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ESCLUSIVO – ASSEMBLEA UNICREDIT: I PICCOLI AZIONISTI FANNO SENTIRE LA LORO VOCE CRITICA

24 maggio 2010

SINTESI INTERVENTO LUIGI ZILIOTTO ALL’ASSEMBLEA UNICREDIT

(Grazie al Dr. Gianluigi De Marchi, ha inviato la sintesi di un altro piccolo azionista di Unicredit che ha detto cose sagge – leggi anche l’intervento di De Marchi: parte 1 e parte 2)

Esprimo il mio parere negativo per la banca unica e per le diverse aree geografiche che non apporterebbero alcun cambiamento, nella sostanza, rispetto all’attuale struttura.

Certo che viene da domandarsi perché è stata costituita una superbanca che ora, almeno apparentemente, viene smontata con la creazione delle “Aree”?

Qual è stata la molla, la motivazione, a suo tempo, della creazione di Unicredito?

Ma mi domando quale diversa cultura imperava? Penso quella della banca avente carattere nazionale, poco radicata nel territorio, partner di grandi imprese e grandi progetti imprenditoriali.

Cioè il Credito Italiano invece di sommare le peculiarità delle banche locali alle proprie visioni di grande respiro, ha disegnato l’Unicredito come un Credito Italiano maggiore penalizzando il rapporto sul territorio.

Mi sembra un errore che viene ora riconosciuto dal nuovo progetto ma mi domando: è giusto che venga portato avanti da chi invece propugnava il disegno opposto? Abbiamo un uomo per tutte le stagioni?

Ed è giusto riconoscere prebende milionarie a chi ha combinato tutti questi guai? La mia risposta è negativa.

Vorrei sapere qual era la sommatoria della quota di mercato di tutte le banche incorporate prima dell’incorporazione e qual è l’attuale quota di mercato di Unicredito?

Per quanto riguarda Verona, credo che il dato sia senz’altro negativo. E’ infatti di tutta evidenza come finora la riorganizzazione della banca abbia portato i livelli decisionali così abissalmente lontani dalla realtà da creare mille disfunzioni.

Pratiche di finanziamento che ci mettono mesi e mesi prima di giungere a una possibile delibera.

Una burocrazia degna della più arretrata amministrazione statale. Un continuo palleggiarsi di responsabilità per la mancanza di persone in grado di deliberare sul campo, come invece poteva una volta fare il direttore di agenzia, una continua rotazione dei personale direttivo e via dicendo…

OMISSIS

Il secondo punto: nuova politica della banca verso il cliente, nuova missione di Unicredito.

Ora viene individuato dai quadri direttivi di Unicredito quello che è l’obiettivo primario dell’istituto: il cliente! Così la banca ha scoperto che è il cliente il suo primo e principale obiettivo e si impegna a soddisfarlo in tutti i modi.

Si tratta di una scoperta sconvolgente!

Certo che se solo oggi scoprite che il cliente è il vostro principale interlocutore…

Ma ditemi come pensavate di fare prosperare l’istituto? Con la finanza creativa? Con la continua aggregazione di banche così da rendere sempre più complicata la comparazione dei dati? Con un aumento conseguente dei valori assoluti, così da indicare una pseudo crescita che invece non c’era?

Questo cambiamento di rotta è stato senz’altro provocato dalla constatazione che la politica bancaria finora perseguita non ha dato i frutti sperati.

OMISSIS

Unicredito ha anche in corso alcune vertenze giudiziarie con propri pensionati. Non è possibile arrivare ad una transazione invece di combattere questi ex dipendenti in tutti i gradi di giudizio e trattarli come nemici e non dimostrare, invece, un briciolo di considerazione, di ringraziamento per quanto hanno fatto?

Un ultimo appunto: mi sembra che esageriate con l’inglese. Se è vero che alcuni termini economici trovano nell’inglese una perfetta sintesi, ricordiamoci che siamo in Italia e, senza raggiungere il livello dei francesi che addirittura traducono PC in ordinateur personnel, quando scrivete “mission” invece di missione mi sembra che cadiate nel ridicolo.

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