certe sottospecie ormai irrimediabilmente abbruttite. Per lui, a mezzo Darwin, chiederei uno sconto.

    Scritto da Nicoletta Salata il 15 dic 2008

  8. Forse Castelli non era preparatissimo, forse, perché mi è sempre parso uno di quelli meno disposti a fare figure meschine, ma tutta questa fiducia nelle affermazioni del rappresentante dei piloti alitalia, una delle parti in causa e per di più una categorie che ha fino ad oggi goduto di privilegi scandalosi, mi pare perlomeno eccessiva.

    Scritto da asdrubale il 15 dic 2008

  9. beh pure nella prima Repubblica i politici che diventavano ministri, una volta stavano alla difesa, una volta alla salute. Loro sì e questi no? eh no eh!

    Scritto da Tyler il 15 dic 2008

  10. “chi fa cosa”

    lo sento dire spesso dove lavoro io: tutti hanno diritto a parlare di tutto, ma non te la puoi tirare con uno che ne sa piu’ di te, o atteggiarti da grande esperto se possiedi solo delle nozioni o poco piu’..

    Scritto da emanuele il 15 dic 2008

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